Società | 4 Novembre 2020

Chiedi risarcimento per malasanità! Ecco come fare per ottenerlo

Gli errori capitano, ma quando questi sono causati da una seria negligenza o dalla volontà di una persona di fare del male, addirittura, le cose cambiano

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Esistono incidenti che non si possono in alcun modo prevedere, sono il frutto del caso, di una serie infinita di azioni e scelte che coinvolgono troppe persone per riuscire a essere calcolate. Da questi incidenti possono risultare conseguenze anche gravissime, come la perdita di vite umane.

Purtroppo, persino in ospedale succede: un paziente entra in sala operatoria per una semplice appendicectomia di routine e non esce più per via di complicazioni assurde. Non in tutti i casi è possibile o lecito chiedere un risarcimento all’istituto ospedaliero: se non c’è stata negligenza o volontà, il medico non è responsabile di quello che avviene in sala operatoria, neppure se si tratta di un errore in buona fede (la mancanza di conoscenza su un trattamento sperimentale, per il quale abbiamo dato il nostro consenso, ad esempio).

Diverso è se il medico chirurgo non ci informa sulla reale gravità della situazione e opera come se niente fosse, in condizioni precarie, sapendo già da subito che esistono alte possibilità di fallimento.

L’ospedale è pienamente responsabile degli incidenti che avvengono per colpa dei suoi operatori, nella misura in cui noi siamo sufficientemente informati al riguardo. Se hai bisogno di una rappresentanza, in tutto questo, rivolgiti ad Avvocato Facile, che è un portale di consulenza legale online.

Questo portale  è un punto di riferimento molto importante ormai per tante persone che usano il web per cercare un avvocato che li possa aiutare a dirimere una causa legale:inoltre chi entra in questo sito potrà chiedere un preventivo gratuito. Il sito è diviso in sezioni, è molto intuitivo ed è stato costruito per essere alla portata di tutti e per offrire agli utenti la possibilità di entrare in contatto con i migliori professionisti del settore.

Quindi, la prima cosa da fare, quando entriamo in un ospedale pubblico o in una clinica privata è quella di chiedere più informazioni possibili al nostro medico curante riguardo alla situazione e ai trattamenti ai quali ha intenzione di sottoporci. Lui per primo dovrebbe venire da noi ed essere il più sincero e onesto possibile.

Un medico che segue alla lettera le normative etiche della sua deontologia dovrebbe altresì risultare pessimista riguardo alle reali potenzialità dell’intervento, al fine di non creare aspettative nel paziente e nei suoi famigliari. Vuoi un risarcimento danni, inizia da questo: analizza il modo in cui il dottore si è rivolto a te la prima volta e con quali parole ha espresso diagnosi e prognosi.

Malasanità: le conseguenze della negligenza ospedaliera e il giusto risarcimento da richiedere

Un errore siamo tutti capaci di commetterlo sul luogo di lavoro, anche una volta al giorno. Non mettiamo in dubbio che sia troppo facile sbagliare per un essere umano, ma bisogna considerare varie condizioni.

Innanzitutto, la frequenza con la quale si sbaglia dovrebbe essere direttamente proporzionale al grado di responsabilità che ci danno al lavoro: sfornare pizze non è come salvare vite umane, dunque è normale che bisogna essere il più perfezionisti e attenti possibile.

Inoltre, bisogna capire se l’errore è stato causato in buona fede, e quindi non per negligenza o volontà, oppure il medico effettivamente sapeva che ci fossero poche possibilità di un esito positivo.

I casi in cui avvengono più casi di errore ospedaliero, e quindi di malasanità, sono nel settore odontoiatrico, al pronto soccorso, in chirurgia generale, in oculistica, in ostetricia e ginecologia, in oncologia e in ortopedia.

Ma cosa fare? Vediamolo insieme!

– Consenso informato:ogni paziente deve fornire un’autorizzazione scritta alla struttura sanitaria nella quale viene ricoverato per avere le cure necessarie , dopo però aver saputo tutti i rischi e le controindicazioni  e le alternative a cui può andare incontro.  Dare questo consenso non significa però che i medici e gli operatori sanitari non possano essere perseguiti in caso di errori.

– Dimissioni: quando si esce dall’ospedale è importante chiedere la cartella clinica, che dovrà essere data entro 30 giorni. Anche se le cose sono andate bene può essere utile in sede legale in caso di problemi postumi.

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