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Lombardia | 21 Ottobre 2020

Coronavirus in Lombardia, ufficiale il coprifuoco: torna l’autocertificazione

Dopo le polemiche, firmata oggi l'ordinanza con nuove restrizioni sugli spostamenti tra le 23 e le 5 del mattino. Caos dopo le indiscrezioni su Fontana e Salvini

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Dopo il momentaneo rallentamento che sembrava doverne rimandare l’emanazione, è stata firmata poco fa dal governatore Fontana e dal ministro Speranza l’ordinanza (cliccare qui per consultare il testo integrale) che istituisce il “coprifuoco” in tutta la Lombardia a partire da domani, giovedì 22 ottobre, introducendo così nuove restrizioni a livello locale per tentare di arginare la diffusione del contagio da coronavirus: si tratta quindi dello stop agli spostamenti fra le 23 e le 5 del mattino, fatta eccezione per quelli dovuti a “comprovate esigenze lavorative situazioni di necessità e urgenza e motivi di salute”.

Per chi si troverà all’esterno della propria abitazione, sarà comunque consentito il rientro a casa. È stato inoltre reintrodotto l’uso dell’autocertificazione da esibire in caso di eventuali controlli di polizia. In caso di violazioni, verranno elevate sanzioni da 400 e 3mila euro.

L’ordinanza resterà valida fino al prossimo 13 novembre ed è stata decisa – in concerto con il Governo, i sindaci dei capoluoghi e l’Anci – in base alle proiezioni del comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto Superiore di Sanità che dipingono uno scenario che potrebbe vedere, alla fine di ottobre, fino a 4000 ricoveri nei reparti e 500 in terapia intensiva.

La scelta dell’orario notturno è stata determinata dal fatto che – si legge – “può determinare nei contesti sociali un allentamento sull’osservanza del rispetto delle misure di prevenzione dal contagio, con rischi di assembramento e inosservanza del distanziamento interpersonali”, in riferimento, quindi, alla movida che coinvolge soprattutto i più giovani.

Da alcune indiscrezioni emerse nella mattinata odierna su diversi organi di stampa, era parso che il rallentamento fosse dovuto a un intervento del leader della Lega Matteo Salvini, intenzionato a “capire le cose”.

Il governatore Fontana, gli assessori e i consiglieri regionali si sarebbero confrontati personalmente con il capo del Carroccio, Matteo Salvini, in videoconferenza, e l’episodio aveva immediatamente fatto scattare le reazioni delle opposizioni, come quella del consigliere regionale Pd Samuele Astuti.

“Fontana e la Regione non facciano passi indietro e non si facciano condizionare dai diktat di Salvini – ha commentato Astuti -. In discussione c’è la salute dei lombardi, non la percentuale di voti di un partito. L’ordinanza nasce da scelte condivise con i sindaci, sulla base di indicazioni molto perentorie degli epidemiologi ed è di questa mattina la dichiarazione allarmata del professor Antonio Pesenti, coordinatore dell’unità di crisi della Lombardia, sulla velocità di crescita dei contagi. Chi intende ascoltare Fontana? I tecnici o il capo del suo partito? Di fronte a situazioni serie occorre grande serietà. Ricordo che solo ieri a Varese i nuovi positivi erano 245 e la curva da giorni è in costante crescita”.

Michele Usuelli (+Europa-Radicali), invece, esprime la propria opinione in merito alla chiusura dei locali, per la quale resta in vigore quanto stabilito dal Dpcm: “Pub e ristoranti devono chiudere alle 24. I clienti possono stare seduti in codesti luoghi fino alle 23,59. In base all’ordinanza odierna i cittadini possono rientrare a casa con lo scontrino del locale, che fa fede. Ogni altra interpretazione è destituita di fondamento. Per proprietari e frequentatori di pub e ristoranti, dopo molto rumore, nulla cambia. E nulla cambia nel contenimento del covid”.

Intanto, in attesa del bollettino quotidiano della Regione, è stato già diffuso dalla stampa il numero dei nuovi positivi odierni in Lombardia, che tocca quota 4000 (di cui 1900 nel solo Milanese).

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