Varese | 8 Ottobre 2020

“Piano Lombardia”: da Regione 160 milioni per il Varesotto

Finanziate opere pubbliche per lo sviluppo e l'efficientamento del territorio. Altri fondi anche dai bandi per dissesto, piccoli comuni e valli prealpine

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Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha partecipato lo scorso 5 ottobre a Varese alla presentazione della seconda tappa del “Piano Lombardia”, il programma di investimenti da 3,5 miliardi di euro per realizzare opere dal valore complessivo di 5,5 miliardi con interventi da realizzare tra il 2020 e il 2023: queste cifre sono perciò destinate al rilancio dell’economia, delle imprese e dei territori che hanno sofferto a causa dell’emergenza Covid.

Alla serie di incontri che il presidente ha avuto con i sindaci del territorio e con gli esponenti delle categorie imprenditoriali, hanno partecipato anche l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, e coordinatore del Tavolo territoriale di Varese, Raffaele Cattaneo e consiglieri regionali e esponenti delle Istituzioni locali.

“Alla provincia di Varese – ha spiegato Fontana – vanno risorse per oltre 160 milioni di euro, di cui 38,4 già anticipati ai 138 Comuni e alla Provincia. Serviranno per finanziare 295 progetti di opere pubbliche presentati nell’ambito dello sviluppo sostenibile, dell’efficientamento energetico e dell’infrastrutturazione digitale. Sono tutti progetti che devono essere cantierabili entro il 31 ottobre”.

“Oltre a ciò, – prosegue il governatore della Regione – il territorio di Varese ha beneficiato anche di 1.840.620 euro nell’ambito del bando ‘Piccoli Comuni’: fondi assegnati a 49 enti locali e a una Unione di Comuni. Altri 5.544.337 milioni di euro provengono dal bando ‘Dissesto’ in difesa del suolo nel territorio dell’Insubria (con la provincia di Como) che ha interessato 46 progetti in quella di Varese; 1.285.714 milioni di euro del ‘Fondo di sviluppo delle valli prealpine’ sono destinati alle due Comunità montane; 3 milioni provengono dal bando ‘Interventi emblematici maggiori promosso da Fondazione Cariplo’”.

“Entro il 2023 altri 122 milioni di euro saranno dedicati ad altri progetti di sviluppo del territorio, in base a un’agenda di impegni concreti con risorse e tempistiche certe e precise, a garanzia di territori e cittadini. Nello specifico – ha spiegato Fontana – parliamo di risposte a esigenze emerse nei Tavoli territoriali: Alptransit, che fa parte del corposo pacchetto della mobilità transfrontaliera e annovera la recente inaugurazione del tunnel di base del Monte Ceneri, cui vanno 15 milioni; la rete provinciale integrata di ciclovie che avrà 12 milioni; 11 vanno per le infrastrutture ferroviarie; 10 per il terminal intermodale di Busto Arsizio; 1,5 milioni per il raccordo A8-Varese centro; 930.000 euro per la bretella di Varese; 770.000 euro per il Piano d’Area di Malpensa puntando sul rilancio economico e produttivo dello scalo; 350.000 euro per l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (Aqst) Lago di Varese e 100.000 euro per lo sviluppo turistico che si aggiungono a quelli per la Via del Lucomagno, per l’AdP Casa Macchi a Morazzone”.

“Il tutto senza dimenticare – ha aggiunto il presidente Fontana – l’Accordo di Programma del Teatro di Varese, per il quale la Regione ha stanziato 20 milioni di fondi propri e che conta anche 9,425 milioni del Patto Lombardia; tra le opere, anche il terzo lotto dell’ospedale del Ponte di Varese, destinato a diventare ‘Polo della mamma e del bambino’ con lavori in più anni garantiti da contributo regionale. L’Asst Sette Laghi avrà già nel 2020 i fondi per la progettazione”.

“Particolare importanza per lo sviluppo territoriale avranno le azioni per l’aeroporto e l’area di Malpensa, gli interventi per il risanamento del Lago di Varese che daranno seguito al recente riavvio dell’impianto ipolimnico di Biandronno, nonché il recupero delle aree dismesse, alla luce della nuova legge sulla rigenerazione urbana, e del loro recupero o bonifica. Nei 138 Comuni della provincia di Varese, 92 risultano avere zone produttive dismesse per un totale di 373 aree. Dal 2019 al 2020 si registra la crescita delle aree rigenerate (nel 2020 21 in più del 2019). Crescono anche i numeri delle aree in corso di rigenerazione (31 contro 24) e di quelle parzialmente rigenerate (11 rispetto alle 9 del 2019). Scendono quindi a 267, rispetto alle 297 censite nel 2019. Delle 373 aree produttive dismesse, 117 (il 31,4%) sono interessate da processi di bonifica. Con 38 aree bonificate e 16 in corso di bonifica”.

“Abbiamo dato una serie di risposte – ha aggiunto il presidente – a specifiche necessità per lo sviluppo complessivo del territorio, privilegiando la rapidità nell’erogazione dei fondi: la crisi morde e noi vogliamo far capire che le Istituzioni, la Regione Lombardia in primis, sono pronte per aiutare l’economia reale”.

Il ‘Piano Lombardia’, varato durante l’emergenza Covid e plasmato nelle settimane successive, è stato predisposto con l’obiettivo di sostenere la ripresa economica e sociale, garantisce un impegno economico da parte della Regione. E che interessano tutti i settori di azione di Palazzo Lombardia.

“Si tratta di un investimento senza precedenti in opere pubbliche che – ha specificato Attilio Fontana – ha già generato oltre 3.000 progetti i cui lavori saranno avviati entro il 31 ottobre. Quello di oggi (lunedì 5, ndr) è solo un inizio: dopo aver ascoltato nei Tavoli territoriali le voci di quanti lavorano, amministrano le nostre realtà, producono, il tour di presentazione del ‘Piano Lombardia’ rappresenta il momento per portare le prime risposte concrete, con l’impegno di incrementare gli interventi tra il 2021 e il 2023 con ulteriori risorse”.

“Abbiamo voluto anche compiere un grande sforzo verso la semplificazione per consentire a cittadini e imprese di ripartire con nuove energie lasciando liberare le idee con maggiore facilità. La Lombardia – ha concluso Fontana – è una comunità coesa: se tutti lavoreremo insieme torneremo ad essere punto riferimento non solo in Italia ma in Europa. Vogliamo che tutta la regione sia una ‘smartland’: ogni parte del nostro territorio deve avere uguali opportunità di sviluppo come tutte le altre. Milano è importante ma da sola, senza la Lombardia intorno, non potrebbe vantare i primati che le vengono riconosciuti”.

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