Canton Ticino | 8 Ottobre 2020

Coronavirus, aumentano i casi in Ticino: chiudono le discoteche

Ieri 40 positivi, da domani in vigore nuove misure fino alla fine del mese. Obbligo di mascherina nei negozi, Gobbi: "Richiamo alla responsabilità individuale"

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(Foto di copertina © diretta RSI) Il Canton Ticino guarda alla seconda ondata di coronavirus ragionando in termini diversi dall’estate. Non è più questione di valutare se la seconda ondata arriverà o meno. Ma di capire quando arriverà.

Nelle ultime ventiquattro ore il cantone è stato colpito da un aumento considerevole di casi positivi, e i primi campanelli d’allarme sono scattati. Quaranta i nuovi contagi, un dato che ha stravolto la media di cinque-dieci casi giornalieri, portando la linea del monitoraggio ad una quota che non si vedeva da metà aprile. Quota che porta con sé anche una quarantena di classe, due quarantene di gruppo per frequentatori di locali pubblici e altrettante nell’ambito del calcio non professionistico.

Un cambiamento rispetto alla stagione calda era atteso – ha spiegato poco fa in conferenza stampa, da Bellinzona, il direttore del Dipartimento Sanità e Sociale del Ticino, Raffaele De Rosa – ma non ci aspettavamo che arrivasse con questa velocità“.

Alla luce dei dati più recenti, la situazione generale necessita di essere completamente rivalutata, per almeno tre ragioni. La prima, come detto, è legata all’aumento improvviso dei casi; la seconda è relativa all’età delle persone colpite, dato il passaggio da soggetti prevalentemente giovani (quasi sempre under 40) a persone di sessanta e settant’anni, ovvero quelle che rientrano nelle categorie a rischio per le conseguenze più gravi del Covid; c’è poi la questione, non meno rilevante, della difficoltà, rispetto al passato, di risalire all’origine della malattia, che in molti casi ora non è riscontrabile.

Sono queste le principali motivazioni per cui il Consiglio di Stato ha deciso di mettere le mani avanti, anche in relazione ad uno scenario che, a livello di Confederazione, è ancora più delicato (1.077 i casi complessivi registrati ieri). Da domani, ore 19, fino al 30 ottobre, ci saranno dunque delle novità.

La più impattante riguarda la scelta di chiudere discoteche, sale da ballo e club, almeno fino alla fine del mese. Un ampio capitolo riguarda poi la ristorazione. Le consumazioni saranno consentite soltanto al tavolo, con raccolta di nominativi e recapiti dei clienti da conservare per quattordici giorni. Niente più visiere in plastica per il personale, che dovrà obbligatoriamente indossare la mascherina, tassativa in tutti i luoghi pubblici al chiuso, inclusi negozi e centri commerciali, sulla scia delle decisioni già prese da altri cantoni. Per gli eventi con più di trecento partecipanti, infine, la parola sulle autorizzazioni spetterà ai Comuni e al gruppo di lavoro “Grandi Eventi”.

“Se tutto ciò non dovesse bastare – ha spiegato il presidente del Consiglio di Stato ticinese, Norman Gobbi – entreranno in vigore ulteriori misure che sono già state definite, ipotizzando eventuali peggioramenti della situazione. L’obiettivo, in ogni caso, è quello di scongiurare un futuro lockdown, e questo dipenderà dalla responsabilità individuale di tutti“.

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