Luino | 27 Settembre 2020

Luino-Maccagno, lavori sui viadotti della 394: “Le alternative allo sversamento esistono”. Ecco quali sono

Nuovo intervento dei "Pescatori Alto Verbano" dopo la notizia dello stop ai cantieri. "Chiederemo il rispetto dell'obbligo ittigenico e un indennizzo per le specie"

Una struttura di sostegno su un tratto di strada verso Colmegna, il sindaco scrive ad Anas
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Alla notizia pubblicata ieri in relazione al blocco dei lavori presso i cantieri della SS394, nel tratto tra Colmegna e Luino, dove l’intervento di riqualifica dei viadotti verrà momentaneamente interrotto a partire da domani, per la necessità di ragionare su una soluzione utile ad evitare il bypass della rete fognaria (con conseguenti sversamenti a lago di materiale), i membri dell’associazione “Pescatori Alto Verbano”, tornano a prendere posizione commentando ulteriormente gli avvicendamenti, dopo quanto già sottolineato durante l’estate. Riportiamo di seguito e in forma integrale la lettera che l’associazione ha inoltrato alla nostra redazione. 

Nel sito del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca leggiamo con preoccupazione e rammarico l’insensato allarmismo nei confronti dei lavori in corso sulla S.S. 394, lavori che ANAS sospenderà a decorrere dal 28 settembre.

La notizia è stata ripresa da alcune edizioni locali di giornali on-line con toni inquietanti, non soffermandosi sulle motivazioni, ma esclusivamente instaurando di fatto uno status di colpevolizzazione di chi come l’ASD Pescatori Alto Verbano, La Federazione dei Verdi, la Commissione Italo Elvetica sulla pesca (che comunque non hanno diritto di voto) e i 5Stelle luinesi, si oppongono all’obbrobrioso sversamento diretto di liquami fognari all’altezza della frazione di Colmegna, che è nel Comune di Luino e non di Maccagno come riportato da una testata.

Restando ai fatti segnaliamo che non è assolutamente nostra intenzione cedere alla posizione ricattatoria di ANAS proposta nella Conferenza dei Servizi del 9 settembre: “O trovate la soluzione o blocchiamo i lavori”. Questo viene affermato a quasi un anno di distanza da quando i tecnici di ANAS hanno visionato la struttura ed iniziato i lavori, possibile che non abbiano visto un tubo di 35cm di diametro?

Allora ci chiediamo perché solo ad agosto di quest’anno e per caso si è venuti a conoscenza del fatto che sarebbe necessario ed urgente scaricare liquami fecali nel lago? Porre subito il problema e studiare alternative adeguate per tempo sarebbe stato così difficile anziché mettere la popolazione e gli utilizzatori del lago di fronte al fatto compiuto? Ci sarebbero state proteste? Certo, ma a quel punto il danno sarebbe stato completo e chi prevarica con arroganza il buon senso l’avrebbe avuta vinta.

Restando ai fatti riconosciamo che il Comune di Luino nella riunione del 9 settembre ha segnalato la propria contrarietà proponendo la soluzione di utilizzare mezzi per gli spurghi che dovrebbero fare la spola (che evidenziamo più avanti) fino a Gavirate e ci auguriamo che la nuova amministrazione luinese faccia altrettanto.

I fatti mostrano anche l’assenza, alla conferenza del 9 settembre, di Enti come ATS Insubria, ARPA Lombardia ed Autorità di bacino del Lago Maggiore, secondo noi di primaria importanza per le decisioni da assumere e, pur non conoscendo le loro intenzioni, sarebbero le parti tra le più titolate a difendere la biodiversità e la salubrità locale.

Sempre il 9 settembre è emerso che le alternative allo sversamento esistono (e forse ce ne sono ancora), allora ci chiediamo del perché da ottobre 2019 si è aspettato settembre 2020 per valutarle?

L’altra evidenza, pure collegata alla riunione, che abbiamo notato riguarda le analisi degli scarichi che dalla condotta di Colmegna giungono a Luino. Pur non contestando il test ci chiediamo come sia possibile che chi ha fatto le analisi (recentemente rese pubbliche) sia la stessa azienda che attualmente è titolare dei lavori? Perché dette analisi sono state fatte su campioni diluiti e non sui reflui reali?

Al momento le soluzioni prospettate sono: scarico diretto nel lago Maggiore con tubazione subacquea di reflui per 6 litri al secondo, giorno e notte per tutto il periodo necessario stimato in 3 settimane, e quindi in totale circa 10.886.400 litri di escrementi! Come controindicazione ha ovviamente l’inquinamento ambientale e mentre le parti galleggianti possono essere trasportate dalle correnti (non si sa dove), non si è ancora in grado di valutare il periodo di posa per quelle che resteranno sul fondale e si è parlato di un periodo fino a 4 anni (durante il quale non si potrà godere di quel tratto di lago).
Ci sarebbe anche il problema delle piogge che, se importanti nel periodo dello sversamento, potrebbero fare travasare i reflui nel torrente Colmegnino che già da solo presenta gravi anomalie fognarie.

Nel caso di sversamento diretto chiederemo il rispetto dell’obbligo ittiogenico che comporterà ulteriore ritardo ed un indennizzo per le specie ittiche immesse nel corso degli anni che quantificheremo. Il costo dello sversamento diretto è stato valutato in € 158.480,25 oltre ad IVA.

Interventi di intercettazione della condotta con metodo “Stop System”. Si tratta dell’intervento di una ditta specializzata che consiste nell’intercettazione delle tubazioni esistenti mediante l’utilizzo di una particolare tecnica di chiusura meccanica delle condotte. Questo metodo ha sia la controindicazione della non garanzia del buon esito finale a causa della vetustà delle vecchie condotte, sia il problema sui tempi di svolgimento in quanto l’azienda specializzata non è al momento disponibile. Il costo del metodo “Stop System” è quantificato in € 113.630,06 oltre ad IVA.

Aspirazione reflui in arrivo e conferimento a Gavirate, presso impianto di trattamento, mediante autocarri con bottini. Questo metodo comporta il trasferimento dei reflui dalla stazione di Colmegna sul bottino per essere portato a Gavirate in quanto la stazione di Luino non è abilitata a questo genere di trattamenti. Le controindicazioni potrebbero essere rappresentate sia da ritardi nel ciclo continuo di raccolta e deposito dei reflui da parte dei bottini a causa di casualità come incidenti stradali durante il tragitto, sia da eventi atmosferici che alterano le portate dei condotti e conseguentemente del torrente Colmegnino. Il costo dell’utilizzo degli autocarri con bottini è quantificato in € 180.477,85 oltre ad IVA.

Tra le tre ipotesi noi vorremmo che gli enti votanti optino per la terza soluzione in quanto, e lasciamo all’intelligenza di chi legge la valutazione, la differenza di € 21.997,60 tra il costo dei bottini e lo sversamento diretto è irrisoria e non tiene per nulla conto degli ulteriori costi ambientali, ecologici, di immagine e di salubrità ad esso connessi.

In tuti e tre i casi stiamo valutando la richiesta di rispetto dell’obbligo ittiogenico che comporterà un ulteriore ritardo di qualche giorno ed un indennizzo per le specie ittiche immesse nel corso degli anni che quantificheremo.

Noi ci scusiamo con gli utenti della S.S. 394, tra cui ci sono anche molti di noi, ma crediamo fortemente che se gli automobilisti si sono adattati alle code nel periodo estivo, sapranno ulteriormente sopportare ulteriori disagi ancora per qualche settimana se ciò contribuirà a rendere ancora bello, salubre e vivibile il nostro lago e l’ansa di Colmegna in particolare.

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