Varese | 22 Settembre 2020

Coldiretti Varese: pioggia al giro di boa dell’equinozio, nei boschi finalmente sono arrivati i funghi

Il cambio di stagione dà impulso alla raccolta, con i porcini protagonisti. Nel 2020, però, troppi incidenti gravi in alta Lombardia: ecco il vademecum per la sicurezza

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Una pioggia che, oltre a dissetare le campagne, accelera la stagione dei funghi, a patto che si rispetti l’equilibrio perfetto in alternanza col bel tempo. In ogni caso, l’arrivo della prima pioggia di autunno, interrompe bruscamente la lunga estate calda e fa tenere gli occhi incollati al meteo agli appassionati di funghi. La nuova perturbazione dell’autunno 2020 ha raggiunto la provincia di Varese proprio allo scattare dell’autunno, portando anche un sensibile calo delle temperature dopo un’estate da caldo record.

Si aprono quindi scenari più positivi per una raccolta iniziata in ritardo rispetto numeri dello scorso anno. Ma ad essere premiate per prime sono state proprio le zone “alte” della provincia, le prime a dare il “la”, già nelle scorse settimane alla raccolta di porcini e trombette in particolar modo.

Le attività di raccolta sul territorio registrano un vero boom, spinte dal ritorno del bel tempo ma anche dalla voglia di trascorrere tempo libero all’aria aperta passeggiando tra i boschi. Ma il vero problema dell’annata 2020 sono, purtroppo, gli incidentianche gravi e mortali – incorsi nei boschi altolombardi. È quindi necessario rispettare ogni norma di sicurezza ed evitare le improvvisazioni: in particolare, non ci si deve mai avventurare su sentieri impervi e sconosciuti né tentare azzardi, specie quando la pioggia rende scivolosi i sentieri e, cosa ancora più importante, rendersi sempre rintracciabili in caso di bisogno.

È altresì fondamentale seguire alcune importanti regole che – precisa Coldiretti Varese – vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri, utilizzando cestini di vimini per evitare le buste di plastica. In caso di incertezze, meglio rivolgersi per eventuali controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche.

Il “termometro” della stagione è, come sempre, quello dei porcini, che dopo un avvio incerto ora sono tornati a essere i veri protagonisti, insieme alle “russule”; i cantarelli sono stati i primi a comparire, ma in piccola quantità. Occorre prestare la massima attenzione ai funghi velenosi, dato che è già comparsa sul territorio anche l’amanita falloide o tignosa verdognola, un fungo assai diffuso e il più pericoloso esistente in natura a causa della sua tossicità estremamente elevata. La nascita di porcini, chiodini, finferli e altre varietà – sottolinea la Coldiretti provinciale – per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco. Una risorsa importante il Varesotto che può contare su 55 mila ettari di foresta che rivelano l’indice di boscosità più alto di tutta la Lombardia.

L’attività di ricerca – continua Coldiretti Varese – ha una natura hobbistica che coinvolge moltissimi vacanzieri, ma svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive per le quali rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.

Nel caso in cui i funghi non vengano raccolti ma acquistati, Coldiretti invita a verificare l’indicazione del luogo di raccolta o coltivazione e dell’origine – in etichetta o su appositi cartellini – che deve essere riportato obbligatoriamente. Una garanzia – conclude Coldiretti Varese – per sapere se i pregiati frutti del bosco sono stati raccolti nella Penisola o se sono arrivati in Italia da Paesi lontani con minore freschezza e garanzie di qualità e sicurezza alimentare.

IL DECALOGO DI COLDIRETTI VARESE PER IL “CACCIATORE” DI FUNGHI

– Documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie condizioni fisiche;
– Comunicare a qualcuno il proprio tragitto evitando le escursioni in solitaria;
– Attenzione ai sentieri nel bosco che possono diventare scivolosi a causa della pioggia;
– Consultare i bollettini meteo e stare attenti al cambio del tempo;
– In caso di rischio fulmini non fermarsi vicino ad alberi, pietre e oggetti acuminati;
– Usare scarpe e vestiti adatti con scorte di acqua e cibo;
– Non raccogliere funghi sconosciuti;
– Verificare i limiti alla raccolta di funghi con i servizi micologici territoriali;
– Pulire subito il fungo da rami, foglie e terriccio;
– Per il trasporto meglio usare contenitori rigidi e areati che proteggono il fungo.

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