EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
Cuneo | 21 Settembre 2020

Germignaga, Adriano Vietri e la piccola figlia Martina in tour “alla conquista” del Monviso

38 km la lunghezza del percorso, dislivello in salita di 2400 mt; un'esperienza che insegna che la montagna può essere vissuta con entusiasmo e in sicurezza dai bambini

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(A cura di Adriano Vietri) “Il Re di Pietra preso in giro”, così viene descritto il tour del Monviso nella splendida guida di Toni Farina intitolata “Grandi scoperte a piccoli passi”.

In una domenica di aprile, chiuso a casa come tutte le famiglie, sono intento a progettare passeggiate in famiglia, scalate, avventure tra i monti. Nella guida si parla di questo tour, molto lungo per una bambina di 7 anni come Martina. Viene richiesto allenamento e discreta pratica nel camminare in montagna. Da considerare la quota elevata, lunghi tratti su pietraia… insomma ci vuole esperienza, cosa che di certo non ci manca. “Ma poi i rifugi saranno aperti?”, “Si potrà almeno stare fuori in tenda?”.

Scrivo al rifugio Quintino Sella, mi risponde gentilissima Silvia dicendomi che dovranno contingentare anche gli eventuali accessi con la tenda. Poi gentilissima mi fa notare che è bello rispondere alla mia mail, ed aggiunge: “Un papà ed una bimba in giro per montagne, così mi ricordo perché faccio questo lavoro!”. E mi allega una bellissima foto dove porge qualcosa di prelibato ad uno stambecco. Comunque mi riserva una cameretta, in attesa di sviluppi.

Non so perché ma forse quel giorno ha inizio la nostra avventura! Per non correre rischi ordino subito una tenda per l’alta quota e sacchi a pelo invernali.

Il tour sarà mio e di Martina. Purtroppo, come previsto mamma Mara non sarà con noi, il ginocchio malconcio non le darebbe tregua per 4 giorni consecutivi. Ma il suo prezioso contributo si fa sentire: nella preparazione dello zaino di 70 litri non mancano le sue scatolette indispensabili come il set posate in plastica, set lavaggio dentini, borsetta tattica, medicinali… ogni cosa al suo posto, e le giuste raccomandazioni.

La tattica è sostare con il nostro camper alla area sosta della Baita della Polenta al Pian della Regina, il giorno dopo prendere la navetta per Pian del Re.

Finalmente il tanto sospirato giro inizia, il 9 agosto, proprio qui dove nasce il Po.Passiamo per il lago Fiorenza, il lago Chiaretto in un ambiente straordinario misto di erbe, fiori, sassi detriti.

Dopo 3 ore e mezza giungiamo al lago Grande con il rifugio Sella. Appena in tempo visto che i tuoni e la pioggia ci stavano inseguendo, e questa sarà una costante della nostra avventura. Ad accoglierci Silvia ed i suoi collaboratori, molto simpatici e disponibili.

Secondo giorno la tappa più dura, più lunga più avventurosa: salutiamo i rifugisti e ci dirigiamo verso il passo Gallarino(2730 m.) e poi il passo San Chiaffredo, quindi scendiamo verso un susseguirsi bellissimo di laghetti tra cui il lago Lungo, lago Bertin, in un ambiente surreale di pietra. Arriviamo al Gias Fons ed è qui che cominciano i guai: un violento temporale ci accompagnerà per tre ore fino al rifugio Vallanta. Facciamo sosta in una stalla per cambiarci e sistemarci, il freddo e le fiacche ai piedini piegano un po’ l’entusiasmo di Martina.

Totale tappa quasi 7 ore.

Il terzo giorno: direzione Francia attraverso il Colle Vallanta (2811 m.), accompagnati da numerosi stambecchi e marmotte fischiettanti. Martina è molto gasata e, devo dire, molto in forma dopo la pioggia del giorno prima. Attraversiamo residui di nevai, poi giù in picchiata facendo molta attenzione verso il lago Lestio. Questa volta piantiamo la tenda non lontano dal rifugio Mont Viso, giusto in tempo per ripararci dalla nostra amica pioggia e temporale pomeridiano. Tre le ore di cammino.

La mia decisione di passare la notte in tenda è stata semplicemente perché il rifugio, a differenza dei primi due (italiani), non ha risposto alla mia richiesta. Poco male, rendiamo più avventuroso il tour. Il mio buon fornelletto alla sera ci riscalda una gustosa pastina e, alla mattina, the con biscotti.

Salutiamo anche questo magnifico posto molto verde e saliamo per il colle delle Traversette per l’ultima entusiasmante tappa verso il Buco del Viso che ci riporterà in Italia. Il primo traforo delle Alpi creato nel 1479 alla quota di 2882 m.

La discesa verso Pian del Re è molto lunga (900 m.) e a questo punto del giro le gambe si sentono. La bellissima giornata sul versante francese si trasforma ahimè nella lunga discesa italiana: nebbia, nuvole, pioggia, tuoni. Ma questa volta siamo fortunati riusciamo a fare la foto di rito al nostro traguardo appena prima del finimondo!

Questo tour ad anello è veramente ricco di paesaggi così diversi, laghetti incantevoli, alti colli da valicare, e si può osservare il Re della Pietra Monviso da tutte le sue diverse facce. Quattro giorni che rimarranno impressi nel cuore di Martina per sempre.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127