Laveno Mombello | 16 Settembre 2020

La Guardia Costiera chiude la stagione sul lago tra soccorsi, interventi e sanzioni

Il secondo nucleo Mezzi Navali della Liguria ha concluso l’attività di pattugliamento incontrando l'Autorità di Bacino. Passera: "Più prevenzione per evitare tragedie"

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Si è chiuso nella giornata di ieri il periodo di vigilanza estiva sulle acque del lago Maggiore da parte del secondo nucleo Mezzi Navali della Guardia Costiera ligure, e presso la sala consiliare di Villa Frua, a Laveno Mombello, davanti ai rappresentanti del territorio, si è tenuto il consueto incontro annuale per tirare le somme di quanto avvenuto sulle acque del Verbano nei mesi caldi, durante i quali lo specchio d’acqua è maggiormente frequentato.

Quella del 2020 verrà ricordata come la stagione più corta di sempre, composta soltanto da ottantuno giorni di attività, causa pandemia, ma anche come una stagione particolarmente infelice a causa dei tre decessi che si sono verificati, due quali, per annegamento, hanno coinvolto una ventenne e una tredicenne, inghiottite dalle acque del lago su sponda lombarda, ad Arolo – frazione di Leggiuno – e a Germignaga.

E’ proprio ai tragici e recenti fatti che è andato il pensiero del presidente dell’Autorità di Bacino, Fabio Passera, accompagnato all’incontro dalla vice presidente Graziella Broggini e dal presidente del consiglio comunale di Sesto Calende, Alessandro Ceron. “Per noi la sicurezza continua ad essere indifferibile – ha affermato il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca davanti all’intero nucleo, composto da tredici uomini “fissi” e da altri ventuno impegnati a rotazione -, e i tristi eventi di quest’anno ci hanno fatto capire quanto ancora sia lunga la strada della prevenzione e della divulgazione, perché il lago è infido e pericoloso. E chi vive qui lo sa bene“.

Gettando le basi per il prossimo anno, il primo cittadino ha quindi sottolineato l’importanza di una più proficua e diretta collaborazione tra amministratori e Guardia Costiera, per aumentare la percezione di sicurezza – “tra i fattori maggiormente richiesti all’interno della nostra comunità” -, ragionando fin da subito su aspetti concreti e considerati decisivi dai graduati del nucleo. L’obiettivo, in sostanza, deve essere quello di evitare il più possibile l’intervento più drastico, quello per annegamento, in presenza del quale, spesso, resta ben poco da fare una volta giunti sul posto. Per farlo è necessario rendere le spiagge pubbliche più sicure, potenziando la cartellonistica per chi viene da fuori e affidandosi ad una figura estremamente utile: quella dell’assistente per i bagnanti.

“Ottantuno giorni di attività, tra luglio e settembre, sono pochi per i nostri standard – ha affermato l’ammiraglio Nicola Carlone – ma grande è stato l’impegno condiviso con le altre autorità e con i gruppi di volontariato. C’è ancora bisogno di tanta prevenzione sul tema degli annegamenti. Il lago va rispettato, ha bisogno di attenzioni, cura e rispetto. Anche più del mare. E il ruolo dei sindaci, in questo senso, è fondamentale nell’opera di sensibilizzazione, che in tanti casi consente di evitare le tragedie”.

Ma come ha lavorato nel concreto il nucleo da inizio luglio a metà settembre? Sono i numeri a raccontarlo: 28 soccorsi effettuati, 70 persone assistite mentre si trovavano a bordo delle loro imbarcazioni (diciotto in più rispetto allo scorso anno), 22 unità navali soccorse, una motonave sequestrata, 34 verbali amministrativi comminati per un totale di 5 mila euro di sanzioni, relative soprattutto alla navigazione sotto costa, nella fascia dei cinquanta metri o in quella dei 100 metri riservata alla balneazione.

Non è facile guardarsi indietro per tentare un confronto con la passata stagione, considerando l’impatto causato dal Covid, le innumerevoli precauzioni da rispettare, le tante manifestazioni annullate e che normalmente scandiscono buona parte della mole di lavoro. Ad ogni modo, il lago salutato ieri dalla squadra della Guardia Costiera ligure, è un lago diverso.

Lasciamo un lago meno inquinato, ma abbiamo elevato un numero più alto di sanzioni agli utenti indisciplinati – ha spiegato in conclusione il luogotenente Vincenzo Pavone, al secondo anno di servizio sulle sponde del Verbano -. Un’altra evidenza, la più incoraggiante, è data dal fatto che questo luogo suscita sempre grande interesse, non solo a livello turistico ma anche nel nostro campo. Sono tanti i soccorritori, provenienti da tutta Italia, che chiedono di effettuare questo tipo di esperienza. Il pattugliamento sul lago, però, è più difficile, basti pensare alla scarsa trasparenza delle acque, alla loro densità, agli strapiombi improvvisi. Ma rappresenta contemporaneamente grandi stimoli per chi svolge questo lavoro”.

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