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Caravate | 10 Settembre 2020

“Giocati con noi”, a Caravate una giornata di festa insieme ad AVSI per i bambini di Haiti

Domenica scorsa al convento passionista l'evento dedicato alla memoria di Daniela Panizza per raccogliere fondi per un centro educativo dell'isola caraibica

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(a cura di Giulia CarrilloDomenica 6 settembre, di primo mattino, un’intensa attività ferveva al convento passionista di Caravate: camion negozio per alimentari, braci che si accendevano per piadine, panzerotti, rustichini e salamelle. Un’organizzazione eccellente, poi, indirizzava verso i parcheggi le macchine che arrivavano, metteva strisce guida per accedere alle molteplici casse per evitare assembramenti e in un attimo erigeva alcuni tendoni, sotto i quali si sono posizionate panche e tavoli per pranzare e passare una giornata insieme, rallegrati da musica e danze, in attesa della lotteria finale! Il prato del bellissimo parco si è colorato e riempito delle corse e del vociare dei bambini. È tornata la vita, la speranza di una rinascita.

Alle 11.00 è iniziata la S. Messa celebrata da padre Marcello Finazzi e animata dai canti di una voce guida veramente soave e armoniosa. L’omelia (vangelo di Mt 18, 15-20) è stata un incitamento per noi cristiani ad andare incontro al fratello quando lo vediamo in difficoltà spirituale per aiutarlo a tornare, riaccompagnarlo nella comunità con carità, senza giudicarlo. Per Dio Padre, infatti, noi suoi figli non possiamo perderci perché siamo il suo tesoro e non vuole che ci feriamo perché il peccato fa più male a chi lo commette che a chi lo riceve. Il nostro compito è di offrire il perdono sia come singoli che come comunità.

L’evento che ha portato tanti amici a riunirsi è “Giocati con noi”, un’occasione di raccolta fondi, tramite la vendita di biglietti della lotteria, per sostenere l’opera di adozione di un centro educativo ad Haiti, che raccoglie ragazzi per accompagnarli in un percorso di crescita personale e comunitaria per poter attuare i loro sogni.

L’AVSI è un’organizzazione no profit nata nel 1972, che realizza progetti di cooperazione allo sviluppo in trentatrè paesi e ad Haiti è presente dal 1999. Questa iniziativa è nata grazie ad una coppia che per anni è stata in missione per questa organizzazione. Tornata da qualche anno, si è mobilitata per raccogliere fondi per l’Avsi come ringraziamento per tutto quello che hanno ricevuto come famiglia e come esperienza di vita. Tre anni fa è morta per una grave malattia a soli quarantasei anni Daniela, loro cognata. Durissimo colpo per la famiglia perchè Daniela era una creatura speciale. Infermiera di professione, era completamente dedita agli altri, soprattutto ai bambini e agli anziani: portava i malati a Lourdes, andava a Milano tutti i giorni solo per lavare e alzare una ragazza disabile grave. Caparbia nel suo agire, non ha mai trascurato la famiglia, che lasciava solo se era sicura che nessuno avesse bisogno di lei. Era veramente tutto cuore. La famiglia e gli amici hanno così deciso di dedicare a lei, che tanto amava i bambini, il progetto di Haiti e abbinare la raccolta dei fondi al suo nome, dando vita a questa meravigliosa giornata, che si ripete ogni anno. Naturalmente non c’è voluto molto per coinvolgere gli amici e ben presto la partecipazione è diventata notevole.

Quest’anno l’iniziativa ha rischiato di saltare a causa del covid perché solitamente si svolgeva in maggio, ma la provvidenza ha fatto sì che si potesse posticiparla anche grazie alla comunità passionista, che ha messo a disposizione un grande spazio nel suo bellissimo parco, che ha garantito la sicurezza del distanziamento. “Non sarebbe stato giusto saltare l’evento quest’anno perché i bambini di Haiti sono là e non possiamo permettere che non abbiano le risorse necessarie per andare avanti perché il virus ha colpito anche quel paese e le difficoltà per loro sono peggiori delle nostre”, ci ha detto la cognata di Daniela. Il centro accoglienza che raccoglie i bambini haitiani ha messo nella sua sede una targa intestata a Daniela Panizza ed ogni bambino ha voluto inviare alla festa di Caravate una foto, dicendo che la ricordano sempre nelle loro preghiere.

Questa giornata è stata un vero successo, prova evidente che la morte non ha l’ultima parola, ma può generare, come il seme nella terra, fiori stupendi: basta guardare i volti di quei ragazzini haitiani che avranno un’opportunità in più per essere felici.

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