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Caravate | 31 Agosto 2020

Caravate, la famiglia passionista celebra il Giubileo

Festeggiati i 300 anni dalla fondazione della congregazione con l'icona realizzata per l'occasione e tanti momenti solenni e di riflessione su carisma e spiritualità

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(a cura di Giulia Carrillo) Si compiono quest’anno i trecento anni della fondazione della Congregazione Passionista per opera di S. Paolo della Croce. Per questa straordinaria occasione è stato indetto il “Giubileo passionista”.

Come segno di unità è stata fatta “scrivere” un’icona a trittico, rappresentante S. Paolo della Croce, la Madonna ai piedi del Crocifisso e ai lati S. Gemma Galgani, S. Gabriele dell’Addolorata ed altri santi e beati passionisti. Questa icona sta compiendo un pellegrinaggio in tutti i Conventi Passionisti del mondo ed è arrivata il 22 agosto a Caravate, dove è rimasta esposta in santuario tre giorni per meditazioni e preghiere private.

La “Commissione giubilare della Congregazione” ha fatto anche pervenire a tutti i Passionisti alcune schede tematiche per aiutare lo studio e la riflessione sulla spiritualità e il carisma passionista, sui Santi e le Sante passioniste, sui luoghi in cui sono nati i primi conventi, sulle missioni e sul testamento spirituale lasciato da S. Paolo della Croce: in questo modo ha unito in una visione comune l’identità e la forza che la testimonianza di S. Paolo ha generato per trecento anni in migliaia di cuori e che tuttora continua a ispirare.

Domenica 23 agosto, sono iniziate le celebrazioni. L’aria che si respirava era solenne, ma anche di gioia e di festa. Dal chiostro del convento, l’icona celebrativa del Giubileo e la reliquia del Santo fondatore sono state portate in processione fino all’altare, dove sono state intronizzate, cioè poste in un luogo d’onore. Dopo una preghiera introduttiva e le litanie dei Santi, è seguita la S. Messa. Il salone, dove ormai si compiono le celebrazioni causa le norme di distanziamento imposte dal Covid, era stracolmo: parecchie persone hanno dovuto occupare anche la veranda attigua ed altre perfino rimanere all’esterno.

In molti ormai frequentano questa casa di esercizi e di preghiera, attratti dal carisma passionista, che forse ad un primo impatto può sembrare un po’ triste, trattandosi di memoria della passione e morte di Cristo, ma assume ben altra prospettiva se si pensa che il sogno di Dio di salvarci tutti si realizza proprio attraverso questo sacrificio, che celebra l’Amore sconfinato di Dio per ciascuno di noi. Soleva dire S. Paolo della Croce: “Dio è morto per me!”.

Durante la mattinata si è presa in considerazione la prima scheda sul sogno di Dio in S. Paolo della Croce, presentata da due laiche passioniste del gruppo “Iuxta crucem” di Caravate. Si sono formati piccoli gruppi per affrontare gli spunti di riflessione emersi dal testo e le risonanze nella  vita di ciascuno. Erano presenti anche giovani famiglie, che stanno facendo un percorso spirituale col priore padre Marco Panzeri e fedeli frequentatori della “Lectio divina” del giovedì e degli esercizi spirituali proposti dalla casa. Nel pomeriggio, dopo balli giocosi con merenda, si è fatta una condivisione intensa e fraterna su un brano delle Sacre Scritture, scelto da ogni gruppo, che meglio esprimesse il sogno di Dio su di noi. L’intensa e proficua giornata si è conclusa con la S. Messa.

Lunedi sera si è svolto in Santuario il concerto “Da mille strade, per mille strade”, proposto dal coro “Sursum Corda”, diretto da Sandra Torretta . Prima di ogni canto, tutti composti da Sandra per l’occasione, c’è stata una piccola presentazione, sobria ma significativa, della spiritualità passionista insita nel testo. La Chiesa era piena e l’acustica rendeva efficace l’ascolto. Più che positivi i molti commenti: “Delle otto voci te ne arrivava solo una, tanto erano all’unisono”, “Canti che muovono lo spirito e commuovono l’anima, attraverso i quali abbiamo conosciuto la vita di S. Paolo della Croce, che nonostante i trecento anni rimane attuale e sempre nuova”. Dopo i calorosi applausi, nel bis finale si è rivolta un’invocazione allo Spirito Santo, per significare che abbiamo bisogno di sentire quel soffio di Vita Vera che solo da Lui possiamo ricevere. Una vera Grazia è stato il canto, una preghiera partita dal cuore che sicuramente è arrivata a quello di Dio.

Martedì sera ci siamo calati nella quotidianità con due testimonianze di giovani famiglie su quanto la spiritualità passionista, con la frequentazione del percorso fatto a Caravate, abbia influito nella loro vita coniugale e di quanto cammino abbiano  fatto e continueranno a fare, visti i frutti.

Finale mercoledì, con una veglia di preghiera in santuario, molto intima e partecipata, con cui abbiamo salutato l’icona giubilare, che continuerà il suo pellegrinaggio verso altri conventi e comunità, dando così l’opportunità a quanti sono innamorati del Crocifisso di prendersi del tempo per ricordare e apprezzare con gratitudine il passato, e con speranza la presenza di Dio, che ci accompagna ora e in futuro, nella potenza dello Spirito.

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