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Luino | 16 Agosto 2020

I fasti del contrabbando, tra inventiva e fiuto per l’illecito

Tre racconti, estrapolati da altrettante cronache di inizio '900, documentano l'astuzia che accomunava trafficanti e guardie, e da cui scaturivano episodi eclatanti

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(A cura di Enrico Fuselli) I trucchi dei contrabbandieri del passato brillavano per originalità e inventiva; presentiamo da alcune vecchie pubblicazioni degli episodi singolari.

Nel 1903 «La gazzetta di Mondovì» pubblicò la seguente nota di cronaca, ripresa, probabilmente, da qualche altra testata.

Un po’ di spirito. Da tempo le guardie di finanza appostate lungo la linea doganale di Cracovia avevano osservato una donna di una grossezza fenomenale, una vera montagna di carne, che passava giornalmente la linea. Da principio tutto quel ben di Dio carnoso era rimasto semplicemente il bersaglio dei lazzi piccanti delle guardie suddette; ma poi si ebbe qualche sospetto e la donna fenomenale fu fermata e sottoposta ad una visita corporale.Dal rapporto fatto risultò che la donna grassa era invece solo ossa e pelle e l’apparente grassezza dipendeva da una grande otre piena di spirito che avvolgeva tutto il suo magro corpo e con questa gherminella essa introduceva di contrabbando giornalmente una quantità di spirito…. Non si può negare che quel contrabbando non fosse… spiritoso!(1)

Naturalmente i derelitti di coscienza tributaria di casa nostra non erano da meno; lo testimonia, in maniera inequivocabile, una corrispondenza del 1911.

Un curioso fatto di contrabbando. Un marmocchio di strutto in braccio ad una bambina. A Napoli una ragazzetta cenciosa passava l’altra sera pian piano per la barriera doganale, recando in braccio faticosamente un bambino addormentato ricoperto di pochi cenci. Le due creature miserabili parevano rabbrividire al soffio gelido della tramontana, tanto che un agente doganale, impietosito, fu mosso a fare una carezza alla piccina ed una al marmocchio. Ma, sotto la carezza pietosa, il nasino del piccolo si staccò rimanendo tra le dita dell’agente, che, raccapricciato, lo lasciò cadere a terra. L’agente si accorse di avere la mano tutta unta, perché il piccolo era di strutto. La ragazzetta fu invitata all’ufficio, dove si constatò il contrabbando. La piccola contrabbandiera sarebbe allieva di una certa Degnare, contrabbandiera famosa, tenuta d’occhio dagli agenti. La Degnare aveva impiantato una vera scuola per addestrare le fanciulle svelte al contrabbando. (2)

Chiudiamo con un’altra vicenda singolare, che ebbe per protagonisti un’artista e degli animali.

Di qua e di là. L’Herald da New York. È stata arrestata un’attrice di vaudeville sotto l’accusa di aver fatto contrabbando per più di 2 milioni di diamanti. Essa fu notata come sospetta dagl’ispettori di dogana alla frontiera del Canada, dove passava di frequente. L’altro giorno, uno dei detti ispettori l’arrestò e la perquisì senza trovar nulla. Il cagnolino di detta signora sparì, mentre essa subiva la visita. All’ispettore venne l’idea di far sezionare l’animale ed il risultato di quest’operazione condusse alla scoperta di diamanti nello stomaco della povera bestiola. La signora lasciava i cani per giorni senza mangiare, poi dava loro delle polpette contenenti le pietre preziose che le bestie affamate ingoiavano avidamente. (3)

Nonostante l’indubbia inventiva dei contrabbandieri, finanzieri e doganieri non si lasciavano ingannare e, grazie a un innato sesto senso, “avvertivano” la frode e riuscivano a rendere inutili le astuzie della controparte.

1) Gazzettino e fatti varii. Un po’ di spirito, «La gazzetta di Mondovì», 14/5/1903.

2) La settimana. Un curioso fatto di contrabbando, «La lanterna pinerolese», 14/1/1911.

3) Di qua e di là, «Sentinella delle Alpi», 13/1/1900.

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