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Varese | 29 Luglio 2020

“Negozi tax free per gli stranieri: la ripresa dei negozi del Varesotto passa anche da qui”

Confcommercio provincia di Varese sostiene l’allargamento dei sistemi di pagamento che agevolano lo sconto dell’Iva. Ecco tutti i dettagli 

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Portare turisti stranieri in città per contribuire al rilancio commerciale di Varese e del Varesotto. Come? Agevolando i sistemi che consentono lo sconto dell’Iva ai cittadini svizzeri e a quelli extra Unione Europea.

La ripresa delle attività post lockdown non può prescindere dal riappropriarsi di quella percentuale di clienti non italiani, che da sempre rappresentano per molte imprese dei Comuni della fascia di confine, e per lo stesso capoluogo provinciale, una importante “entrata” a fine mese.

Per questa ragione, l’obiettivo sostenuto da Confcommercio provincia di Varese è quello di agevolare in tutti i modi l’arrivo nei nostri negozi degli stranieri, anche tramite l’allargamento della possibilità di non pagare l’Iva. In quest’ottica, ai servizi di tax refund attivi già da tempo, si è aggiunto quello proposto da Stamp, completamente digitale e che consente il recupero immediato dell’Iva.

I numeri. Per quanto riguarda il sistema interamente computerizzato, il 91% per cento dei negozi che lo utilizza registra un aumento delle transazioni, che in molti casi superano il 30% per cento delle vendite. Il potenziale in termini di clientela è enorme: nella sola Varese in dodici mesi “transitano” oltre 500mila svizzeri e nel 2019 le fatture elettroniche che hanno “valicato” le dogane di Lavena Ponte Tresa, Gaggiolo e Zenna hanno superato quota 110mila.

Posizione privilegiata. «Si tratta di una leva commerciale efficace», spiega il presidente di Confcommercio Varese, Giorgio Angelucci. «Possiamo vantare una posizione a dir poco strategica, a ridosso o a pochi chilometri dal confine con la Svizzera e abbiamo anche un’offerta in termini di qualità-prezzo che oltreconfine non si trova: punti a nostri favore che, uniti alla possibilità di scontare l’Iva, rappresentano un grande valore da potere offrire al cliente straniero, allontanato dall’emergenza Covid e che ora sta piano piano tornando a fare shopping nei nostri negozi».

Sono decine i negozianti che hanno già aderito all’idea di costituire un “Duty Free District”, riferisce il fiduciario Ascom per la città di Varese, Marco Parravicini. «Poter scontare l’Iva per i commercianti è un grande vantaggio, significa per loro essere molto competitivi rispetto ai colleghi svizzeri. Quasi tutti i negozi si sono attrezzati per offrire questa opportunità al cittadino straniero. Ora stiamo lavorando sull’obiettivo di poter offrire nello stesso punto vendita diverse modalità di sconto o di recupero dell’Iva per soddisfare appieno le diverse esigenze del cliente che, in questo modo, può scegliere di utilizzare i contanti o la carta di credito, richiedere la fattura cartacea o affidarsi alla procedura completamente digitale».

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