Varese | 26 Luglio 2020

Omofobia all’ospedale di Cittiglio, Arcigay: “Bene condanna di Gallera, ma Regione cosa fa?”

Apprezzata opposizione di ASST Sette Laghi alla richiesta di annullamento sospensione del primario, ma "in Lombardia mancano provvedimenti contro omotransfobia"

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A intervenire sulla vicenda del primario dell’ospedale di Cittiglio, sospeso dall’ASST Sette Laghi in seguito agli insulti omofobi da lui pronunciati lo scorso mese di marzo nei confronti di un paziente omosessuale durante un intervento chirurgico, è stato anche l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.

Lo scorso venerdì 24 luglio, infatti, Gallera ha dichiarato “inaccettabile e intollerabile che in un nostro ospedale possano avvenire atteggiamenti discriminatori di qualsiasi natura e in particolare nei confronti degli orientamenti affettivi”, auspicando le scuse da parte del medico e dichiarando il suo pieno sostegno all’azienda sanitaria e ai provvedimenti disciplinari da essa presi.

“Apprendiamo delle parole di condanna di Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, sul caso di omofobia all’ospedale di Cittiglio, dove il primario ha già fatto ricorso contro la sospensione”, afferma Arcigay Varese. “Accogliamo con favore il fatto che l’ASST dei Sette Laghi si sia opposta all’annullamento della sospensione e auspichiamo che l’azienda ospedaliera valuti tutti i provvedimenti che possano rendere giustizia al paziente ingiustamente offeso”.

Il presidente di Arcigay Varese, Giovanni Boschini, pur apprezzando l’intervento dell’assessore al Welfare, si chiede “cosa stia facendo Regione Lombardia contro l’omofobia”.

“Non solo non esistono piani o fondi – prosegue – ma la Regione negli anni precedenti ha proiettato la scritta Family Day sul Pirellone, ponendosi in aperto contrasto ai diritti della comunità Lgbt. Inoltre la Regione ha ospitato conferenze che dipingevano l’omosessualità come una cosa immorale, con in prima linea il presidente Fontana. Dove sono i piani contro l’omotransfobia? In altre regioni esistono anche leggi contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere. In questa Regione che si definisce la locomotiva d’Italia non esiste alcun provvedimento“.

“Le parole e la solidarietà sono utili ma non bastano, ci vogliono fatti concreti. Le persone Lgbt in Lombardia non incontreranno solo un primario omofobo, ma anche molte altre figure, e storie come questa la maggior parte delle volte restano nascoste e non emergono“, conclude Boschini. (Immagine di copertina © Lombardia Notizie Online)

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