Laveno Mombello | 29 Giugno 2020

“Il suprematismo bianco deriva dall’ignoranza”

Una lunga lettera quella inviata dal lavenese Alberto Morandi che pone l'accento su una questione che, in forme diverse, dura da secoli nel mondo

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Riceviamo una lunga lettera arrivata in redazione che pone l’accetto su una questione attuale che continua a sconvolgere il mondo intero, quello del razzismo, facendo un excursus storico e culturale di grande valore. Ad inviarla Alberto Morandi, residente a Laveno Mombello.

Egregio Direttore,

negli ultimi anni si vedono sempre più spesso numerose manifestazioni negli Stati Uniti, ma anche in Europa, di gruppi fanatici di “suprematisti” bianchi e ariani, amici dei sovranisti e dei neonazisti europei, i quali si richiamano, come gli schiavisti fino al 1865 e i segregazionisti razzisti fino al 1964 nel sud degli Stati Uniti, alla infondata e inventata teoria secondo cui gli africani e i “negri”, ovunque siano nati, sarebbero una razza etnicamente e culturalmente inferiore poiché sarebbero i discendenti di Cam, figlio di Noè, da quest’ultimo maledetto e destinato ad essere schiavo dei suoi fratelli Sem e Iafet, i quali sarebbero i progenitori della razza bianca e ariana, citando, a sostegno di questa loro assurda affermazione, il capitolo 9 del Libro della Genesi.

Tale affermazione è priva di qualsiasi fondamento sia esegetico che storico, oltre che scientifico, infatti costoro non sanno, per evidente ignoranza culturale, che, se pur l’Antico Testamento racconta la conquista della terra d’Israele da parte degli ebrei con numerosi massacri perpetrati nei confronti delle popolazioni che abitavano in quelle terre, nei Vangeli Gesù insegna ad amare il prossimo come se stessi (Giovanni, capitolo 15) e ad aiutare, ad accogliere, a sfamare, a dissetare e a consolare tutti coloro che hanno fame e sete, che soffrono e che sono afflitti e perseguitati (Matteo, capitolo 25).

Ricordiamo come nel capitolo 8 degli Atti degli Apostoli è un apostolo, Filippo, inviato da “un angelo del Signore”, che sulla strada che da Gerusalemme scende a Gaza incontra un eunuco di Candace, ossia un funzionario della regina d’Etiopia, e lo battezza dopo averlo convertito pur essendo gli etiopi di pelle nera da quando è comparso l’uomo sulla terra, tra l’altro proprio in Africa dove gli scienziati stimano che la famiglia “Hominidae” si sia evoluta dai protoprimati circa 5-6 milioni di anni fa.

Lo stesso Paolo di Tarso, l’apostolo dei gentili, ossia dei pagani, considerato il primo organizzatore della Chiesa, era un ebreo fariseo dottore della Legge mosaica e nel capitolo 3 della splendida lettera ai Galati, come anche nel capitolo 3 della Lettera ai Colossesi, afferma chiaramente e senza alcuna possibilità di equivoco che tutti gli esseri umani sono uguali e tutti “figli di Dio” poiché “quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è più Giudeo né Greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”!

Non vi è alcun fondamento biblico per giustificare in senso cristiano la discriminazione razziale, se non la becera ignoranza.

Occorre altresì insegnare ai suprematisti bianchi, ai neonazisti e ai sovranisti, che negli Stati Uniti e in Europa organizzano manifestazioni razziste contro gli ebrei e contro gli immigrati “negri” a favore della asserita purezza e superiorità della razza bianca ariana e cristiana, che il Cristianesimo non è sorto e non si è sviluppato in Germania o in Scandinavia, terre dei popoli di “razza ariana”, ma bensì proprio in Galilea e in Giudea e che lo stesso Gesù e tutti gli Apostoli e i suoi primi discepoli erano ebrei e che i primi padri della Chiesa, nel II° secolo, erano originari dell’Asia minore (Papia di Ierapoli, Policarpo di Smirne, Ignazio d’Antiochia, Ireneo di Lione) come Origene d’Alessandria, il primo teologo della Chiesa, tra il II° e il III° secolo, era africano così come era africano Agostino d’Ippona, tra il IV° e V° secolo, vescovo, teologo e primo filosofo nonché padre della Chiesa latina, come anche il Vescovo di Roma Gelasio, nel V° secolo, definito nel “Liber pontificalis” “afer” (africano) e “maurus” (moresco).

Ricordiamo infine che nel IV° secolo Gregorio di Nissa, vescovo, teologo e padre della Chiesa, affermava che la schiavitù era contraria al volere di Dio e alla dignità umana, e Giovanni Crisostomo, Vescovo di Costantinopoli, teologo e padre della Chiesa, affermava che Dio non aveva voluto creare uomini come schiavi e che nel 420 Agostino d’Ippona scriveva che le autorità avevano il dovere di provvedere che l’Africa non venisse più svuotata dei suoi abitanti indigeni e che questi non perdessero più la loro libertà personale.

A seguito delle conquiste coloniali da parte della Spagna e del Portogallo la Chiesa si schierò fermamente contro la schiavitù, infatti con la bolla “Creator omnium”, emessa nel 1434, Papa Eugenio IV° si pronunciò contro la schiavitù perpetrata nei confronti degli abitanti delle Isole Canarie, come Pio II°, con la bolla “Pastor Bonus” emessa nel 1462, prese le difese dei neofiti cristiani ma anche dei non cristiani delle Canarie e della Guinea dai soprusi dei trafficanti portoghesi e durante la conquista delle Americhe con le bolle “Pastorale Officium” e “Sublimis Deus”, emesse nel 1537, Papa Paolo III° dichiarò che tutti gli indigeni erano esseri uomani e che pertanto non dovevano essere trattati come schiavi né spogliati dei loro beni, anche se fossero al di fuori della Chiesa, fino all’odierna forte e coraggiosa dichiarazione di Papa Francesco che, richiamandosi alla fraternità universale predicata da Francesco d’Assisi, ha definito il razzismo nei confronti di altri esseri umani “un peccato intollerabile”.

Almeno i nazisti, nella loro follia omicida, nel perpetrare stragi e massacri con l’assurdo intento di sterminare le “razze inferiori”, non si richiamavano a un falso Cristianesimo vuoto, arido ed egoista per soli bianchi “ariani” come ipocritamente fanno oggi i loro seguaci, anch’essi privi di ogni cultura!

Colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.

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