Bedero Valcuvia | 29 Giugno 2020

Il maltempo danneggia l’oratorio di Bedero Valcuvia, arrivano le prime donazioni

Il muro è caduto e ha reso impossibile svolgere attività e iniziative, ma non ha spento il desiderio di tornare al più presto a viverle

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(Cesi Colli) La bomba d’acqua che domenica 7 giugno si è abbattuta su tutta l’Alta Valcuvia ha lasciato un triste lascito all’oratorio di Bedero Valcuvia. Ce lo racconta con dispiacere il parroco, don Stefano, mostrandoci la frana che ha colpito l’intero muro di sostegno del campo sportivo dell’oratorio, che si affaccia sulla valle sottostante. Un danno economico molto forte, data la lunghezza del muro, venticinque metri, e la sua altezza, tre metri.

Come reperire i fondi per riparare una tale ferita? Il momento è indubbiamente difficile perché, come quasi tutte le piccole parrocchie, anche quella bederese, causa il coronavirus, ha sofferto per il notevole calo delle offerte, che già ha messo a dura prova la gestione ordinaria delle spese parrocchiali, figuriamoci le straordinarie!

Il parroco, però, sa di potere contare sulla vicinanza di una comunità molto legata alla sua chiesa, capace di “vivere in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie”, come dice papa Francesco. La parrocchia bederese, infatti, è reale presenza sul territorio, ambito di comunione viva e di partecipazione, centro della crescita della vita cristiana, dell’ascolto della Parola, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa e della celebrazione. Vivendo le relazioni in modo familiare, sarà facile che la comunità si senta impegnata ad aiutare il suo parroco perché in famiglia i problemi non sono mai di uno solo, ma di tutti.

Per questo don Stefano, durante la S. Messa, si è rivolto ai suoi parrocchiani, certo di essere ascoltato. “La c’è la Provvidenza!”, diceva Renzo Tramaglino nei Promessi Sposi e penso che così abbia esclamato anche il nostro parroco di fronte alla telefonata di uno sconosciuto, proprio uno sconosciuto, che gli ha detto: “Ero a Messa. Ho ascoltato le sue parole e subito ho collegato la grande grazia che devo chiedere al Signore a qualcosa di bene che devo fare. Voglio, dunque, fare una donazione per il muro”. E’ così arrivato il primo mattoncino, a cui si è certi che se ne aggiungeranno altri.

La provvidenza di Dio è il suo amore in azione, che guida la nostra vita. Un cristiano non dovrebbe  mai stupirsi quando accade perché sa che Lui è sempre attento alle nostre necessità, pronto ad aiutarci, specialmente nei momenti difficili, quando umanamente ci sembra impossibile farcela.

Il crollo del muro e la conseguente inagibilità del campo sportivo hanno soprattutto cancellato la possibilità di dare vita all’oratorio estivo. Si era già pensato come strutturarlo in base alle nuove normative covid, ma il sogno è svanito in un attimo. Spiace per i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie, che avevano già avanzato richiesta di partecipazione.

Il Grest bederese negli anni scorsi era molto gettonato e si animava con la presenza di ben centoventi ragazzi: un numero incredibile se si pensa al paesino che è Bedero Valcuvia!

Il mese di giugno era tutto impegnato nella preparazione e l’oratorio diventava un altro luogo, trasformato in base al tema del Grest. Seguivano in luglio quattro intense settimane di giochi, attività e formazione, in cui i ragazzi si ritrovavano a giocare, ballare, danzare, ridere, pregare, cantare, mangiare… condividendo un’esperienza significativa di vita e amicizia insieme a Gesù…

Il Grest mancherà non solo ai bambini, ma anche agli animatori perché per loro era un importante momento di crescita personale, in cui mettersi in gioco e tirar fuori i propri talenti per poi donarli ai più piccoli, ideando, creando e organizzando i giochi e le varie attività di animazione. Contagiati, poi, dall’entusiasmo accumulato in quei mesi vissuti insieme e al servizio dei ragazzi, garantivano alla nostra comunità un serbatoio di entusiasmo durante tutto l’anno pastorale.

 Il Grest rappresentava, inoltre, un sentito impegno per i volontari della parrocchia, che davano una mano nei momenti del pranzo, delle merende e nelle iscrizioni, dimostrando attraverso questo servizio il loro affetto per i ragazzi. Erano lì, tutti insieme, famiglie, nonni, genitori e fratelli: un bel volano per tutta la nostra comunità!

Importante, però, è guardare avanti, non fermarsi e raccogliere la sfida, che deve essere anche creativa, di sfruttare al massimo le opportunità che l’oggi ci offre. Il muro è caduto e ha reso impossibile svolgere attività e iniziative, ma non ha spento il desiderio di tornare al più presto a viverle con impegno rinnovato e rafforzato.

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