Canton Ticino | 17 Giugno 2020

Ascona: il Monte Verità tra natura, arte e cultura

Un luogo evocativo con una storia recente ma molto intensa, che oggi offre molteplici opportunità come località turistica e centro congressuale

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Dal 10 giugno ha riaperto il Monte Verità, ad Ascona, e, con la riapertura delle frontiere con la Svizzera dallo scorso 15 giugno, è quindi possibile tornare visitare questa località fortemente impregnata di natura, cura, arte e cultura.

La storia del luogo risale a centoventi anni fa, quando un gruppo di giovani riformisti battezzava la collina Monescia di Ascona, in Svizzera, Monte Verità. Si trattava di un luogo perfetto per vivere in armonia con la natura, trovare nuovi equilibri, realizzare progetti, coltivare sogni e utopie. Negli anni il Monte, poi, si è trasformato: da sanatorio e colonia vegetariana è diventato una comunità di artisti, un centro culturale, un albergo speciale, dove stare bene. Ciò che non ha mai perso è il collegamento con la sua storia, che oggi come ieri caratterizza ogni aspetto delle attività della collina.

Partendo dal Museo di Casa Anatta, la mostra del celebre curatore Harald Szeemann ci racconta in modo unico e coinvolgente il territorio e la vita artistica e culturale che hanno reso il Monte Verità, Ascona e il Locarnese una terra di attrazione, un posto magnetico per tutto il mondo.

Poi il parco, magico e insieme antico, ci immerge completamente nell’atmosfera dell’epoca con le capanne aria e luce, gli storici bagni termali, i mandala e i luoghi energetici disseminati nel bosco.

L’opera di Jean Arp dà il benvenuto, mentre la Laban Training Area di Miki Tallone osserva dall’alto il grande prato che ospita la quercia di Beuys, a ricordarci che qui la natura è da sempre padrona.

Il complesso alberghiero quest’anno narra la propria storia più che mai. Le camere sono tutte dedicate ai personaggi che hanno fatto di questo luogo una meta, riportando biografie che raccontano aneddoti di ieri e di oggi, partendo da Ida Hoffmann ed Henri Oedenkoven fino a Dimitri e alla cara e preziosa Hetty Rogantini, ultima monteveritana scomparsa due anni fa.

Le sale dell’hotel ospitano opere e fotografie dei fondi Eduard von der Heydt e Harald Szeemann, proponendo immagini d’epoca, in cui sarà possibile ritrovare la vecchia casa del Tè, i fondatori, le prime costruzioni.

Nel parco, intorno all’edificio principale costruito nel ’27 in stile Bauhaus, sono distribuite altre strutture del complesso alberghiero. Affacciata sulla piantagione di tè, svetta Villa Semiramis, in stile Art Nouveau, costruita nel 1909, mentre completamente immerse nel bosco si trovano Casa Marta e Casa Monescia, spesso luoghi di residenze d’artista, che consentono agli ospiti di vivere l’esperienza del Monte in totale indipendenza e autonomia.

Per chi ama le attività all’aria aperta, completamente avvolto dalla frescura degli alberi, c’è lo storico campo da tennis, mentre dai numerosi sentieri che partono dal parco ci si può avventurare in trekking o giri in mountain bike, oppure passeggiare alla ricerca dei punti energetici che caratterizzano questa collina.

Se questo è un anno in cui si possono approfondire le esperienze e si riscoprono i viaggi “dietro casa”, il Monte Verità è una vera storia, che parte dalla Lebensreform, dai prodromi dell’ambientalismo e del vegetarianesimo, transitando per le origini della danza moderna, per giungere all’arte, alla scienza, alla filosofia del ‘900. Di ogni epoca c’è un segnale.

Se, per questa estate, le attività saranno più lente e richiederanno un po’ di attenzione, la ricchezza del Monte Verità sono gli spazi ampi e numerosi, nei quali tutti lavoreranno per consentire sempre benessere e sicurezza. Per chi avrà piacere, i mercoledì sera si praticherà yoga nel parco, ci saranno occasioni di incontri all’aperto con artisti in residenza, gruppi musicali, momenti di confronto nelle modalità e nei tempi in cui queste attività saranno consentite. Il ristorante e il bar si “espanderanno”, aggiungendo alla bellissima e panoramica terrazza, anche il giardino mandala. Le proposte sono tante, così come i motivi per trascorrere una giornata al Monte Verità.

(a cura di Gianni Pozzi)  Tra i film presentati alla Mostra del cinema di Venezia nel 2018, vi fu anche Capri-Revolution, regia di Mario Martone. Nella pellicola si racconta la vita di una comune di artisti stranieri di inizio secolo XX a Capri. Una vicenda che, per stessa ammissione del regista, ricorda l’analoga esperienza vissuta, più o meno nello stesso periodo, al Monte Verità di Ascona, sul lago Maggiore.

Monte Verità, il cui nome originale è monte Monescia, è una collina sopra Ascona nel Canton Ticino. Ha preso il nome Monte Verità nei primi decenni del XX secolo quando lì è stata fondata una comunità eterogenea di utopisti, vegetariani e naturisti.

Nel 1899 Henri Oedenkoven, un olandese originario di Anversa figlio di industriali milionari decide con altri compagni, di cercare un posto per fondare uno stabilimento vegetariano nudista. L’idea era di vivere in modo meno artificioso e più sano fisicamente e moralmente. Il posto fu trovato a Ascona e l’acquisto dei luoghi avvenne nel 1900. Qui vennero proposti soggiorni a quanti volevano cambiare stile di vita con un’attenzione terapeutica rivolta al benessere del corpo e dello spirito.

Gli ospiti si vestivano con una sorta di camicioni, spesso portavano i capelli lunghi e non curati. Predicavano la vita a contatto con la natura e spesso praticavano le loro attività, tra cui la coltivazione dell’orto, in tenuta adamitica. Il regime alimentare era strettamente vegetariano.

Nel 1920 Henri Oedenkoven emigra in Brasile per rifondare una nuova colonia. Non se saprà più nulla. Lascia la gestione del luogo ad alcuni artisti. Nel 1926 il Monte Verità è acquistato dal barone Eduard von der Heydt, banchiere dell’ex-imperatore Guglielmo che nel 1928 vi fece costruire un nuovo albergo in puro stile Bauhaus. Alla sua morte, nel 1964, il Monte Verità diventa proprietà del Cantone Ticino grazie al testamento da lui lasciato, nel quale si afferma che il Monte Verità deve diventare un luogo di manifestazioni culturali.

Oggi il Monte Verità è un Centro congressuale e culturale di importanza internazionale. Immerso nella quiete e nel verde di un parco di oltre sette ettari, con un’impareggiabile panorama sul lago Maggiore, offre ai visitatori un’esperienza unica. Il Centro è infatti una sorta di campus comprensivo di albergo, sale per conferenze, ristorante e parco.

Vari i documentari che raccontano queste esperienze a partire da 1985 allorché è un documentario della Televisione Svizzera – “I fantasmi del Monte”, regia di Werner Weick – che prende spunto dall’acquisto nel 1926 da parte del barone Heydt. Segue, nel 1986, “Lo spirito del Monte” dove lo stesso regista spiega alcuni temi filosofici e psicologici nati da quell’esperienza; segue ancora, nel 2006 “Gusto Gräser, l’eremita del Monte Verità (1879-1958)” dove il regista svizzero Christoph Kühn ripercorre la vita di questo eremita, visionario e pacifista vissuto al Monte Verità. E da ultimo, nel 2009, sono i registi Teo Buvoli e Alfio di Paoli con il documentario dal titolo “Il Monte di Hetty”, prodotto dalla Televisone Svizzera a raccontare alcune vicende legate alla collina partendo dalle memorie e dai ricordi di Hetty Rogantini, nata a Ascona nel 1928, che è l’ultima persona ad aver respirato lo spirito dei fondatori di questa comunità.

Per maggiori informazioni: www.monteverita.org. Apertura sino al 1 novembre 2020 – Museo Casa Anatta: dal mercoledì al sabato, ore 14.00-18.00; domenica, ore 10.00-13.00/14.00-18.00.

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