Canton Ticino | 10 Settembre 2025

Inchiesta per truffa in Ticino, sette persone coinvolte dopo furto di lusso

Sei arresti e un fermo ad Ascona: indagini della Polizia cantonale e del Ministero pubblico hanno svelato un piano che legava furti di alta gamma a una truffa assicurativa

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Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno reso noto che un’importante inchiesta per truffa ha portato a sette persone coinvolte nel Locarnese, in Ticino. L’indagine nasce da un furto senza scasso avvenuto lo scorso 18 aprile in un esercizio commerciale di Ascona, dove erano state sottratte numerose borse di lusso per un valore stimato di diverse centinaia di migliaia di franchi. L’operazione investigativa, sviluppata nei mesi successivi, ha permesso di chiarire dinamiche e responsabilità dietro l’episodio.

Le prime verifiche degli inquirenti della Polizia cantonale, in collaborazione con la Polizia comunale di Ascona, hanno fornito elementi utili all’identificazione dei presunti autori del colpo. Tra la fine di aprile e la metà di maggio, grazie ai mandati di cattura emessi dalla Magistratura ticinese, sono stati posti in carcerazione preventiva un 39enne e un 31enne cittadini rumeni e un 32enne cittadino macedone. Gli interrogatori hanno fatto emergere un quadro più ampio che andava oltre il furto.

Secondo quanto ricostruito, sarebbe stata coinvolta anche la titolare del negozio. La donna, una 57enne cittadina svizzera, avrebbe organizzato insieme agli autori dell’incursione un piano per truffare l’assicurazione. Fermata e interrogata nel mese di giugno, nei suoi confronti sono state disposte misure sostitutive della detenzione preventiva, confermando la gravità delle ipotesi investigative.

Il cerchio si è chiuso in agosto con l’arresto di ulteriori persone sospettate di far parte del sodalizio criminale. Tra questi figurano un 36enne e un 47enne cittadini svizzeri e un 36enne cittadino kosovaro, tutti domiciliati oltre il San Gottardo, ritenuti intermediari e partecipi di analoghi furti e truffe. L’inchiesta, coordinata dal procuratore pubblico Luca Losa, si concentra sull’ipotesi di reato di truffa e resta aperta alla valutazione della posizione di altri individui.

L’operazione ha visto la collaborazione attiva delle Polizie cantonali di Berna, Argovia e Soletta, oltre al supporto dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Le autorità hanno precisato che non verranno fornite ulteriori informazioni fino a conclusione degli accertamenti.

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