Bedero-Masciago | 3 Giugno 2020

La Comunità pastorale di Bedero-Masciago in festa con bambini e ragazzi

Forte desiderio di trovare una nuova modalità di unirsi in preghiera in un periodo tanto caro a Maria e alla devozione del Rosario, nonostante il Covid

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(articolo di Cesi Colli) Nella nostra comunità pastorale di Bedero Masciago, il mese di maggio è sempre stato una festa in onore di Maria molto sentita, celebrata dai bambini e dai ragazzi perché, come diceva san Pio da Pietrelcina, “se un milione di bambini pregheranno il Rosario, il mondo cambierà”.

I nostri ragazzi non erano così tanti, ma certo si ritrovavano con gioia tutti i giorni per pregare la Vergine, guidati dagli adolescenti e dai giovani della Comunità. A turno portavano all’altare gli stendardi coi misteri del Rosario, si inginocchiavano e recitavano le “Ave Maria”, per poi finire cantando tutti insieme le “Litanie Mariane”, facendo  gara a chi pregava con più forza e intensità.

Alla fine giochi in piazza, lancio di palloncini e caramelle per tutti: una festa per Maria, che rinsaldava le relazioni e faceva della comunità un’autentica scuola di preghiera. Rimpianti? No, solo ricordi perché è certo che tutto questo ritornerà perché è stata solo una pausa, un’attesa: si è già cominciato, infatti, a celebrare di nuovo insieme!

All’inizio di questo mese di maggio, data la chiusura che imponeva il Covid, la nostra comunità ha avvertito un forte desiderio di trovare una nuova modalità di unirsi in preghiera in un periodo tanto caro a Maria e alla devozione del Rosario. Ecco allora l’idea di lanciare la preghiera e le meditazioni giornaliere sui social, che corrono veloci ed entrano in ogni casa. Un modo semplice, ma innovativo per pregare, abbattendo confini e limitazioni grazie al supporto della tecnologia.

Il parroco, con l’aiuto delle catechiste, nella consapevolezza che la preghiera dei piccoli è potente perché fatta secondo il cuore di Dio, ha avuto l’idea di registrare in un video il racconto e la morale di una favola catechistica, ben sapendo quanto le favole piacciono ai bambini. Le ascoltano o le leggono sempre attenti perché sono momenti importantissimi per loro, sono un piccolo tassello che si incastra nella storia della loro formazione.

Le prime a mettersi in gioco sono state le catechiste, dalle più anziane alle più giovani, poi gli adolescenti, poi i bambini, per finire con un piccolo narratore dalla voce squillante: anonimo lettore, che il parroco ha invitato ad indovinare chi fosse. I bambini si sono divertiti sia nel creare i video che nell’ascoltarli, ma hanno anche saputo cogliere i messaggi e gli insegnamenti che lasciavano filtrare.

Dopo il racconto, una breve meditazione per accompagnarli nel loro cammino di crescita spirituale, puntando a formarli nella conoscenza di quel Dio che solo può dare un senso alla loro vita e che tanto li ha amati fino a morire in Croce. Alla fine una preghiera alla Vergine e l’invito a recitare in famiglia una decina del Rosario.

Il risultato è stato duplice: ricostruire il tessuto del catechismo, bruscamente interrotto dall’arrivo della pandemia, vivendo una diversa esperienza di catechismo, che ha portato a risentirsi Chiesa, quella grande famiglia nella quale si viene accolti e si impara a vivere da credenti e da discepoli del Signore Gesù; riconoscere, poi, che davvero le famiglie sono le prime “Chiese domestiche”, luogo in cui vivere e professare la fede e, come ci ha detto Papa Francesco, riscoprire in questo mese la bellezza della recita del Rosario tutti insieme. “Contemplare il volto di Cristo con il cuore di Maria -ha infatti affermato- ci rende ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuta a superare questa prova”.

Nel mondo attuale così dispersivo, il Rosario aiuta a porre Cristo al centro, come faceva la Vergine, che meditava interiormente tutto ciò che suo Figlio faceva e diceva. Un grazie, dunque, ai nostri ragazzi e a chi “lavora” con loro!

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