Duno | 2 Giugno 2020

Duno, il borgo da zero contagi: “Approccio serio alle restrizioni e grande senso di unione”

Il sindaco Dolce ringrazia gli abitanti per l'atteggiamento responsabile e la Comunità montana per l'aiuto reciproco: "Oltre le divergenze per il bene di tutti"

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In un comune che conta poco più di centotrenta abitanti, le responsabilità amministrative di un sindaco non possono prescindere da una forma di rapporto con il territorio che trasporta inevitabilmente all’interno della sfera emotiva ogni atto legato alla vita pubblica della comunità.

Lo ha sintetizzato al meglio in una singola frase il primo cittadino di Duno, Marco Dolce, nel fare il punto sui mesi della quarantena:”Ci si candida qui solo se si ama il paese, un sentimento che emerge soprattutto in situazioni come quella attuale, e che nella complessità orienta le decisioni”. Prima decisione: mettere in atto con il giusto tempismo le indicazioni regionali e governative, investendo in termini organizzativi sul vantaggio di essersi trovati ad affrontare l’invisibile minaccia in un contesto decentrato. Seconda: non trascurare l’importanza del confronto all’interno della giunta, sfruttando gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia, con streaming e video conferenze (una “prima volta” per tante piccole realtà come quella del borgo in Valcuvia), che hanno svolto egregiamente la loro funzione aiutando e favorendo i processi decisionali e di monitoraggio.

Duno non ha conosciuto da vicino il Covid, non ha fronteggiato i suoi effetti più problematici e le sue conseguenze più tragiche. Non lo ha fatto per la geografia dei luoghi in cui le bellezze naturali dell’alto Varesotto raggiungono il massimo grado di esaltazione, ma anche per altri fattori. Uno in particolare. “La popolazione ha ottemperato a tutte le restrizioni e ha rispettato ogni precauzione con grande serietà – sottolinea Dolce -. Ringrazio tutti per i sacrifici compiuti e per l’atteggiamento assunto, che ancora oggi disciplina la nostra quotidianità”.

Tra quei “tutti” ci sono anche le forze dell’ordine, con la loro insostituibile opera di presidio, “compiuta attraverso una presenza costante anche lontano dai luoghi dell’emergenza e nelle fasi caratterizzate da estremo rigore e rigide regole – precisa il sindaco -. Sono grato agli uomini della polizia locale, guidati dal comandante Campoleoni e a quelli della stazione carabinieri di Cuvio, coordinati dal maresciallo Notturno“.

Il tema dell’unione che in condizioni straordinarie consente di superare divergenze politiche e barriere ideologiche, emerge nitido e con una nota di orgoglio per quello che la realtà locale ha messo in campo in modo spontaneo, e che invece ancora oggi viene soffocato da misero opportunismo ed esigenze di partito ai piani più alti della politica nazionale, dove il coronavirus ha esasperato le divergenze impedendo ai diversi schieramenti e alle opposizioni di fornire leale supporto a chi ha affrontato – e affronta tuttora – il peso di decisioni senza precedenti.

“La Comunità montana ha svolto uno straordinario lavoro di collegamento con tutti i sindaci – sottolinea Marco Dolce – un lavoro curato nei dettagli e promosso dal presidente Simone Castoldi, dal suo vice Marco Fazio, dal responsabile della Protezione civile Fabio Bardelli e da tutta la giunta. Si sono spesi moltissimo negli ultimi mesi. Hanno dimostrato una grande vicinanza a tutti, noi compresi”.

Difficile ora parlare del futuro, che appare incerto perfino per un paese “Covid free” dal giorno in cui la normalità ha smesso di essere tale. Il lockdown e la rivoluzione delle abitudini hanno attecchito ovunque, e anche a Duno le risorse dovranno essere centellinate. Anche a Duno i buoni alimentari dello Stato sono serviti.

“Spero come ogni mio collega di uscirne presto – afferma ancora Dolce in conclusione -. Tanti sviluppi restano in parte oscuri o totalmente indecifrabili, ma ci impegneremo a tenere la barra dritta, ad esaminare passo passo l’andamento della ripresa nelle nostre giunte. Ci impegneremo a mantenere la calma, perché è soprattutto della tranquillità che la popolazione ha bisogno“.

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