Luino | 15 Maggio 2020

Lavena Ponte Tresa, una bambina: “Cerco di immaginare le persone felici, non c’è più nessuno”

Riceviamo e pubblichiamo il testo scritto da Sara, una bambina di 7 anni, che parla delle sue sensazioni e paure legate all'epidemia di Coronavirus

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Procede in tutta Italia la Fase 2, dopo il periodo di crisi dell’emergenza sanitaria legata all’epidemia di Covid-19, e lentamente il Paese affronta la riapertura graduale delle attività con un leggero allentamento delle restrizioni, per cercare di garantire una ripartenza in sicurezza.

Dal 4 maggio è possibile rivedere i parenti più stretti, e tra loro ci sono anche i nonni, coloro che sono anche i più fragili in questo momento delicato. Per molti bambini è possibile tornare a trovarli, benchè mantenendo le misure di sicurezza necessarie per la protezione dei più anziani.

Riceviamo, proprio da dei nonni, e pubblichiamo il testo scritto da una bambina di Lavena Ponte Tresa di 7 anni, che racconta con l’innocenza che solo i più piccoli possono avere, le sue sensazioni e le sue paure in questo strano momento che passerà alla storia.

“Quando passiamo davanti al lago mi guardo intorno e mi chiedo: sono nello stesso paese? Non mi sembra”, racconta la piccola Sara, che nonostante la tenera età nota distintamente le differenze portate dall’epidemia nella vita sociale di tutti.

“Cerco di immaginare le persone felici, ma quando chiudo gli occhi non c’è più nessuno. Poi arrivati dai nonni non è come ai vecchi tempi”, racconta Sara, che conclude con la paura più grande, la cosa che accomuna sicuramente grandi e piccini in questo momento di incertezza: “La cosa che più spero è che i nonni non muoiano”.

Di seguito il testo completo della piccola Sara.

Tanto tempo fa eravamo insieme, adesso siamo rinchiusi nelle case ad aspettare che il Coronavirus se ne vada. Prima però eravamo insieme a quelli che tanto amiamo, ma non sapevamo che tutto sarebbe cambiato, questo Coronavirus ha cambiato la vita di tutti e l’ha messa in pericolo cercando di farli morire.

Poi alcune volte vado dai nonni con mia mamma e quando passiamo davanti al lago mi guardo intorno e mi chiedo: sono nello stesso paese? Non mi sembra. qui c’era solo gente felice e allegra e le strade erano tutte piene mentre ora le strade sono vuote e il parco giochi è recintato e col divieto di passaggio.

Cerco di immaginare le persone felici, ma quando chiudo gli occhi non c’è più nessuno. Poi arrivati dai nonni non è come ai vecchi tempi: devo restare in giardino, invece prima entravo e mi
divertivo a fare le torte o a fare arrabbiare il nonno. Passavo splendide giornate, però la cosa che più
spero è che i nonni non muoiano.

Sara

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