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Varese | 15 Maggio 2020

ATS Insubria, proseguono i test sierologici: su 1131 esiti il 19,5% è positivo

Su 1131 sono 221 gli esiti positivi, 41 i dubbi e 869 i negativi. Adesione del 43% da parte dei 1.199 cittadini non operatori sanitari sottoposti al test

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Prosegue l’attività di monitoraggio di ATS Insubria attraverso i test sierologici sui soggetti che hanno terminato la fase di quarantena. Parallelamente, è in corso uno screening anche sugli operatori sanitari.

Dopo la fase di avvio la scorsa settimana, le ASST del territorio dell’ATS Insubria hanno consolidato il processo di esecuzione del test sierologico. Dal 6 al 12 maggio, sono stati sottoposti ad esame 1.204 cittadini, di cui 768 operatori sanitari.

Al momento, si dispone di 1131 esiti (di cui 756 relativi ad operatori sanitari) sul totale dei test eseguiti e si è in attesa dei restanti. Si è registrato l’esito positivo solo nel 19,5 % dei casi, pari a 221 soggetti, di cui 52 sono operatori sanitari. Sono 41 i risultati dubbi e 869 quelli negativi.

Si ricorda che la campagna è destinata agli operatori sanitari e ai cittadini che sono stati posti in isolamento fiduciario al domicilio da parte di ATS, a seguito di indagine epidemiologica o dal Medico di Medicina Generale. I test non vengono proposti a pazienti COVID-positivi, per i quali si conferma la necessità del doppio tampone negativo (almeno a 24 ore di distanza), a conclusione della quarantena obbligatoria.

ATS Insubria, sulla base delle informazioni epidemiologiche in proprio possesso, o su richiesta del medico curante, attraverso le ASST, invita i cittadini che rientrano nel target indicato, a sottoporsi al test. L’adesione è facoltativa.

Dall’avvio della campagna per i test sierologici, su 1.199 cittadini (non operatori sanitari) posti in quarantena fiduciaria, ai quali è stato proposto il test sierologico, si sono registrate 521 adesioni pari al 43%. La maggior parte dei soggetti ha rifiutato di sottoporsi al test.

Le rilevazioni delle prossime settimane permetteranno di avere un quadro ancora più significativo in ordine alla prevalenza della sieropositività, sia nel gruppo degli operatori sanitari, che nel gruppo riguardante i soggetti guariti a fine quarantena.

Rimane valido per tutti i cittadini l’invito alle precauzioni suggerite per ridurre le possibilità di contagio, in tutti gli ambiti di vita.

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