Traffico intenso e lunghe code sono stati segnalati a partire dall’alba di questa mattina, martedì 14 aprile, nei pressi delle uniche due dogane rimaste aperte, quella di Lavena Ponte Tresa e quella di Gaggiolo, che permettono l’ingresso dei lavoratori frontalieri in Canton Ticino, dopo le misure restrittive introdotte dal Consiglio di Stato per evitare la diffusione e il contagio dal Covid-19 in terra elvetica.
Sono centinaia e i commenti pubblicati su Facebook da tanti italiani che, dopo essersi messi in macchina questa mattina, sono rimasti in colonna a lungo prima di poter varcare il confine e dirigersi verso il posto di lavoro.
“La situazione verso la dogana di Ponte Tresa è inammissibile – commenta un uomo residente a Cremenaga -, le ditte riaprono ma le dogane restano chiuse? La colonna, nel momento in cui vi scrivo, è ferma già molto prima del Carrefour di Ponte Tresa arrivando da Luino. Possibile che non pensino sia opportuno aprirle almeno negli orari più intensi? Abito a Cremenaga e lavoro a 10 minuti da casa: è normale doversi fare due ore e mezza anche 3 di coda?”.
Nel frattempo da oggi il Ticino ha dato disposizione, previa autorizzazione dello Stato maggior di condotta, per la riapertura di attività industriali “inderogabili”, a patto che non vi siano in azienda più di dieci persone. Inoltre, potranno riprendere i lavori di manutenzione al verde, come il giardinaggio, e le attività in cui è possibile lavorare da soli. Sempre nel rispetto della distanza sociale e delle misure igienico-sanitarie.
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