Luino | 12 Aprile 2020

Coronavirus, Luino: il messaggio pasquale di don Sergio e degli altri sacerdoti

La Pasqua fa riscoprire la verità e la bellezza della vita umana anche in questo tempo di emergenza. Messa in diretta Facebook anche il Lunedì dell'Angelo.

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Come tantissime altre comunità parrocchiali e pastorali, anche quella di Luino si è adoperata per essere ancora più vicina a tutti i fedeli durante la Settimana Santa. Oltre alla trasmissione delle principali celebrazioni in diretta sui canali Facebook della Comunità Pastorale e dell’Oratorio San Luigi, non sono mancati i messaggi quotidiani di don Sergio Zambenetti (che proseguiranno anche nei prossimi giorni) né spunti per i più giovani. Anche gli educatori del Decanato si sono messi in gioco e hanno realizzato un video per far sentire il loro affetto a tutti i ragazzi che abitualmente accompagnano nei loro cammini di fede.

Per quanto riguarda il servizio Caritas, prosegue la distribuzione dei viveri al martedì e al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 11.00 presso la sede di via Moncucco (si possono contattare i responsabili al numero 366 2633715). Con l’iniziativa “Una spesa in sospeso” è inoltre possibile dare il proprio contributo per aiutare le famiglie più in difficoltà lasciando viveri o beni di prima necessità nelle ceste poste nelle varie chiese di Luino o direttamente alla sede Caritas, durante gli orari di apertura.

Di seguito il messaggio scritto in occasione della Pasqua da don Sergio, don Ennio, don Franco, don Ilario, don Massimiliano e dal diacono Gabriele:

“Niente e nessuno può fermare il mistero pasquale, perché in esso contempliamo l’amore di Dio che è più grande di ogni male, che ha sconfitto il peccato e la morte per sempre nella vita ritrovata di Gesù, il Figlio di Dio, che ha dato se stesso perché noi avessimo la vita e l’avessimo in abbondanza. L’annuncio dell’Angelo a Maria di Magdala e all’altra Maria, arrivate il mattino di Pasqua presso la tomba in cui era stato posto Gesù e trovata aperta è una bomba di energia e di novità inaspettata: “Non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto”. Il grido di dolore, umanamente lanciato da Gesù sulla croce e che aveva riassunto le grida umane di fronte alle sofferenze fisiche e morali di tutta l’umanità, trova una risposta in quel gioioso grido di fede e di speranza: “Cristo è risorto”. La morte non sarà più l’ultima parola dell’uomo, il peccato e il male, non devono fare cadere più nella disperazione, perché il Cristo risorto è il mistero vivente della possibilità di riscatto e di vita nuova offerti agli uomini di tutti i tempi.

Dunque, anche il Coronavirus sarà sconfitto, ma la Pasqua ci dice che non basta debellare questo terribile male fisico, è necessario, invece, ritrovare la verità e la bellezza della vita umana, con uno stile di fraternità e di solidarietà, che in questo tempo, si è visto necessario adottare, per offrire speranza. Dal male ne sta nascendo un bene sconosciuto o utopico, che rivela la possibilità di realizzazione di un mondo migliore. Così potremmo affermare che quest’anno la Pasqua è, per noi cristiani, il fondamento della speranza certa che tutto è possibile, che il “tutto andrà bene” non è solo riferito al superamento della pandemia, ma anche alla conquista di una nuova capacità di vivere le relazioni umane, di una solidarietà che sconfigge l’individualismo, di una costruzione di ponti più che di muri. Abbiamo sperimentato che alcune fabbriche sono state in grado di riconvertire la loro produzione in vista di ciò che è realmente necessario, penso in modo particolare alle fabbriche di armi. La creatività umana è straordinaria, perché ha come origine il Dio creatore, che ha dotato ogni uomo di doni, di carismi, di talenti, atti a rendere bella e produttiva la terra, perché ogni uomo ne possa godere i frutti.

Il Cristo crocifisso, morto e risorto, sia per tutti noi e per il mondo intero, il vero motivo della speranza, certi che la sua fiducia in Dio, diventa per noi un richiamo forte a non fidarci solo di noi stessi, a non sentirci autosufficienti, ma a porre anche la fiducia in Colui che tutto può, dando a ciascuno la gioia di ritrovare e di rinnovare la propria identità, alla luce del Figlio di Dio, la cui umanità riscattata, apre la speranza che avvenga anche per noi.

Buona e Santa Pasqua.”

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