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Luino | 29 Marzo 2020

Frontalieri e Coronavirus, “Alle dogane negato accesso in Ticino, non possiamo prelevare”

Oltre alle questioni legate alle tutele giuridiche e sanitarie, con la preoccupazione per il "contagio di ritorno", sorge un altro problema per tanti frontalieri

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Non c’è pace per i frontalieri che, in questo periodo di emergenza Coronavirus, quotidianamente, nonostante le tante attività non essenziali che hanno chiuso i battenti in Ticino, varcano il confine per recarsi al lavoro. Il riferimento va soprattutto agli operatori sanitari e agli addetti alla vendita di generi alimentari.

Le due criticità emerse, in aggiunta alla preoccupazione sul potenziale “contagio di ritorno“, che interesserebbe migliaia di famiglie residenti nei Comuni al confine, sono quelle legate ai problemi giudiziari, ormai scongiurati, grazie alle nuove disposizioni studiate dalle autorità elvetiche ed italiane, e quelle relative alla tutela sanitaria dei lavoratori italiani.

Oltre questi disagi, però, in questi giorni a più riprese sono arrivate altre segnalazioni riguardanti un altro problema che sta creando preoccupazione ai lavoratori italiani. “Noi frontalieri, che stiamo a casa in questo periodo, abbiamo cercato di andare in Ticino per prelevare il nostro stipendio, ma ai valichi ci è stato negato l’accesso. Per questa ragione non abbiamo possibilità di avere liquidità, è assolutamente ingiusto”.

I sindaci dei paesi al confine tra Italia e Svizzera e gli esponenti varesini del Parlamento italiano conoscono il problema, e sono già al lavoro per provare a trovare un compromesso tra le autorità e le banche elvetiche, e permettere ai frontalieri di raggiungere gli sportelli ticinesi oppure di poter ricevere i propri stipendi tramite altri servizi.

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