Germignaga | 11 Agosto 2025

Germignaga, ricordi dal passato: i mini assegni e i gettoni dei ferrovieri

Negli anni Settanta, a causa dell'inflazione, la zecca non riusciva a battere sufficiente moneta. Diverse le soluzioni adottate, dalle banche ma anche dai singoli esercenti e dalle associazioni

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Con buona probabilità in qualche cassetto o in una scatola dimenticata sul fondo di un vecchio armadio sicuramente vi sarà capitato di trovare qualche mini assegno tipo quelli emessi dalla Cooperativa Produttori Latte S.r.l. di Luino o di diverse banche locali: espedienti adottati per sopperire alla mancanza di moneta spicciola, necessaria per pagare cose di modesto valore o per ottenere il resto della spesa.

Tutto questo avvenne intorno alla metà degli anni ’70 in quanto la zecca italiana, per via dell’inflazione galoppante di quegli anni, non riusciva a battere sufficiente moneta rispetto al necessario. Qualcuno però iniziò a dire che la colpa era dell’utilizzo sfrenato di moneta che si faceva per azionare flipper e juke-box, di gran moda in quegli anni. Altri che erano gli svizzeri a farne incetta per realizzare casse di orologi, oppure che la colpa era dei turisti stranieri in quanto le tenevano come souvenir. Ognuna di queste ipotesi era evidentemente molto fantasiosa e bizzarra!

Di certo in quel periodo non era raro ricevere il resto in caramelle, scatole di cerini, francobolli, a volte inseriti all’interno di un gettone in plastica (chiamati gettoni di necessità), oppure bustine trasparenti come quelle prestampate con tanto di messaggio dalla Società Autostrade S.P.A. Vi erano poi i gettoni appositamente realizzati da alcuni singoli esercenti tipo quelli di un noto supermercato locale e che teoricamente dovevano essere utilizzati esclusivamente all’interno del proprio circuito, ma che in realtà venivano poi usati ovunque.

Per ovviare a tutto ciò, a partire dalla fine del 1975 l’Associazione Commercianti di Torino ebbe l’intuizione di far emettere all’istituto Bancario San Paolo, dei mini assegni circolari in carta con valore nominale 100 lire, idea che in pochissimo tempo venne emulata su tutto il territorio nazionale da altre banche e associazioni di commercianti, emettendo una montagna di mini assegni con valori nominali da 50 a 350 lire.

La scarsa qualità della carta, e la febbre da collezionismo che in breve tempo si scatenò, fecero fare un colossale affare ai soggetti emittenti: una grande quantità di mini assegni rapidamente deperì mentre un’altra consistente parte diventò oggetto di raccolta e di scambio per una nuova branca di appassionati, a tutto vantaggio di chi li aveva emessi. Per non parlare poi di quelli falsi o emessi senza le necessarie autorizzazioni. Quando nel 1978 furono messi fuori legge, il controvalore totale risultò essere superiore ai 200 miliardi di lire, ma per chi li aveva conservati nelle proprie tasche… carta straccia!

Eppure la mancanza di moneta spicciola non fu una novità. Si era verificata ad esempio già alla fine della prima guerra mondiale, ma anche ben oltre un secolo fa e lo testimoniano diversi gettoni metallici, questi decisamente più rari da trovare, tipo quelli in zinco marcati S.C.B.F. Luino (di cui ancora non sono riuscito a identificarne la paternità) o della Cooperativa Ferrovieri di Luino con valore da 50 centesimi, oppure quello del Caffè Tognetti di Germignaga, attivo in piazza XX settembre a partire dal 1883 e probabilmente utilizzati come “fiches” di gioco oppure per mero utilizzo pubblicitario.

Non è invece escluso che il “nostro” gettone servisse per un altro curioso scopo: qualche anno fa Geremia Cerinotti riportando in un esilarante pieghevole i soprannomi dei germignaghesi dal ‘700 al ‘900 citò fra i molti: “Cinghei dü”, ovvero cinque centesimi per due, corrispondente all’importo che una coppia doveva pagare per poter avere accesso alla balera presente nel giardino esterno del locale, controllo che veniva effettuato da una persona a cui rimase per questa ragione il soprannome. Corsi e ricorsi storici…

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com