Caravate | 19 Marzo 2020

Tempo di Quaresima nelle “piccole chiese domestiche”

La diffusione del Coronavirus non ferma le preghiere e non sminuisce il senso di comunità. La testimonianza della Famiglia passionista, unita anche grazie alla radio

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(Articolo a cura di Cesi Colli) Uniti ce la faremo! Oggi alle 16,30!”. Questo il messaggio di Padre Marcello che domenica ha radunato la nostra comunità, anzi la nostra “Famiglia Passionista”, a celebrare con lui, il priore Padre Marco e Padre Tarcisio, il S. Rosario, i Vespri e la S. Messa su Radio Maria. Appuntamento che si ripeterà anche nelle prossime due domeniche e in tre giorni delle successive settimane.

Il Papa ci ha chiamati ad essere creativi in una situazione di “deserto”. Anche ai volontari di Radio Maria è stato imposto di restare a casa. Che fare? Incroci di telefonate ed ecco l’occasione per Padre Marcello di ritornare alle “origini”. Interpellato da Radio Maria, ha risposto ricordando i quindici giorni di inizio della Radio, in cui era stato presente durante la missione parrocchiale a Erba.

Furono per lui due settimane intense, 24 ore su 24. Tutta la città ne fu coinvolta. Ora può ricominciare con altri quindici giorni, ma quest’anno non solo per Erba, perché la sua preghiera arriverà in tutto il Paese! Forte della intuizione  di S. Paolo della Croce che “la dimenticanza dell’amore Crocifisso è la causa di tutti i mali”, ecco per lui la provvidenziale possibilità di annunciare ancora la Buona notizia: “Davanti a Gesù seduto al pozzo, lo guardo con gli occhi della Samaritana di oggi, commentando una strofa del Dies Irae: “Cercando me, ti sedesti stanco, mi hai redento, soffrendo la Croce: tanta fatica non sia vana!

Appena terminato di pregare insieme, sono piovuti i messaggi da parte della nostra “Famiglia”: Grazie per tenerci uniti!”. “Bello pregare insieme!”. “Grazie, Padre Marcello, è lo Spirito che parla in te!”. “È stato molto bello sentire la tua voce, era come essere presenti, grazie!”. “Che bello pregare insieme, grazie,  ci voleva proprio!”. “Sì, anche da Savona, bellissimo sentire la nostra famiglia unita”.

E poi ancora: “Grazie Padre, mi sento unita alla comunità!”. “Grazie di cuore, è stato bello essere uniti nella preghiera. Vi ringrazia il gruppo di Bergamo. Un abbraccio a tutti!”. “Nel silenzio della casa ho ascoltato la preghiera,  è stato bello ascoltare la voce dei nostri Padri: era come essere presenti!”.

Attraverso Radio Maria abbiamo così potuto e potremo ancora raccoglierci nelle nostre case per pregare il Signore, anche insieme ai nostri famigliari. Potremo in questo modo alimentare e tenere viva la fiamma della comunione nella nostra “Famiglia Passionista” e il desiderio di affidarci a Dio e alla sua misericordia in questo difficile frangente.

Le nostre case possono così diventare “ piccole chiese domestiche”. Anche per i primi cristiani la casa era stato un luogo di grandissima importanza per annunciare il messaggio di Gesù, per insegnarlo e viverlo. La casa è stata la chiesa della prima comunità. Una chiesa piccola ma accogliente, semplice e calda, sobria e piena di umanità e, soprattutto, luogo nel quale lo Spirito Santo entrava per guidare la vita.

Oggi la vita è davvero cambiata, anche per i cristiani. E’ Quaresima, ma è una Quaresima insolita, profondamente segnata dal propagarsi di questo sconosciuto virus e dalle norme che responsabilmente dobbiamo rispettare per ridurre le occasioni di contagio. Può capitare di sentirsi magari più soli in questa lontananza forzata dagli altri, dalla vita sociale e comunitaria, dalla Messa e dai Sacramenti, ma per i cristiani non può essere così. Sappiamo che non siamo soli, siamo con il Signore: la distanza fisica è solo un dettaglio passeggero, superato dalla consapevolezza della comunione che ci lega alla Chiesa e per noi, che ne facciamo parte, alla nostra “Famiglia passionista”.

Avevamo tanti momenti di incontro: la S. Messa, la Lectio settimanale, le riunioni mensili dei vari gruppi, la Scuola della Parola, gli esercizi spirituali e per alcuni anche l’aiuto ai Padri nel gestire la casa. Nonostante questi giorni di smarrimento e di paura, nonostante questo distacco   obbligato dalle nostre abitudini quotidiane, nella nostra “Famiglia passionista” non si è spezzato il filo della fede e il legame spirituale con Dio e con gli altri, che continua ad esprimersi e rafforzarsi attraverso la preghiera e la condivisione telefonica e sui social.

Il Signore ci parla – ci dice Padre Marcello – Il Coronavirus è una circostanza per imparare a discernere la sua voce. Alzate i vostri occhi e guardate: sia questo l’invito alla speranza. Uniti con Gesù ce la faremo. La situazione che stiamo vivendo è l’occasione”.

Da questa Quaresima, ne usciremo diversi e credo più forti ed uniti.

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