Luino | 17 Marzo 2020

Coronavirus, alto Varesotto: “Dal centro alle piste ciclabili, c’è ancora troppa gente in giro”

Nonostante gli appelli di tutte le istituzioni, dal Governo ai Comuni, e delle associazioni impegnate, continuano ad arrivare segnalazioni da cittadini indignati

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È da oltre una settimana che per affrontare l’emergenza Coronavirus in Italia, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato l’ultimo Dpcm che, tra le tante disposizioni, impone ai cittadini spostamenti fuori dalle proprie abitazioni solo ed esclusivamente per motivi di lavoro, di salute e di necessità.

Nonostante questi “divieti”, e i controlli dei carabinieri della Compagnia di Luino, soprattutto nei casi di Cuvio e di Laveno Mombello, di quelli degli agenti del Settore Polizia di Frontiera, negli scorsi giorni a Creva, della Guardia di Finanza e delle Polizie Locali dell’alto Varesotto, ci sono ancora troppe persone “in giro”. A segnalarlo sono gli stessi cittadini che in queste ore hanno inviato tante segnalazioni, tra cui qualcuna proveniente anche dal centro di Luino e della pista ciclabile che collega il lago Maggiore alla Valcuvia.

“Ieri pomeriggio tornando a casa dal lavoro intorno alle 17 – racconta un giovane luinese -, notavo che la pista ciclabile era invasa da gente a piedi. E chiaramente la gran parte non rispettava le distanze indicate dal decreto. Si sono scoperti tutti sportivi negli ultimi giorni? È vero che non è vietato dal decreto, ma il senso civico che ci dice ‘#iorestoacasa’ dov’è finito?”. Allo stesso modo un altro cittadino, residente nel centro di Luino, ha voluto esprimere tutto il suo disappunto per l’elevato numero di persone che passeggiava sul lungolago, senza rispettare le ultime direttive.

Negli scorsi giorni il presidente della Comunità Montana Valli del Verbano, Simone Castoldi, aveva anche lanciato un appello a tutta la popolazione del territorio dell’alto Varesotto dal proprio profilo Facebook, soprattutto ai tanti cittadini che frequentano la pista ciclopedonale da Luino a Cuveglio. (Foto di repertorio)

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Una risposta a “Coronavirus, alto Varesotto: “Dal centro alle piste ciclabili, c’è ancora troppa gente in giro””

  1. gian ha detto:

    penso che non sia tanto un problema di numero ma di distanze. gli spazi non mancano, quindi si possono benissimo rispettare. non ci sarà mai tanta gente da saturare lo spazio per impedirne il rispetto. quindi il problema non è il numero, è vero o no? il problema è la paura. perciò non facciamoci prendere dalla paura e non facciamo come gli scolaretti che vanno a dire alla maestra le marachelle del compagno. se vediamo qualcuno che non rispetta le distanze, mantenendo le distanze, glielo diciamo. le regole vanno applicate, sì, ma col cervello però. e questo vuol dire con intelligenza e saggezza. non in modo cieco. e farsi prendere dalla paura, o ancor peggio dal terrore, ci trasforma in esseri ciechi. e allora sì che siamo deboli. riguardo alle zone di passeggio come pista ciclabile e punti più stretti del lungo lago è vero, lo spazio in larghezza è minore (anche se in vari punti ci sono i prati però) quindi può essere più difficile mettere in pratica tale cosa. se poi questo numero di persone veramente è così elevato come dice l’articolo. perché per stabilirlo bisognerebbe fare anche dei calcoli ragionevoli e non così a occhio perché ci sembrano siano troppe. spero questo commento possa servire

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