Varese | 29 Febbraio 2020

Il professor Grossi smentisce Regione: “Un solo caso di Coronavirus in provincia di Varese”

Regione Lombardia propone mantenere misure per un'altra settimana. A lavoro un pool di esperti per fare il punto della situazione su tutto il territorio

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Aggiornamento ore 12.30

“Basta fake news, basta allarmismi. Il panico sta provocando molti più danni dell’influenza“. Paolo Grossi, numero uno del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Circolo, nonché membro della task-force formata ad hoc dal Ministero della Salute, smentisce che vi siano due casi accertati di Coronavirus nella città di Varese.

“Al momento, spiega il professore, abbiamo un solo paziente sicuramente affetto da Covid-19, ma non è varesino. Si tratta, infatti, di una persona proveniente dalla zona rossa (le aree del lodigiano considerate l’epicentro della forma virale), che gli ospedali del posto hanno chiesto a noi di accogliere e curare perché, da loro, scarseggiano i posti letto”.

A riportare le dichiarazioni questa mattina è il sito di Rete55.it.

Aggiornamento ore 7.00

La Regione Lombardia ha proposto ieri pomeriggio al Governo di “mantenere per un’altra settimana le misure di contenimento già attuate, sia quelle nei comuni della zona rossa, che quelle previste per tutta la Regione”. Lo hanno comunicato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana (in collegamento video) e l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, durante la conferenza stampa convocata a Palazzo Lombardia per fare il punto sul Coronavirus, cui hanno preso parte anche il vicepresidente Fabrizio Sala e gli assessori Davide Caparini (Bilancio) e Pietro Foroni (Protezione civile).

“E’ una decisione – ha spiegato il governatore – che nasce dopo un approfondito confronto con personalità tecnico-scientifiche di grande spessore che possono aiutare a fare chiarezza sulla situazione. Spero che il loro intervento posso restituirvi un po’ di sicurezza”.

“Otto giorni fa – ha spiegato Gallera – abbiamo registrato il 1° caso di positività; venerdì abbiamo adottato le prime misure su un’area circoscritta dove si erano registrati i primi casi. Venerdì abbiamo emesso una prima ordinanza frutto della valutazione dei nostri esperti; domenica, dopo un’intensa giornata di confronti, sono state adottate misure di un certo tipo e zona rossa e zona gialla con una serie di restrizioni. Sono passati 6 giorni dall’ordinanza, abbiamo iniziato a tirare alcune somme sui dati che abbiamo raccolto in questi giorni”.

Gallera ha anche aggiornato i “numeri”: sono stati eseguiti 4835 tamponi e il 75% ha dato esito negativo, l’11% è risultato positivo e il 14% è in corso di valutazione. Ad oggi le persone positive sono 531 (il 10% è personale sanitario), di questi 235 sono ricoverati e 85 in terapia intensiva. I decessi di persone con Coronavirus sono 17.

Nel frattempo, salgono almeno a tre i casi di Coronavirus nella provincia di Varese. Ecco tutti i dati per provincia in Lombardia:
– Bergamo: 103 pari al 19%
– Brescia: 13, 2%
– Cremona: 123, 23%
– Lodi: 182, 34%
– Monza e Brianza: 6, 1%
– Milano: 29, 5%
– Pavia: 49, 9%
– Sondrio: 3, 1%
– Varese: 3, 1%
in fase di verifica: 20, 4%

Al Pronto soccorso di Lodi stanno arrivando circa 100 persone al giorno, tutte con un quadro clinico compromesso. Se prima si registravano circa 180 accessi al giorno, oggi hanno una media 100 ma tutti con situazioni compromesse e che arrivano ad un aggravamento molto veloce. Abbiamo subito individuato posti letti in sub intensiva, e 15 pazienti ieri sono stati subito portati a Niguarda, la stessa cosa era successa la sera prima a Cremona.

“Il sistema sanitario – ha aggiunto Gallera – è in grado di gestire tutte queste situazioni e di farsene carico. Va anche tenuto presente che l’incidenza di questa infezione è alta, ma si registra in un territorio dove vive circa il 3% della popolazione regionale. Il virus clinicamente non dà problemi ed è facilmente risolvibile nel 90% dei pazienti.

Per favorire comportamenti virtuosi che evitano i contatti e la diffusione del virus, la Regione adotterà una campagna di comunicazione massiccia. Per proteggere gli ospedali dalla diffusione interna del virus saranno effettuati tamponi all’ingresso delle patologie respiratore e tutto il personale sarà fornito di idonei dispositivi di protezione personale.

La rete ospedaliera sarà potenziata con interventi urgenti di rafforzamento delle terapie intensive e subintensive tramite: 1) l’assunzione straordinaria di personale; 2) la formazione rapida del personale per l’assistenza respiratoria; 3) l’acquisizione di respiratori, monitor, sistemi di ventilazione assistita. Per raggiungere lo stesso obiettivo, sarà anche importante mantenere al domicilio i pazienti positivi che non manifestano gravi patologie.

Giuseppe De Filippis, direttore sanitario del Sacco-Fatebenefratelli e membro dell’Unità di crisi, ha voluto ringraziare “in maniera non simbolica” tutto il personale che “da giovedì sera si sta adoperando in maniera incredibile. Un modello organizzativo così non si inventa in un giorno e all’ultimo momento. Il coordinamento regionale ha fatto un grandissimo sforzo e ha dimostrato un grande sforzo anche per garantire la piena operatività dei laboratori. Areu sta coordinando i lavori con sforzi incredibili supportando gli ospedali in maggior difficoltà che, da subito, sono stati in grado di accettare pazienti di altri ospedali”.

Hanno partecipato alla conferenza stampa Angelo Pan, direttore Malattie Infettive ASST Cremona e presidente SIMPIOS (Società Italiana Multidisciplinare per le Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie), Antonio Pesenti, ordinario di anestesia rianimazione Università di Milano, Direttore dipartimento Emergenza ospedale maggiore Policlinico, Giuseppe De Filippis, direttore sanitario ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, il professore Fausto Baldanti, Università di Pavia, Unità Virologia Molecolare, IRCCS Policlinico San Matteo, il professore Massimo Galli, ordinario Malattie Infettive UniMi, Direttore SC Malattie infettive ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, Giuliano Rizzardini, direttore dipartimento malattie infettive e direttore SC malattie infettive 1 ASST Fatebenefratelli – Sacco Milano, il dottor Marco Rizzi, direttore UOC malattie infettive, ASST papa Giovanni XXIII, Bergamo, il professore Paolo Antonio Grossi, professore Ordinario Malattie Infettive, Università degli Studi dell’Insubria. Direttore malattie infettive e Tropicali ASST-Sette Laghi Varese. (Foto © ANSA/ MARCO OTTICO)

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