Maccagno con Pino e Veddasca | 22 Gennaio 2020

Maccagno, la musica Yiddish in Auditorium per la “Giornata della Memoria”

Ospiti dell'evento, in programma sabato, i "Kletzmorim Maseltov", ispirati dalla tradizione ebraica. Passera: "Ricordo e memoria, punti di riferimento indifferibili"

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In occasione della “Giornata della Memoria”, il Comune di Maccagno con Pino e Veddasca ha scelto di ospitare un gruppo di musicisti, i “Kletzmorim Maseltov”, che si esibirà nello spettacolo “Musica e Memoria”, in scena sabato, 25 gennaio, alle ore 21 presso l’Auditorium di via Pietro Valsecchi 23.

In molte città italiane si è soliti rendere omaggio, con manifestazioni, mostre e incontri, a quel terribile momento storico, ricordando l’assurdità e le vittime della follia umana. La ricorrenza cade il 27 gennaio di ogni anno e la data non è casuale. Si ricorda, infatti, la liberazione, avvenuta nel 1945, del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa. Una ricorrenza istituita il 1° novembre 2005, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Per i “Kletzmorim Maseltov”, il vero punto di unione è rappresentato dalla passione per la musica della tradizione popolare ebraica. Il gruppo è composto da Marcello Serafini (chitarra), Emanuela Boggio (chitarra e voce), Francesco Facchini (violino), Elisa Carnelli (attrice) ed Emiliano Renzelli (contrabbasso).

Musica Yiddish e Shoah saranno il filo conduttore della serata: una musica ricca di espressività, talora felice e spensierata, altrimenti triste e malinconica. I “Klezmorim” erano musicisti itineranti (soprattutto clarinettisti e violinisti) che suonavano per accompagnare tutte le ricorrenze della vita ebraica, dai funerali ai matrimoni, alle feste popolari. “Maseltov” significa invece ‘saluto gioioso’. La musica era tramandata oralmente ed era accompagnata al canto, in lingua yiddish ed ebraica.

Seppur in condizioni estreme, anche nei famigerati lager nazisti esistevano momenti di musica. La storia ricorda il famosissimo Olivier Messiaen, che era riuscito a comporre (scrivendo la partitura su rotoli di carta igienica) il bellissimo “Quatour pour la fin du temps”, quartetto per violino, clarinetto, piano e violoncello.

Era naturalmente difficilissimo suonare, nei campi di sterminio, ma in qualche modo si riusciva. Un momento in cui ci si poteva estraniare, seppur brevemente, dagli orrori quotidiani che i prigionieri vivevano in quei luoghi disumani.

Una serata per non dimenticare, dunque, quella di sabato. Per riflettere, conoscere e per tramandare quello che la storia ci ha consegnato. Perché non si ripeta.

“Per un’amministrazione comunale come la nostra – afferma il sindaco Fabio Passera – il ricordo e la memoria sono punti di riferimento indifferibili. La Storia non serve interpretarla, basta conoscerla. Per questo invito tutti a partecipare a questa manifestazione che sa mettere insieme dell’ottima musica e una ricorrenza insostituibile per ogni uomo. Vi aspetto in Auditorium per una serata piacevole ma densa di significato”.

L’ingresso allo spettacolo è libero, fino a esaurimento dei posti.

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