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Porto Ceresio | 16 Gennaio 2020

Ceresio, il lago sta bene: in primavera nuove opere sugli impianti fognari

Situazione migliorata nonostante la preoccupazione per parassiti, microplastiche e cormorani. 4 milioni per migliorare le reti di vari paesi, lavori al via in primavera

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La salute dei pesci e la qualità delle acque del lago sono i temi messi al centro del tavolo italo-svizzero riunitosi questa mattina in comune a Porto Ceresio, per aggiornare lo stato dei lavori – iniziati circa due anni fa per concentrare le forze su tematiche di grande interesse e ad alto impatto ambientale- e per rinnovare il clima di positività attorno al quale si è svolto fino a qui il confronto tra le parti, ora dotato di una più ampia prospettiva di azione grazie al riconoscimento formale del tavolo attuato dal Cipasis (Commissione internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere), sinonimo di una migliore operatività per le proposte.

Diversi i soggetti che hanno preso parte alla riunione e che hanno scelto di aderire alla squadra di lavoro nata da un’idea del sindaco di Porto Ceresio, Jenny Santi, per affrontare la situazione che nel 2016 si presentava come critica, e che oggi vede invece il lago decisamente migliorato anche grazie alla condivisione di intenti: Gran Consiglio del Ticino (presente l’onorevole Fabio Schnellmann), Provincia di Varese, Regione Lombardia, Dipartimento del Territorio, Comunità Montana del Piambello, Ato, il Politecnico di Milano e Alfa.

Proprio dal gestore del servizio idrico integrato si è appreso che entro la primavera (si parla di aprile, massimo maggio) partiranno i cantieri per i lavori inseriti nel cosiddetto “patto per la Lombardia“, finalizzati al rifacimento di tratti fognari per i comuni di Porto Ceresio e Brusimpiano.

Opere che, ha spiegato il presidente di Alfa, Paolo Mazzucchelli, consistono nella separazione delle acque bianche da quelle luride e nell’estensione delle reti. Dureranno circa diciotto mesi e si inseriscono in un piano per questa porzione del territorio che Alfa intende estendere con uno studio dettagliato delle reti di Cuasso al Monte, Besano, Bisuschio e Viggiù. Gli strumenti di rilevazione, già posizionati, forniranno i primi riscontri entro 45 giorni. Riscontri che daranno una visione dettagliata delle reti fognarie, utile per comprendere l’impatto delle precipitazioni e per verificare la portata delle strutture.

L’impegno di Alfa si fonde poi con quello condiviso da Regione Lombardia e dal Dipartimento del Territorio, per la parte svizzera, con attività quali ad esempio i rilievi inseriti nel progetto A.C.Qu.A, di cui abbiamo già ampiamente parlato (cliccare qui per approfondimenti). In totale i fondi stanziati su entrambi i versanti, patto per la Lombardia e interreg., ammontano a quattro milioni – due per parte – e testimoniano il grande interesse della politica, non solo a livello comunale e locale, per il risanamento delle acque del Ceresio, che sta inoltre coinvolgendo un gruppo di giovani studiosi del Politecnico di Milano.

Il lago nel complesso non sta male e non è in cattive condizioni, ha spiegato Nicoletta Riccardi del CNR Institute of water research, anche se l’impatto dell’uomo e dell’attività industriale si fa sentire, come in generale sulla natura e sull’ambiente, e c’è poi preoccupazione per fenomeni come parassitosi e microplastiche che rappresentano una minaccia per la flora e la fauna acquatica, così come per l’uomo stesso.

Sul punto, giunge dai pescatori del Ceresio, così come da Legambiente, la proposta di una collaborazione più concreta, per le manifestazioni dedicate ai temi ambientali, ma anche per quanto concerne ricerca e intervento sulle acque, per le quali proprio i pescatori rinnovano la disponibilità nel fornire mezzi, strumenti e risorse agli enti preposti, al fine di affrontare e risolvere le problematiche. Una di queste si chiama “cormorano“, uccello acquatico la cui massiccia presenza ostacola la riproduzione del luccio perca (in aumento come il persico in quanto a presenza) e provoca contestualmente la diffusione di parassiti. I contatti con la Regione – ha sottolineato il sindaco Santi – sono già stati avviati, ma anche l’esperienza, la conoscenza e l’affidabilità dei pescatori andrà tenuta in considerazione per arginare la minaccia del corvo di lago

La comunicazione, non solo verso chi pratica la pesca per passione, è più in generale la chiave di lettura corretta per limitare i danni molto spesso prodotti in modo inconsapevole da chi vive all’interno della comunità, principalmente attraverso cattive abitudini che, moltiplicate per migliaia di utenti, creano le ferite più difficili da rimarginare. Anche su questo aspetto, il tavolo di lavoro italo-svizzero riprenderà presto a coinvolgere i cittadini con iniziative si sensibilizzazione.

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