E’ alto l’interesse del Comitato civico “Partecipazione Comune” di Porto Ceresio, e più in generale della comunità, nei confronti dell’ambizioso e vasto progetto interreg denominato A.C.Qu.A., del quale avevamo parlato già durante l’estate in riferimento all’esecuzione dei primi rilievi finalizzati a migliorare la fase di depurazione dei sistemi fognari di diversi comuni del territorio, tutti consorziati all’impianto denominato Bolletta.
L’attenzione del Comitato si raccoglie ormai da mesi intorno all’obiettivo fissato dal Cipais (Commissione Internazionale per la Protezione delle Acque Italo Svizzere), come atto conclusivo del piano: 30 mgl/M3, ovvero il livello di concentrazione di fosforo per il lago di Lugano, dal quale dipende anche la riduzione degli sversamenti di liquami, continuamente segnalati dai cittadini.
Interlocutore principale di “Partecipazione Comune”, per capire le dinamiche progettuali e renderle comprensibili su larga scala, fuori dai complessi meccanismi tecnici, è la Provincia di Varese, capofila per la parte italiana con il compito di curare l’organizzazione della futura fase esecutiva, fissata sul calendario per il periodo novembre 2020 – marzo 2022, quando il Canton Ticino, attraverso la Divisione Ambiente, avrà ultimato il disegno definitivo dell’intervento.
Ad oggi infatti è ancora in essere la fase di rilevazione delle reti, a cui farà seguito l’attività di monitoraggio delle portate per definire le modalità di intervento e gli aspetti prioritari. Porto Ceresio, Lavena Ponte Tresa, Brusimpiano, Cuasso al Monte, Viggiù, Bisuschio e Besano sono i comuni interessati, tra i quali verrà distribuito il budget posto alla base del progetto, circa due milioni e mezzo di euro.
Indicativamente le migliorie riguarderanno prima di tutti gli sfioratori, vasche che gestiscono l’accumulo di pressione all’interno delle tubature, eliminando gli scarichi di acque non sufficientemente diluite. In alcuni casi, si apprende ancora dal Comitato, sarà necessario variare il disegno della rete, aggiungendo nuovi rami o sostituendo alcuni tratti, seguendo la linea dettata dalle simulazioni e dai rilievi.
Altri passaggi garantiranno l’impermeabilizzazione delle tubazioni, per evitare l’ingresso delle acque, e la riduzione delle portate che sovraccaricano le reti e soprattutto il depuratore. Accanto all’alleggerimento delle portate in ingresso, infine, sono previsti interventi migliorativi per la gestione dei solidi.
Le fasi di osservazione e monitoraggio della qualità sono gestite dal terzo ed ultimo attore protagonista dell’interreg: la SUPSI, Scuola Superiore Professionale della Svizzera Italiana. L’evoluzione delle operazioni e i progressi compiuti coinvolgeranno le comunità locali in incontri pubblici che gli enti organizzeranno nei mesi a venire.
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