Varese | 27 Dicembre 2019

Maltempo, archiviato nel Varesotto un autunno di pioggia e bombe d’acqua

Situazione difficile nei campi dove per settimane, a causa di un autunno anomalo, le lavorazioni sono state bloccate per le precipitazioni incessanti

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Quale inverno attende il territorio del Varesotto? Non sono positivi i pensieri degli agricoltori prealpini che hanno da poco archiviato un autunno tra i più difficili di sempre: le semine dei cereali sono state compromesse a causa delle piogge incessanti di ottobre e novembre, che pure hanno provocato la morte delle piantine già nate, soffocate nei campi sommersi dai ristagni d’acqua.

Ed è un conto in salita, anche in provincia di Varese, quello degli esiti procurati dagli eventi estremi di un autunno pazzo in cui l’Italia ha registrato in media quattro nubifragi al giorno fra tempeste di pioggia, neve, vento, trombe d’aria e grandine, con un aumento a due cifre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A dicembre si è affacciata sul territorio anche la neve: i trattori degli agricoltori della Coldiretti sono stati mobilitati per pulire le strade e per la distribuzione del sale contro il pericolo del gelo, per consentire la circolazione anche nelle aree più interne e difficili dove i mezzi industriali sono in difficoltà per le ridotte dimensioni delle carreggiate e per le pendenze dei tracciati stradali. Un “pronto intervento” che resta garantito, ovviamente, anche in questi giorni di feste che separano il Natale dalle celebrazioni di fine anno.

L’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma anche in Italia tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – evidenzia il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori insieme al direttore Giovanni Luigi Cremonesi – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Una situazione che preoccupa sempre più gli italiani con 3 su 4 (75%) spaventati dai cambiamenti climatici secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’”.

A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni, secondo la Coldiretti, ha fatto sparire in Italia oltre ¼ della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari: un fenomeno da cui non è purtroppo estraneo il territorio della provincia di Varese.

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