Economia | 11 Dicembre 2019

Autunno incolore per Bitcoin: nuovo trend ribassista

Continua il periodo negativo per la celebre cryptovaluta. Molto analisti sono si convinti che questo trend ribassista non finirà a brevissimo, ma si dicono fiduciosi

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Continua il periodo negativo per la celebre cryptovaluta, fondata da un anonimo inventore conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakatomo, che chiude anche questa settimana sotto quota 8.000 dollari.

Molto analisti sono si convinti che questo trend ribassista non finirà a brevissimo, ma si dicono fiduciosi per l’anno nuovo, anche per l’ormai imminente halving che dimezzerà le riserve esistenti, portando con sè grande movimento sui mercati.

Rimane dunque un titolo difficile da approcciare in questo periodo: per quanto i continui cali in borsa non facciano presagire nulla di nuovo, il prezzo così basso potrebbe rivelarsi un ottimo investimento dati i miglioramenti probabili in vista dell’halving.

Halving Bitcoin 2020: nuova crescita per la cryptovaluta?

Come detto gli ultimi mesi sono stati a dir poco incolori per la cryptovaluta più famosa al mondo, che non ha mai superato durevolmente la soglia tecnica e psicologica dei 10.000 dollari.

Situazione che potrebbe continuare ancora per molti mesi, rendendo il titolo ben poco appetibile per investitori che prediligono posizioni short.

Tuttavia la pazienza potrebbe ricompensare la fedeltà dei sostenitori più accaniti di Bitcoin. Il prossimo maggio è infatti previsto un nuovo having, in cui verranno minati Bitcoin per un valore di 63 milioni di dollari a settimana, dimezzando di fatti i BTC ancora non minati.

In genere ogni halving porta con sé un enorme trend rialzista per il titolo e questo non dovrebbe fare specie a parte, considerando anche che si prospetta come il più grande halving della storia.

Oltre ciò c’è anche un importante questione da tenere in conto. Quasi tutti i Bitcoin esistenti, dopo il maggio 2020, saranno minati e le riserve risulteranno molto scarse.

La moneta virtuale diventerà incredibilmente rara e questo, secondo molti, sarà il motivo principale per cui il valore salirà in maniera esponenziale, superando anche i picchi di 20.000 dollari toccati due anni fa, in corrispondenza con l’ultimo halving.

Di questa opinione sembra essere Joel Birch, fondatore del fondo d’investimento specializzato in cryptovalute Lunar.

L’opinione di Brich è molto semplice. È estremamente convinto che il valore attuale di Bitcoin sia molto sottostimato e che entro la fine del 2020 il titolo tornerà almeno a quota 20.000 dollari.

Non a caso la sua società sta sfruttando positivamente questo trend ribassista, acquistando Bitcoin per un valore che ritengono molto basso, con previsioni di rivendita altissime.

Lunar negli ultimi mesi ha praticamente acquistato ogni volta che il titolo scendeva sotto gli 8.000 dollari, mantenendo dunque una posizione long.

Birch sarebbe dunque incredibilmente fiduciosa circa questo titolo, e sembra essere in buona compagnia.

John McAfee: Bitcoin ad un milione di dollari entro il 2020

I sostenitori di Bitcoin non mancano di certo, pur considerando la situazione molto negativa del titolo al momento.

Tra questi il noto programmatore John McAfee. Il britannico naturalizzato statunitense ha una posizione più o meno simile a quella esposta da Joel Birch, anzi se possibile molto più fiduciosa.

La rarità del Bitcoin sarà lo snodo fondamentale per capire il reale valore della valuta digitale e entro la fine del 2020, Bitcoin sarà scambiato ad un milione di dollari.

Ad onor di cronaca ci sono anche molti analisti per niente convinti che queste previsioni si possano avverare ed hanno ben altre idee sul come fare trading.

Tra queste, la più dura proviene da Peter Shiff, CEO di Euro Pacific Capital, il quale si è più volte scagliato contro la cryptovaluta, a sua detta diventata una vera e propria religione per i suoi investitori, che anche di fronte alla realtà continuano a sperare in fantomatiche riprese del titolo.

Il consiglio di Shiff è semplice. Gli investitori devono tenersi alla larga da un titolo che rischia di arrivare entro poco tempo a quota 4.000 dollari, dimezzando la già bassa quotazione in borsa, e orientarsi verso beni rifugio quali yen giapponese, franco svizzero o il sempre solido oro.

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