Luino | 8 Dicembre 2019

Luino, l’invito di don Sergio a “lasciarsi guidare dalla semplicità e umiltà di Maria”

Nella domenica che coincide con l'Immacolata Concezione il prevosto guarda alla figura della Vergine come portatrice di speranza e di gioia per l'umanità

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(don Sergio Zambenetti) La quarta domenica di Avvento coincide quest’anno con la solennità dell’Immacolata Concezione di Maria e ancora di più, la ricorrenza ci riempie il cuore nel riconoscere Gesù come il Salvatore, che viene nel mondo per riportare l’umanità alla bellezza del disegno di Dio. Infatti, proprio in Maria contempliamo le meraviglie di grazie che il Signore ha compiuto in lei e che, nel mistero della redenzione si possono realizzare anche nella nostra umanità corrotta dal peccato. L’insistenza dell’invocazione “Vieni, Gesù!”, ripetuta nelle nostre preghiere d’Avvento, rappresenta il grande anelito del cuore umano di lasciarsi plasmare dall’amore del Signore in vista di un rinnovamento spirituale, che faccia risplendere di bellezza e di bontà la nostra esistenza.

La Chiesa guarda a Maria come alla donna capace di accogliere il Verbo di Dio nella propria vita, con l’atteggiamento di chi sa che può trarne solo beneficio. Il suo “Eccomi” rivela una fede incondizionata a Colui che ha creato l’uomo e la donna a propria immagine e somiglianza affidando loro di essere collaboratori nella custodia e nella valorizzazione di tutte le persone e le cose. Facendo questo Dio vide che l’uomo e la donna erano cosa “molto buona”, solo il peccato ha deturpato quella bellezza e bontà primitiva.

La venuta al mondo di Maria, nella sua Immacolata Concezione, ci ha posto dinanzi la bellezza dell’umanità voluta da Dio e lo stile dell’obbedienza al suo disegno creatore. Nel nostro tempo lo sguardo su Maria è estremamente importante, perché abilita alla speranza chi è tentato di vedere solo le brutture dell’uomo e vive con pessimismo le relazioni umane. L’Immacolata Concezione rivela il desiderio di Dio di non lasciare l’uomo nella sua misera condizione di peccatore, ma di volerlo riabilitare portandolo alla dignità di Figlio.

Dio sembra dirci che ha mandato suo Figlio Gesù a redimere l’umanità dimostrandoci con Maria il risultato della salvezza. E noi possiamo solo gioire e sperare di essere come Lei, ma accogliendo anche le grazie che il Signore ci offre per la conversione del nostro cuore. La sua misericordia è tesa a riportarci a casa, a ritrovare la bellezza della nostra origine e dunque, della nostra identità autentica.

Mentre continuiamo il tempo di Avvento auguro a tutti di lasciarsi guidare dalla semplicità e umiltà di Maria, per imparare cosa significhi, nella libertà, farsi amare da Dio.

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