Economia | 7 Dicembre 2019

Tassazione per trader: la nuova manovra economica 2020

Secondo la nuova legge di bilancio, il governo guarda con diffidenza chi produce ricchezza. Ecco perché molti traders hanno iniziato ad allarmarsi

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Pagare le tasse non è mai piacevole, soprattutto se riguarda l’attività finanziaria, frutto della propria analisi e della propria bravura. Le tasse sul trading in Italia sono molto contenute rispetto ad altri Stati. Molti investitori principianti danno per scontato la tassazione riguardo il trading online.

La sola tassa sul trading prevista nell’anno di imposta 2019, ha riguardato il cosiddetto “capital gain” ossia i guadagni. Secondo il principio alla base della tassazione sul trading si è tenuti al pagamento delle imposte solo se l’attività di trading porta ad un profitto.

Tasse sul trading: come cambieranno nel 2020

Leggendo i principi alla base della nuova legge di bilancio 2020, si può pensare ad un aumento della tassazione sul trading. Attualmente l’aliquota è al 26%. Operativamente la tassa sul gain si calcola in base alla data di chiusura della posizione. La normativa sulla tassazione sul trading, inoltre, permette anche di portare eventuali minusvalenze, ossia perdite dall’attività di trading, in detrazione nell’anno fiscale successivo.

Secondo la nuova legge di bilancio, il governo guarda con diffidenza chi produce ricchezza. A tali principi hanno sempre seguito la distribuzione dei redditi, quindi all’incremento delle tasse per chi ha un reddito più alto. Ecco perché molti traders hanno iniziato ad allarmarsi.

In realtà, la situazione è fortunatamente rimasta invariata. Stando alla legge finanziaria 2020, che è stata approvata dal governo, non dovrebbero esserci novità sul capital gain e sulla rimodulazione del gettito fiscale. Le possibilità che ci possano essere revisioni, con incremento della tassazione, durante il passaggio della Legge di Bilancio 2020 in Parlamento sono bassissime.

La truffa dei soldi facili: oscurati 77 siti illegali di trading online in 5 mesi

I traders possono continuare ad investire senza preoccuparsi dell’aumento di tassazione. La cosa importante è scegliere piattaforme di trading online regolamentate CONSOB, ente che controlla la Borsa Italiana.

Non a caso CONSOB (Commissione nazionale per le società e la Borsa) continua la sua battaglia contro i siti internet abusivi che offrono servizi finanziari in Italia senza autorizzazione. In 5 mesi, infatti, l’ente ha oscurato 77 siti illegali per il trading online.

L’intervento diretto è garantito dalla CONSOB tramite il “Decreto crescita”, in cui si stabilisce che l’autorità può ordinare ai fornitori di servizi di connettività internet o ad altre reti di telecomunicazione la rimozione delle iniziative di chiunque offre o svolge servizi o attività di investimento senza esservi abilitato. L’ente ha messo a disposizione degli investitori una sezione dedicata ai siti abusivi e non autorizzati.

Con la giusta piattaforma è possibile investire senza il rischio di essere truffati. Ma quanti profitti realizza effettivamente un trader?

Dipende tutto dalle strategie che si utilizzano e dagli obiettivi a medio e lungo termine. La maggior parte dei traders di successo utilizzano i CFD, in modo da guadagnare se il valore di un bene sale o scende.

Anche se si dispone di un capitale molto basso, ci sono piattaforme di trading come IQ Option che permettono di aprire un conto con soli 10 euro. Alcuni traders ricorrono alla leva finanziaria per moltiplicare il proprio capitale. Se non si è cauti negli investimenti, però, si rischia di incorrere in gravi perdite di denaro.

Per guadagnare con il trading online bisogna conoscere la dinamicità del mercato finanziario. Analizzare l’andamento di determinati asset e lo storico dei prezzi aiuta a mettere a punto la propria strategia vincente di investimento. Per iniziare a capire questi aspetti, alcuni broker offrono la possibilità di aprire un conto demo senza rischi e limitazioni di tempo.

Il profitto va conseguito nel tempo e investendo in modo graduale. Tenendo conto che investire significa rischiare, non bisogna scoraggiarsi alla prima difficoltà e neanche esaltarsi in caso di un trade molto redditizio. Inoltre tutto dipende dal livello di preparazione iniziale e dalle piattaforme utilizzate.

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