Luino | 30 Novembre 2019

Luino si schiera contro la pena di morte e le colonne di piazza Libertà si colorano di verde

Luino aderisce a "Cities for Life" con un evento culturale a Palazzo Verbania, dove a far gli onori di casa è stato Alessandro Franzetti, uno degli organizzatori

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Luino ieri sera, venerdì 29 novembre, ha aderito alla “Giornata contro la Pena di morte”, con un evento dal grande valore morale a Palazzo Verbania, dove è stato presentato il libro di Antonio Salvati “L’Africa non uccide più”, mentre a guidare i lavori è stato Alessandro Franzetti, uno degli organizzatori insieme a tante associazioni luinesi.

La serata è iniziata con la lettura di tante e originali frasi, da parte del pubblico, contro la pena di morte, con pensieri  volti a sensibilizzare i presenti con lo scopo di sottolineare tutte le motivazioni per le quali si dovrebbe abolire la pena di morte, in tutti i paesi del mondo, mentre in piazza Libertà le colonne presenti in riva al lago, nei pressi della pista di pattinaggio su ghiaccio, si illuminavano di verde.

A guidare lo svolgersi dell’iniziativa, a causa dell’impossibilità del relatore a presenziare, è stato lo stesso Alessandro Franzetti, che ha condotto i presenti a riflettere e ha analizzato la situazione politica a livello mondiale, per quanto riguarda la pena di morte, bollando come abominevoli quegli stati ove ancora vige la pena capitale, come ad esempio l’europea Bierolussia del presidente Alexander Lukashenko.

All’interno del libro di Salvati, come descritto da Franzetti, un approfondimento sull’Africa di oggi, “continente e terra delle mille opportunità, che sta dando un contributo notevole al percorso abolizionista della pena di morte, configurandosi come il secondo continente, dopo l’Europa, sulla strada dell’eliminazione della pena capitale. È convinzione comune che l’Africa sarà decisiva in questa battaglia di civiltà e di umanità, per i contenuti dell’umanesimo africano espressi lungo tutta la sua storia. In Africa l’abolizione della pena capitale è associata alla ricerca di una vera giustizia, non vendicativa ma riabilitativa. La maggior parte degli Stati ritiene la pena di morte una violazione irrimediabile della sacralità della vita e della dignità umana, che impoverisce e non difende le società che la applicano. Le recenti positive evoluzioni in questa battaglia, mostrano qual è l’apporto che l’Africa può dare in termini di civiltà al nostro tempo”.

“Fin da quando Franzetti era consigliere comunale e presidente del consiglio – spiega il sindaco di Luino, Andrea Pellicini -, ha voluto mantenere e organizzare questa importante ricorrenza per la vita. L’altra sera mentre mi stavo addormentavo mio figlio che ha dieci anni mi ha chiesto ‘Papà, ma la pena di morte vuole dire che uccidono una persona?’. L’ho tranquillizzato dicendogli che fortunatamente in Italia non c’è da secoli, ma che purtroppo in altri paesi lontani ancora accade. Lui, senza pensarci, mi ha detto che è una cosa orribile. Se lo pensa un bambino, anche noi non possiamo che essere d’accordo. In Italia l’abolizione della pena di morte la dobbiamo all’illuminismo, a Beccaria e alla cultura europea che ha fatto passi da gigante nella storia. Penso che la pena di morte sia aberrante, si va oltre la freddezza, sarebbe più giusto chiamarla cattiveria inspiegabile. Per questo è importante celebrare questa giornata. Se fosse fatta ovunque nel mondo, piano piano gli stati dove vige ancora la pena capitale diminuirebbero. Se ciò accadesse riusciremmo a dare una forte dimostrazione di essere sempre più civili”.

Tra gli interventi dal pubblico e ai presenti, oltre al sindaco Pellicini, anche l’assessore Alessandra Miglio, alcuni membri della Comunità operosa, in particolare Gianfranco Malagola e Rosaria Torri, il professor Natale Bevacqua del Centro Culturale San Carlo Borromeo e tanti altri rappresentanti di numerose associazioni luinesi.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127