Lavena Ponte Tresa | 29 Novembre 2019

Resa dei conti tra Mastromarino e Mina, consiglio di fuoco a Lavena Ponte Tresa

Tante accuse, da una parte e dall'altra, sia politiche che amministrativo-burocratiche. La maggioranza è compatta, ma Provini attacca: "Cittadini presi in giro"

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Due ore di confronto acceso quelle di ieri sera, davanti ad una folta platea, in consiglio comunale a Lavena Ponte Tresa dove, tra accuse più o meno pesanti, su tanti piani diversi e riguardanti tre anni e mezzo di amministrazione, è andata in scena la resa dei conti tra il sindaco Massimo Mastromarino e l’ex vice Donata Mina, a dieci giorni esatti dal terremoto politico.

Oltre ad alcune variazioni di bilancio votate dalla maggioranza con l’astensione della minoranza, il fulcro dell’assemblea cittadina è stato il “caso Mina” con la decisione di Mastromarino, lo scorso 18 novembre, di revocare l’incarico di vicesindaco e le deleghe come assessore alla sua vice. All’interno del documento di revoca Mastromarino aveva spiegato come fosse “venuto meno il necessario rapporto di fiducia e di collaborazione all’interno della Giunta“, ma nel consiglio comunale sono stati tanti i nodi a venire al pettine all’interno dell’amministrazione.

È stato Mastromarino a prendere la parola per primo, con un lungo intervento scandito da date e fatti, fino a metà novembre, giorno in cui si è verificato il patatrack in giunta. Due i filoni che hanno portato l’ormai ex vicesindaca a rimettere le deleghe in mano al primo cittadino, “il primo legato al personale – spiega Mastromarino -, dove la mia vice non ha condiviso le politiche messe in atto dall’amministrazione”, mentre il secondo è inerente a dinamiche burocratico-amministrative legate al piano attuativo (una delle modalità di attuazione del PGT), che ha portato l’ex vicesindaca a rimettere nelle mani di Mastromarino la delega all’edilizia privata.

Mastromarino entra nel dettaglio, spiega e racconta: citando anche comunicazioni e scambio di mail tra uffici comunali e membri della giunta, nelle quali si è potuto evincere che la serata sarebbe stata tutt’altro che noiosa, ha accusato Mina di essere a conoscenza di questioni che, invece, secondo l’ex vicesindaca non erano di suo dominio, nonostante le competenze affidatele ad inizio mandato.

Un dibattito tecnico e specifico che, però, è riuscito a mettere in mostra frizioni e battibecchi nati ben prima del rimpasto di giunta, che ha visto il dottor Pasqualino D’Agostino diventare vicesindaco e Silvia Zocchi assessore. Da evidenziare, nonostante i fisiologici e talvolta eccessivamente accesi battibecchi all’interno della giunta, che la maggioranza ieri è parsa compatta e unita, nonostante le varie critiche ed alcuni “altarini” svelati dall’ex vicesindaca.

A dimostrazione di questo anche la missiva inviata dal gruppo “Io Cambio” a Donata Mina, letta al sindaco, dove i componenti affermano che “L’aver rimesso le deleghe è segno di mancanza di sintonia e coerenza con le finalità programmatiche di questa maggioranza, alcune volte da lei inopportunamente criticata, che le ha dato fiducia e autonomia, riconoscendole la pluriennale esperienza amministrativa. Spesso tuttavia le sue azioni hanno disatteso la nostra fiducia, soprattutto quando il personalismo è stato di intralcio all’attività amministrativa stessa”.

“Sebbene ci sia ancora tanto lavoro da svolgere – hanno scritto ancora -, siamo invece soddisfatti di quanto fatto fin ad oggi dal nostro gruppo per cambiare in meglio il paese. Non concordiamo su quanto da lei asserito circa la posizione del sindaco, che non ha dettato alcuna condizione, ma le ha offerto la possibilità per continuare il percorso amministrativo intrapreso tre anni fa. Ci rammarica la sua presa di posizione che in fondo dimostra la volontà di non continuare ad essere parte attiva di questo gruppo consiliare. Ci rimettiamo quindi alla decisione del sindaco, al quale confermiamo la nostra fiducia”.

Sentendo queste parole, però, la vicesindaca come era prevedibile ha voluto replicare senza indugio, raccontando una serie di episodi in cui, secondo lei, è stata esautorata del suo ruolo e delle sue deleghe di competenza da parte del sindaco, fino ad arrivare alla “fatidica” miccia che ha fatto scoppiare la “bomba” e che l’ha portata a rimettere i suoi incarichi nelle mani di Mastromarino.

Tante le questioni sollevate da Mina: dal piano attuativo sbagliato, che si doveva necessariamente rettificare o annullare, per un danno potenzialmente stimato in 21mila euro, alla pulizia di Comune, sede della Polizia Locale e Biblioteca (“dove sono state messe piccole gabbie per contrastare la presenza di topi”), fino ad arrivare a questioni più spinose come l’inagibilità del Comune o i problemi legati alle scuole, che non possiedono la certificazione antincendio.

“Dispiace – commenta Mina – non aver avuto un rapporto con sindaco e consiglieri in questi anni. Mi sarebbe piaciuto avere solo un po’ più di comprensione e ricevere maggior rispetto, ma le occasioni dove queste cose sono mancate sono state innumerevoli e non hanno coinvolto solo me. Insieme all’assessora Boniotto ci siamo prese delle ‘stronze’ a tre mesi dalle elezioni, oppure ricordo come la rabbia del sindaco in giunta lo ha portato a spezzare due matite addosso all’assessora Boniotto. A questo punto, dopo tutte queste cose, non avrei mai potuto accettare la proposta del sindaco Mastromarino“.

Dal canto suo, però, Mastromarino, ha preso nuovamente la parola per difendersi: “Sono stato bollato di avere un carattere irascibile, ma non mi sembra proprio che gli altri assessori e consiglieri abbiano questa opinione. Certo, ci sono stati errori e diverbi, nessuno lo mette in dubbio, ma ogni qualvolta ci siamo resi conto di dover intervenire lo abbiamo fatto. Dire che le scuole non sono sicure per la mancanza delle certificazioni antincendio non è vero. Ci sono questioni burocratiche e strutturali che stiamo risolvendo, ma intanto abbiamo aperto un mutuo per riqualificare la scuola, così come per la palestra della scuola utilizzata dalle società di pallacanestro e pallavolo, e stanziato 95mila euro per una serie di interventi ai solai alle elementari. Quello che ha portato Mina a lasciare la maggioranza, a detta sua, sono l’arroganza del sindaco oppure l’incapacità di giunta e di consiglieri… e per come sono andati i fatti non sembra sia così. Io penso che si tratti o di schizofrenia politica oppure di incoerenza con quanto votato quando era in maggioranza”.

Ad intervenire nel dibattito, oltre a Mastromarino e Mina, anche il neo vicesindaco Pasqualino D’Agostino, che si è tolto qualche sassolino dalle scarpe elencando specifiche questioni personali relative al “mancato rispetto” delle persone, ma anche legate all’attività della giunta e ai provvedimenti dell’amministrazione, così come l’assessora Valentina Boniotto che ha voluto specificare la questione delle matite rotte e delle normali discussioni accese in giunta: “Sono state tirate in ballo persone che non c’entrano nulla e fatti che non dovevano essere evidenziati in questa sede, credo sia stato di cattivo gusto. Detto questo, per fortuna che ci sono accese discussioni, a dimostrazione che non si è ‘soldatini’. Quando c’è qualcosa che non condivido lo faccio presente, solo ed esclusivamente per il bene del paese. Anche se ci sono toni accesi, l’importante è che si raggiungano risultati per il bene della comunità”. Insieme a loro anche l’assessore Pino Pellegrino ha voluto esprimere la sua opinione, aggiungendo come le decisioni del gruppo siano state prese in maggioranza, in un lungo confronto avvenuto nelle scorse sere.

Senza sconti, però, neanche la capogruppo di minoranza di “Insieme si Può”, Vanessa Provini: “Siamo perplessi, sia io personalmente che tutto il mio gruppo. Non sono abituata a sparare sulla Croce Rossa, ma penso che i cittadini siano stati presi in giro, dopo tutto quello che abbiamo sentito questa sera (ieri, ndr) e tutti i problemi venuti a galla, fatti di verità e mezze verità. Il primo responsabile dell’azione amministrativa è il sindaco, che non può prescindere dall’assessore competente. L’ultima decisione presa è stata quella che ha fatto traboccare il vaso. Gli errori del piano attuativo siamo stati noi a farli venire a galla, nonostante siamo sempre stati criticati di essere silenti. È tre anni che la maggioranza non ha mai smesso di fare campagna elettorale, anche denigrando la passata amministrazione, ma davanti a noi oggi avete palesato un patto tra una persona ed un gruppo, nello specifico una persona e altre due. Noi, invece, abbiamo fatto sempre un lavoro di gruppo e continueremo a farlo“.

“Rimane l’amaro in bocca per questo rimpasto – ha concluso Mastromarino -, mi dispiace da sindaco di questa situazione e mi ritengo responsabile. In ogni caso un grazie alla vicesindaco per questi tre anni e mezzo, ma rimango convinto che la giunta ha lavorato e sta lavorando ottimamente, insieme agli uffici comunali. In tre anni e mezzo abbiamo fatto circa 160 incontri e approvato 560 provvedimenti. Vorrei ne prendessimo atto: era necessaria questa azione amministrativa, per un indirizzo forte, chiaro ed incisivo in relazione a quanto avvenuto. Faccio i miei auguri al mio vicesindaco D’Agostino e alla neo assessore Zocchi”.

Donata Mina, invece, rimarrà seduta tra i banchi della maggioranza, come consigliera comunale, e sarà una battitrice libera. Lo ha confermato a fine seduta: “Lo farò senza alcun tipo di condizionamento e continuerò a lavorare, non mollo. Penso sia giusto che i cittadini che mi hanno votato siano rappresentati all’interno del consiglio comunale. Rappresento una parte politica del territorio ed un pezzo di storia di questa piccola comunità. Andrò avanti per il bene di tutto il paese”.

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