Laveno Mombello | 9 Novembre 2019

“Errore di valutazione storica del Parlamento Europeo nell’equiparare nazismo a comunismo”

Una lunga lettera quella del cittadino lavenese Alberto Morandi, che analizza la risoluzione del Parlamento Europe dello scorso 19 settembre scorso

In un momento storico delicato e particolarmente ideologico, in cui le parti politiche si sovrappongono, e stanno prendendo sempre più vigore le opinioni in tutta Europa, è utile anche talvolta fermarsi a riflettere sulla storia e sul modo in cui viene affrontata oggigiorno.

Per questa ragione il cittadino lavenese Alberto Morandi ha inviato una lettera in cui analizza quanto avvenuto negli scorsi giorni durante una seduta del Parlamento Europeo, in cui è stata approvata la risoluzione “Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa“.

Morandi ripercorre la storia paragonando e mettendo a confronto quanto avvenuto durante il periodo nazista in Germania e durante quello comunista in Unione Sovietica, sviluppando la sua tesi.

Ecco il testo della missiva inviata in redazione.

Egregio Direttore,

alla luce delle vuote ed egoiste spinte sovraniste e neofasciste che si stanno diffondendo sempre più pericolosamente in Italia e in Europa, con la presente, quale membro dell’A.N.P.I. e quale semplice e modesto studioso della storia e della cultura classica e umanistica, mi permetto di disturbarla per evidenziare l’errore di valutazione storica (per ingenuità, ignoranza o malafede?) nel quale sono incorsi i parlamentari europei quando lo scorso 19/09 hanno approvato una risoluzione intitolata “Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa”.

La risoluzione è stata presentata congiuntamente da membri dei principali gruppi politici, ma all’inizio presentata con un testo più intransigente dai parlamentari della destra reazionaria degli stati sovranisti dell’Europa orientale, per commemorare l’anniversario degli 80 anni dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, in cui l’ideologia e i simboli del comunismo vengono di fatto equiparati all’ideologia e ai simboli del nazismo (con on i voti favorevoli dei parlamentari del Partito Democratico), poiché nel suo complessivo periodo di esistenza il Comunismo, inteso in origine come una filosofia pragmatica poi come un movimento operaio, sindacale e politico che nasce proprio in Germania nel 1848 per la rivendicazione dei diritti civili e sociali dei lavoratori sfruttati, non può essere semplicisticamente equiparato al nazismo, sorto già in origine con idee ultra nazionaliste, ultra reazionarie e ultra razziste.

Posso affermare senza alcun dubbio che un conto è il dovere storico, civile e umano di condannare con forza i crimini commessi da Stalin e dallo stalinismo, innanzitutto nei confronti del popolo sovietico, nonché l’oppressione politica e militare esercitata dall’Unione Sovietica sui popoli e sulle nazioni dell’Europa orientale dopo il 1945 (non giustificabile dal grande merito di aver liberato tali popoli dalla barbarie nazista, ricordandoci che il campo di sterminio di Auschwitz in Polonia è stato liberato proprio dall’Armata Rossa e che lo stesso nazismo è stato di fatto fermato durante la sua massima avanzata dall’Armata Rossa nelle indimenticabili e fondamentali battaglie di Stalingrado, di Leningrado e di Kursk), altro invece è equiparare tutto il movimento operaio comunista, nato nella prima metà del XIX° secolo con le lotte per la rivendicazione dei diritti, dell’uguaglianza e della dignità civili e sociali da parte degli operai sfruttati e dei lavoratori oppressi, altrimenti si arriverebbe all’assurdo storico di equiparare a Hitler e ai suoi aguzzini criminali e assassini figure di alto profilo politico, umano e storico che nulla hanno avuto a che fare con i crimini commessi dallo stalinismo, con i suoi gulag, con le sue carceri e con le sue famigerate polizie politiche nell’Europa orientale, ma che anzi per le loro idee di giustizia e di uguaglianza sociale hanno subito in prima persona persecuzioni come gli stessi Karl Marx e Friedrich Engels, come Rosa Luxemburg, come Antonio Gramsci e Umberto Terracini, come Giuseppe Di Vittorio, come Giancarlo Pajetta, Giorgio Amendola, Pietro Ingrao e Nilde Iotti, come Enrico Berlinguer, ma anche come lo stesso Ernesto Che Guevara, o come i tanti operai comunisti nella Repubblica di Weimar o i tanti partigiani comunisti che in tutta Europa, soprattutto in Italia, durante la seconda guerra mondiale sono morti per opporsi all’occupazione e alla barbarie nazista per permettere a tutti noi oggi, persino agli stessi fascisti, di vivere in una società “libera e democratica”!

La risoluzione in questione presenta grossolani errori di carattere storico: nel passaggio in cui fa riferimento al famigerato Patto di non aggressione stipulato nel 1939 tra la Germania nazista e l’Unione Sovietica “Molotov-Ribbentrop” come direttamente responsabile dello scoppio della seconda guerra mondiale; come ben sottolinea lo storico Prof. Guido Crainz tale affermazione evidenzia una visione semplificata della storia dal momento che lo stesso trattato fu la diretta conseguenza delle mire espansionistiche di Hitler e di quella che il suddetto Prof. Crainz definisce “l’impotenza con cui le democrazie europee assistettero all’escalation hitleriana sino al sostanziale avvallo dato ad essa a Monaco” nel 1938.

Queste semplicistiche distorsioni della storia per fini di mera propaganda politica odierna costituiscono una pericolosa e fuorviante rilettura che finisce per sdoganare e legittimare le pericolose ideologie neo-fasciste o peggio neo-naziste che oggi si ripropongono con forza e prepotenza con il medesimo odio razziale di un tempo verso i più deboli e i “diversi” basato sempre sull’evidente ignoranza sia culturale che storica.

Il comunismo è stata un’utopia di giustizia e di uguaglianza civile e sociale dei lavoratori sfruttati e dei popoli oppressi, conclusasi in molti paesi in un tragico incubo a sua volta oppressivo verso i dissidenti per la corruzione e per la sete di potere assoluto degli uomini che lo hanno realizzato, ma le cause di sfruttamento e di ingiustizia e di diseguaglianza civile e sociale dalle quali tale ideologia è sorta sono purtroppo ancora esistenti in tutto il mondo!

Mi è gradita l’occasione per porgerle la mia più viva stima con i miei più cordiali saluti.

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