Bedero-Masciago | 6 Novembre 2019

La comunità di Bedero-Masciago commemora il passato, protagonisti anche i bambini

Sentite e partecipate sono state tutte le celebrazioni dedicate ai defunti nei due paesi della Valcuvia, con tante attività che hanno coinvolto tutta la popolazione

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(articolo di Cesi Colli / foto Luca Luppi) Prosegue nella nostra comunità di Bedero Masciago la commemorazione dei defunti durante l’Ottava dei morti con la celebrazione ogni giorno di tre S.S. Messe (alle ore 6.30 e alle 20.30 in S. Ilario – alle ore 18 in S. Agnese).

Le offerte deposte nella cassetta centrale della chiesa saranno utilizzate per la celebrazione di S. S. Messe a suffragio di tutti coloro che ci hanno lasciato. Nel mese di novembre, infatti, la liturgia invita a pregare per i defunti, volgendo il pensiero al mistero della morte, comune eredità di tutti gli uomini. Raccogliendoli tutti in un unico abbraccio, con la preghiera li affidiamo alla misericordia del Signore e chiediamo loro di vigilare sul cammino della nostra vita.

Sentite e partecipate sono state tutte le celebrazioni. Il giorno di Ognissanti, officiate al mattino le S.S. Messe, il pomeriggio ha visto, dopo il canto dei Vespri, la tradizionale processione al cimitero, cammino di preghiera e canti per coloro che ci hanno preceduto nella Casa del Padre. Il nostro parroco ha benedetto le tombe e in un momento di silente raccoglimento abbiamo ricordato davanti al Signore i nomi, i volti, le voci delle persone a cui siamo stati legati o che ci hanno fatto del bene e, quindi, meritano il nostro affetto e la nostra prece. L’affetto e l’amore per chi ci ha lasciato non verrà mai sepolto sotto una gelida lapide.

In serata, in oratorio a Bedero, si è fatta rivivere l’antica tradizione che vedeva i nostri nonni riunirsi intorno al fuoco per recitare il S. Rosario: basta la parola camino per rievocare sensazione di casa, di calore famigliare, di appagamento, di pace per i sensi e per l’anima. Nel buio della sala, illuminata dai bagliori del fuoco, i ragazzi della comunità pastorale hanno animato la preghiera a Maria semplicemente e intensamente.

Le meditazioni riguardavano alcune favole di Bruno Ferrero, che ci raccontavano della morte: favole per riflettere, per insegnare e lasciare il segno per comprendere che tutta la vita è preparazione e attesa di quell’ultimo giorno, quando il Signore verrà ed entreremo nella festa eterna.

E’ utile che i ragazzi abbiano ogni tanto qualche momento di meditazione sulla morte, che si trasforma inevitabilmente in riflessione sulla serietà e sulla responsabilità della vita: ogni discorso sulla morte in senso cristiano, infatti, è sempre un pensiero di speranza e di amore per la vita. La morte fa parte dell’esistenza ed è un bene saperla riconoscere, saperle dare un nome e averne maggiore consapevolezza.

Al termine, quattro chiacchiere insieme davanti a un cartoccio di caldarroste, dal dolce profumo d’autunno, che ci hanno fatto sentire veri amici, che condividono la gioia dello stare insieme. Un po’ di melanconia nel cuore dei più anziani perché le castagne fanno subito infanzia felice: era un rito mettere i marroni nella vecchia padella bucata col chiodo e attendere che fossero ben cotti, mentre la famiglia riunita attorno al focolare recitava il rosario per i parenti che avevano raggiunto la pace eterna.

E poi si sentiva nell’aria quel profumo indimenticabile, risate, rumori e insieme parole, poi ancora dita bruciacchiate e nere e storie davanti al camino. Non era solo convivialità. Era anche inconscia rievocazione di arcaiche rappresentazioni del pane dei morti perchè la castagna era cibo simbolico, col suo frutto che esce dalla scorza così come il corpo resuscita dal sepolcro.

Il 2 novembre, è stata celebrata la S. Messa al cimitero per commemorare tutti i defunti perché la comunità cristiana, che sempre accompagna al camposanto un fratello, non può dimenticare nessuno dei fedeli che il Signore ha chiamato a sé. Sostenuti dalla fede nel Risorto, accumunati dal pensiero della morte e uniti dal comune ricordo di tanti amici e conoscenti che non ci sono più, lo abbiamo invocato per i nostri cari sepolti nel cimitero dei nostri paesi, ma anche per quanti riposano in qualsiasi altro luogo della terra. Vista alla luce di Dio, la morte è un dolce incontro, non un tramonto, ma una bellissima alba.

Domenica 3 novembre, sia a Bedero che a Masciago, sotto una pioggia incessante, che però non ha scoraggiato nessuno, dopo la S. Messa celebrata alla presenza delle autorità, organizzata dal Gruppo Alpini, c’è stata la commemorazione dei caduti di tutte le guerre, con preghiere e benedizione delle lapidi. Piccola commemorazione anche da parte dei bambini della Scuola Primaria, che ha intenerito tutti i presenti.

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