Varese | 18 Ottobre 2019

Da Varese al lago Maggiore: il bosco re della “vacanza d’autunno”, tra trekking e raccolta funghi

Massimo Grignani: “Sempre più gettonati gli agriturismi, dove con l’autunno trionfano i sapori di una cucina di memoria, la filiera corta e i prodotti di stagione"

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Un’annata super per funghi e castagne e, per gli amanti del paesaggio, una stagione dove il colore dei boschi prealpini offre un’impareggiabile quinta di scena. Ed è proprio il bosco ad essere la meta più ambita di un turismo, quello autunnale, che coniuga gli itinerari da percorrere a piedi o in mountain-bike sulle alture che circondano Varese, spingendosi fino alle valli di confine o digradando, piano, fino al lago Maggiore.

“I boschi – spiega Massimo Grignani, presidente di Terranostra Lombardia e Terranostra Varese – sono un patrimonio di biodiversità e, se gestiti in modo corretto, possono rappresentare una leva fondamentale per la crescita dei nostri territori da un punto di vista turistico, ambientale e occupazionale. Per questo è importante educare le persone al rispetto e alla conoscenza di questi ambienti”.

La “vacanza green” nei boschi prealpini coinvolge italiani e stranieri ed è, solitamente, concentrata in un “fine settimana lungo” con uno o due pernottamenti (il numero cresce, ovviamente, nel caso degli stranieri, che tendono a fermarsi per più giorni): gran parte dei visitatori proviene dall’area metropolitana di Milano, facilmente e velocemente raggiungibile, ma non mancano svizzeri, tedeschi e nordeuropei, grazie anche al bel tempo di inizio ottobre e alle temperature ancora miti.

Trekking, mountain bike e raccolta dei funghi (in un’annata particolarmente generosa) sono le attività più gettonate, ma non mancano le passeggiate nei vigneti del Lago Maggiore, ora nel pieno della vendemmia, mentre tra poco entrerà nel vivo l’attività di ricerca delle castagne: altro elemento di attrazione, o giusto complemento di una visita, sono i menu tipici proposti in questo periodo negli agriturismi del territorio, che valorizzano i prodotti a filiera corta e le ricette della memoria contadina.

Il bosco – sottolinea Coldiretti Varese attraverso il suo presidente Fernando Fiori – rappresenta una risorsa rurale e un esempio di multifunzionalità agricola. “Nel bosco convivono imprese agrituristiche e agroforestali, esso è insieme, luogo di lavoro e meta integrata e integrabile negli itinerari turistici. Il rapporto tra il bosco e l’agricoltura affonda in una memoria nel tempo: ancor oggi vede la nostra provincia tra i leader nel nord Italia per il numero di imprese che effettuano lavorazioni agroforestali. La grande scommessa è stata proprio quella di fare conoscere la nostra storia e il nostro lavoro al pubblico e, nel contempo, sensibilizzare tutti sull’importanza di rispettare e curare il bosco. Questo lo si fa anche e soprattutto grazie alle imprese che in esso operano a diverso titolo e ai boscaioli che lo “coltivano” e che lo preservano dagli incendi. Sono loro i custodi autentici dell’equilibrio delle nostre foreste”.

In Lombardia oltre il 26% del territorio è ricoperto da boschi, come si evince sulla base dei più recenti dati Ersaf, boschi che ormai si estendono su quasi 630 mila ettari. Un polmone verde che a Varese può contare su oltre 55 mila ettari: la nostra è però tra le province ai vertici per indice di boscosità (ovvero la percentuale di superficie boscata sul totale di quella provinciale), insieme alle vicine province di Lecco e Como.

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