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Cuasso al Monte | 2 Ottobre 2019

Ospedale di Cuasso, “La danza delle cifre”

Il Comitato che tutela gli interessi della struttura, scrive alla redazione per fare chiarezza sui numeri inerenti ai costi e alle criticità, recentemente pubblicati

Tempo medio di lettura: 3 minuti

In considerazione delle ultime notizie riguardanti l’ospedale di Cuasso, puntualizziamo su quanto segue: l’ospedale è lontano, da chi e per chi? La strada per accedervi è in montagna, e quindi? Ha elevati costi di gestione? Ha elevati costi di manutenzione? Ha spazi deserti, come mai? Ha un parco immenso da gestire, perché?”.

Parte da questi interrogativi una nota recentemente inoltrata alla nostra redazione dal Comitato Pro ospedale di Cuasso, con l’intento di invitare alla riflessione, seguendo il punto di vista dei propri esponenti, su quanto pubblicato nei giorni scorsi, riprendendo un approfondimento del quotidiano locale La Prealpina, in merito ai costi della struttura e agli spazi che ancora oggi risultano vuoti e inutilizzati.

Su ogni punto ci sarebbe da scrivere a lungo – sottolineano quindi i membri del Comitato riprendendo i quesiti di apertura – bastava chiedere tutta la documentazione da noi prodotta in quindici anni di attività, ma evidentemente si è scelto di fare articoli con questo taglio, e difficilmente sarebbero stati presi in considerazione punti di vista differenti. Il Comitato potrebbe facilmente smontare certe affermazioni, ma forse interessa altro.

Quello che riportiamo di seguito è il testo integrale della lettera, firmata da Gian Battista Seresini, Angelo Ferrarello e Fernando Buzzi.

Sui costi… mettiamoci d’accordo!

Quattro milioni, per i costi di gestione ordinaria, in realtà sono 2, 5 milioni come dichiarato nell’articolo di commiato firmato dal dottor Bravi in data 28 dicembre 2018. Costi di gestione che, nonostante la riduzione imposta da una ristrutturazione muraria iniziata nel lontano 2005 e mai portata a compimento, ai livelli minimi di quaranta posti letto con un trend di copertura del 75%, vengono ampiamente pareggiati se ovviamente vengono considerate anche le entrate.

Certo, costi importanti ma giustificati dal livello di complessità dei ricoveri che fanno di Cuasso un’eccellenza nel trattamento delle patologie riabilitative.

Sul parco e sulla manutenzione, la giornalista (de La Prealpina, ndr) dovrebbe chiedere all’azienda perché viene fatto degradare un grande e meraviglioso patrimonio pubblico nonostante risulti in essere un contributo europeo di oltre 50mila euro proprio per il miglioramento forestale del parco .

La strada d’accesso, ampia e poco trafficata, conduce direttamente all’interno dell’Ospedale permettendo a chi lo raggiunge con i mezzi pubblici di arrivare sino ai padiglioni, e, per chi lo raggiunge con i propri mezzi, di trovare grandi parcheggi gratuiti.

Cuasso è un luogo dove si deve fare sanità efficace e a misura umana e ambientale. L’ipotesi di progetto messa a punto dalla Commissione socio/sanitaria del Piambello, prevede di farlo diventare un motore di sviluppo alternativo esattamente al centro del nostro territorio. L’ipotesi di progetto non si contrappone alla realizzazione del PRESST ad Arcisate.

Sono due cose intrinsecamente diverse: A Cuasso si deve continuare a fare riabilitazione pubblica, mantenendo i servizi ambulatoriali già presenti e destinando i rimanenti enormi spazi non utilizzati a soggetti privati, preferibilmente no profit, che vogliano investire in attività socio/sanitarie legate alla persona concorrendo così alle spese generali.

Ad Arcisate sarà finalmente fruibile un presidio socio sanitario territoriale (PreSST) che garantisca tutte le funzioni erogate dagli ex distretti, dai consultori familiari e quelle correlate alla presa in carico della cronicità come previsto dalla legge regionale 23/2015.

Tutto questo non lo possiamo fare noi del Comitato, ci sono organi istituzionali, dirigenti e tecnici ben pagati per tali compiti. Ad ognuno il suo.

Invece, al contrario di quanto sempre sostenuto dagli esponenti politici, il territorio conta sempre meno, si accentra tutto in mega strutture  costosissime nella costruzione e nel mantenimento, dove tutto è tecnologico, compresa l’aria che respirano pazienti e personale. A Cuasso anche l’aria è gratis!

Rimarchiamo a questo proposito che è in atto un percorso istituzionale che riguarda Regione, A.T.S, A.S.S.T. Sette Laghi, Comunità Montana del Piambello e rappresentanti del territorio, pertanto è da li che , dopo la pausa dovuta al rinnovo di dieci consigli comunali su venti e le relative nomine in seno a Comunità Montana, va ripreso il lavoro.

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