Bedero Valcuvia | 24 Settembre 2019

La comunità di Bedero Valcuvia in festa per la Madonna del Rosario

Un weekend in cui tutto il paese si è riunito per celebrare la popolare ricorrenza religiosa, con attività e iniziative che hanno coinvolto intere famiglie

(articolo di Cesi Colli – Foto Luca Luppi) Domenica 22 settembre, la comunità di Bedero Valcuvia ha celebrato la festa della sua Madonna, la Vergine del S. Rosario, che affonda le sue radici in una ormai lunga tradizione. E’ la festa delle donne perché è particolarmente dedicata a loro, mentre a gennaio la festa di S. Antonio è soprattutto rivolta agli uomini.

E’ senza dubbio uno degli eventi principali della vita comunitaria del paese e si è cercato di viverlo in modo bello e sentito, affiancando alle celebrazioni liturgiche momenti di svago, che sono stati preparati con cura e attenzione dai volontari della parrocchia.

Come da lunga tradizione, due signore volonterose hanno suonato a tutti i campanelli delle case del paese per raccogliere le offerte straordinarie, che serviranno per sostenere le opere parrocchiali che, come le strutture, non sono la cosa più importante in una parrocchia chiamata a testimoniare il Vangelo, ma svolgono una preziosa funzione perché permettono incontri di ragazzi, giovani, famiglie, adulti, anziani per cammini di formazione, per iniziative culturali, per divertimento, per feste. Il paese, come sempre, ha risposto con generosità, testimoniando di essere una comunità che cerca di essere lievito di vita nel territorio, ponendosi a servizio di tutti per una crescita umana e sociale verso traguardi di solidarietà e partecipazione.

La festa è iniziata mercoledì 18 settembre con tre giorni di Triduo, caratterizzati dalla S. Messa, preceduta dalla recita del S. Rosario e delle Litanie. Domenica si è celebrata la  S. Messa solenne nella Chiesa Parrocchiale di S. Ilario con la tradizionale offerta dei canestri, che, benedetti dal parroco, sono stati nel pomeriggio messi all’asta nella cornice del sagrato parrocchiale.

A mezzogiorno tutti a tavola, chi sul sagrato della chiesa, chi in oratorio perché la giornata era piuttosto uggiosa, anche se non ha piovuto, nonostante le avverse previsioni metereologiche (miracolo di Maria?!). Lo stand gastronomico è stato ricco come il solito di prelibatezze. Anno dopo anno gli aggettivi si sprecano, certo che quest’anno possiamo dire che i cuochi si sono superati nel proporre piatti deliziosi e sfiziosi.

Nel pomeriggio, dopo il Canto dei Vespri, è seguita la processione per le vie del paese con la statua della Madonna: Maria ci ha accompagnato con la dolcezza del suo sguardo, affinchè tutti potessimo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio.

Divertente il successivo appuntamento con l’incanto dei canestri, così radicato e sentito nel cuore buono e semplice dei bederesi “doc”, che è riuscito a coinvolgere anche i nuovi arrivati. E’ un segno di un impegno nella continuità e nella tradizione per un incanto che conserva la freschezza e la spontaneità di tempi senza dubbio meno progrediti degli attuali, ma che si può forse azzardare ricordarli più sereni e tranquilli.

E’ questa un’usanza tipica del mondo rurale: nella cultura contadina, infatti, il dono dei prodotti del campo esprimeva il ringraziamento alla Divina Provvidenza per il raccolto. Da un po’ di tempo questa consuetudine aveva perso la sua peculiarità, in quanto i canestri erano diventati eccessivamente ricchi e battuti all’asta a prezzi troppo elevati. In un tempo di crisi come quello che si sta vivendo, il nostro parroco ha voluto giustamente ripristinare l’antica usanza, invitando i bederesi a donare manufatti e generi alimentari che siano il frutto del loro lavoro, dei loro orti o dei loro boschi. Ognuno, oltre che offrire qualcosa, ha così potuto anche comperare piccole cose per un prezzo modesto. I canestri offerti erano talmente tanti, che si è potuto anche donarne a coloro che sono nel bisogno.

Nel giorno della festa, la piazza del paese è stata animata da alcuni giochi popolari da sagra. Il nostro parroco ha auspicato che “la festa della Madonna del Rosario” non sia una celebrazione passeggera o sentimentale, ma sia un ritorno a Dio per chi lo ha dimenticato; di ritorno alla preghiera per chi l’ha trascurata; di ritorno ai sacramenti per chi li diserta da tempo; di ritorno alla comunità parrocchiale per chi si è illuso di potere trovare il Risorto in luoghi diversi da quello che Egli ha scelto come sua residenza privilegiata: la comunità cristiana”.

Dunque, “Facciamo festa!”, per ritrovare uno spazio per sostare, riunirci insieme e guardare in alto, in modo da persuaderci che non siamo soli, che c’è speranza in un futuro migliore, il cui avvento dipende anche dal nostro impegno, dalla nostra inventiva che allontana il buio della rassegnazione.

La festa della “Madonna del Rosario” vive grazie al generoso apporto di mente, di cuore e di braccia di tanti volontari, a cui va l’apprezzamento e la gratitudine di tutta la comunità.

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