Varese | 23 Settembre 2019

Torna la Notte dei ricercatori, Università dell’Insubria: due appuntamenti “lunari”

Tanti gli appuntamenti tra venerdì 27 e sabato 28 settembre per l’iniziativa promossa dalla Commissione Europea per portare la scienza fuori da laboratori e aule

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Torna la Notte europea dei ricercatori e a Varese, oltre agli esperimenti in piazza, il programma si arricchisce con il concerto del coro universitario e la visita all’Osservatorio astronomico Schiaparelli. L’edizione di quest’anno, la quattordicesima in Europa e la settima per l’ateneo, si intitola infatti “Piccoli passi per l’uomo, grandi passi per l’umanità” e celebra il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna.

La Notte dei ricercatori – che è fissata venerdì 27 settembre in 300 città del Vecchio Continente, di cui 116 solo in Italia – è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea per portare la scienza fuori dai laboratori e dalle aule di studio, a diretto contatto con i cittadini e gli alunni delle scuole, con esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, spettacoli e concerti.

A Varese la manifestazione è organizzata dall’Università dell’Insubria, con il coordinamento della docente Marina Protasoni, il patrocinio del Comune e la collaborazione dell’assessorato ai Servizi educativi, di Avis provinciale, Cus Insubria, Società astronomica Schiaparelli e Centro geofisico prealpino.

La giornata di venerdì 27 settembre si apre al Campus di Bizzozero alle ore 8.30, con il programma “La città in università”: sono attesi circa 700 alunni delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. In programma per loro esperienze su numerosi argomenti, che saranno affrontati in modo ludico e coinvolgente: dai batteri al Dna, dalle Acquaporine alle cellule di sapone, dal corpo umano agli enzimi, fino a tematiche di attualità come brevetti e innovazione, nonni e badanti, l’inquinamento antropico.

Sabato 28 settembre la grande festa della scienza si sposta dalle ore 14 in piazza Monte Grappa (in caso di pioggia forte Padiglione Monte Generoso), con stand dedicati ad esperimenti da effettuare e da far effettuare in prima persona al pubblico. Spazio anche allo sport, con un’area dedicata in cui alle 17 il campione del mondo Leonardo Iomini, studente dell’Insubria, presenta un’esibizione di arti marziali vietnamite “Sa Long cuong”.

In serata, alle 20.45, ci si sposta all’Osservatorio Astronomico Schiaparelli del Campo dei Fiori per “Non solo Luna”, che prevede un concerto del coro dell’Università dell’Insubria diretto da Andrea Gottardello, seguito dall’osservazione del cielo di settembre con la guida degli esperti.

Quest’anno la Notte dei ricercatori apre anche all’arte. Negli spazi del rettorato, in via Ravasi 2, il Centro di ricerca sulla storia dell’arte contemporanea diretto da Andrea Spiriti propone la mostra “Lo spazio del contemporaneo: l’arte si fa in quattro per la ricerca”. Sono esposte opere dedicate all’allunaggio di quattro noti artisti del territorio, selezionati fra quelli che hanno preso parte all’esposizione del ventennale dell’ateneo nel 2018, ovvero Francesco Cucci, Ferdinando Greco, Mariuccia Secol e Giorgio Vicentini. La mostra si inaugura venerdì 27 settembre alle ore 18, mentre sabato 28 alle 16 è prevista una visita guidata con gli artisti e i curatori Laura Facchin e Massimiliano Ferrario.

Anche a Busto Arsizio è in programma la settima edizione della Notte europea dei ricercatori organizzata dall’Università dell’Insubria. Qui gli eventi sono tutti all’aperto e, in caso di pioggia, la manifestazione è annullata.

Venerdì 27 settembre per tutta la giornata a partire dalle ore 9.15, nel giardino di Villa Manara, sono attesi circa 700 studenti delle scuole primarie e secondarie. I laboratori previsti toccano temi come le cellule e il corpo umano, il Dna, il microcosmo, chimica e fisica, l’universo sensoriale, levitazione e ologrammi. Si conclude alle 17 con una merenda offerta a tutti i partecipanti.

Sabato 28 settembre dalle ore 15.30, ci si sposta in piazza San Giovanni, dove docenti e ricercatori ripropongono parte delle esperienze svolte alla Villa Manara, per incuriosire i cittadini e sorprenderli con le magie che la scienza può regalare.

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