Lavena Ponte Tresa | 28 Agosto 2019

Incidente fatale in Thailandia, si spezza troppo presto la vita del tresiano Marcello

L'incidente è avvenuto la scorsa settimana nel paese asiatico, mentre il 36enne stava guidando uno scooter

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Ci sono notizie che noi “lavoratori del web” non vorremmo mai scrivere. Sono molte, tutte quelle che coinvolgono i sentimenti, che causano dolore, che riguardano affetti persi, che cambiano le vite di molti. Eppure sono notizie. Il giornalismo (non sempre nel senso più alto del termine, ammesso che esista ancora) risponde a delle regole e informare è la prima, anche quando una di quelle notizie ci tocca in qualche modo da vicino.

Nella settimana subito dopo ferragosto, Marcello Caruso, classe 1983, residente a Milano da qualche anno ma cresciuto a Lavena Ponte Tresa, ha perso la vita in un incidente stradale in Thailandia, dove si trovava in vacanza con un carissimo amico. Se ne è andato guidando uno scooter, in un paese asiatico che amava molto e che aveva scelto di visitare in questa lunga estate, non per la prima volta.

Aveva la Sicilia nel sangue Marcello, terra di origine dei suoi genitori, e la frequentava, la raccontava, tornandoci periodicamente e portandoci le persone che amava (e non sono state poche), ma viveva a Lavena Ponte Tresa. Così, dopo aver frequentato il Liceo Scientifico “Vittorio Sereni” a Luino, si era trasferito a Milano con il sogno del cinema, della regia. Laureatosi in Media Design alla Nuova Accademia di Belle Arti non aveva mai più lasciato quella città che raccontava come piena di vita, di opportunità. Amava però viaggiare, conoscere, osservare.

“Ci rivediamo a metà settembre”, aveva scritto in un ultimo post pubblicato sul suo profilo Instagram prima di partire per la Thailandia, e invece non lo rivedremo più. Non rivedremo più i suoi lunghi capelli e il sorriso sornione, ironico, sfidante ad ogni costo.

“Che lavoro fai adesso? Ah sì, me lo ricordo. Tipo qualcosa come la giornalista” e “Sei felice?”, mi ha domandato durante una delle ultime nostre brevi chiacchierate. “Ma sì, dai. Anche se non credo nella felicità. Quella è fatta di momenti”, avevo risposto. “Allora sei cresciuta, Frafrina”, così aveva chiuso la conversazione.

Non so se sono cresciuta o meno, ma di sicuro quel che sono lo devo anche a lui e a quel pezzo di vita vissuta insieme. Informare è in qualche modo il mio mestiere e, dopo aver dibattuto con il direttore Agostino Nicolò, abbiamo deciso che questa notizia avrei dovuto scriverla io, (priva dei dettagli che in questo momento non abbiamo e che in fondo non contano) per tutti coloro che hanno avuto la fortuna (come direbbe lui sorridendo) di imbattersi nel sorriso di Marcello.

Un pensiero speciale va ai suoi dolcissimi genitori, Lia e Tommaso, alla sua numerosa famiglia e ai suoi e ai nostri vecchi amici.

Ciao Marcy.

Non ci vedremo mai più, o forse sì, e dovrai rimangiarti il tuo conclamato scetticismo sull’esistenza dell’aldilà.

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