Surreale e disumana la situazione che si sono trovati davanti le guardie zoofile della provincia di Varese, durante alcune verifiche e sopralluoghi sul territorio di una zona di Cugliate Fabiasco, che successivamente ha visto intervenire anche gli agenti della Polizia Locale Convenzionata di Cocquio, Rancio e Cugliate, impegnati negli scorsi giorni a sanzionare un incivile che aveva abbandonato rifiuti in uno bosco della strada provinciale 11.
Ebbene, nell’area interessata sono stati trovati diversi animali, una decina di pecore e due agnellini, lasciati da giorni senza cibo e acqua, all’interno di una proprietà privata gestita da un 32enne, dove non solo non vi era riparo o ombra, ma erano presenti anche escrementi, macerie e tegole abbandonate sul terreno.
Un quadro drammatico che ha avuto anche tragici epiloghi per alcuni animali presenti nell’area. Per uno dei due agnelli, purtroppo, l’intervento dei veterinari della ASL di Laveno è stato vano, visto che l’esemplare si trovava in pessime condizioni di salute e per questa ragione i dottori lo hanno soppresso, l’altro invece insieme alle pecore è continuamente monitorato dagli operatori della ATS Insubria, dopo il loro trasferimento in un altro prato a loro disposizione.
Particolare la reazione degli animali quando hanno visto arrivare gli uomini del comandante Giuseppe Cattoretti: gli agenti, infatti, hanno riempio tre secchi da dieci litri di acqua e le pecore, affamate e assetate, in soli tre minuti, l’hanno bevuta in un battibaleno, a dimostrazione della loro disidratazione e, soprattutto, dello stato pietoso in cui erano costrette a vivere.
Il responsabile di questo scempio, un 32enne della zona, è stato così denunciato penalmente per i reati di maltrattamento di animali, abbandono di animali e per altri reati a danno dell’ambiente. Il materiale e le testimonianze raccolte hanno permesso al comandante Cattoretti, in sinergia con l’amministrazione comunale di Cugliate Fabiasco nella battaglia contro il maltrattamento agli animali, di inviare tutto in Procura a Varese, dove ora è al vaglio la posizione del 32enne.
L’uomo rischia ora di essere sanzionato con una multa da 5 a 30mila euro e di essere recluso per oltre due anni.
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