Luino | 15 Luglio 2019

Luino, Palazzo Verbania gremito per la lezione di Angelo Panebianco

Un successo l'evento promosso dagli Amici del Liceo. Grande attenzione per i temi di "Persone e mondi", Pellicini: "Interpretato lo spirito del luogo"

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Parlare chiaro è la cortesia del filosofo“, più in generale dell’uomo di cultura, dello studioso e quindi anche dell’esperto di scienze politiche, impegnato con tutti gli strumenti di indagine in suo possesso nell’analisi di problematiche complesse, che interessano però la quotidianità di tutti e dunque anche dell’uomo comune.

E’ partendo da questa premessa che si spiega il successo della serata di venerdì scorso, 12 luglio, organizzata presso Palazzo Verbania dall’associazione “Amici del Liceo scientifico Vittorio Sereni“. Ospite il professor Angelo Panebianco per quella che è stata la seconda lezione, a distanza di un anno dal precedente incontro presso il Camin Hotel, dedicata ai temi del volume “Persone e mondi. Azioni individuali e ordine internazionale“, edito da Il Mulino.

Un libro che è un vero trattato della materia, col pregio di essere specialistico, per gli “addetti ai lavori”, e allo stesso tempo una risorsa per qualsiasi tipo di lettore, interessato ad approfondire le dinamiche che regolano i rapporti tra le persone e le istituzioni, tra le esigenze e criticità del quotidiano, in un determinato contesto, e le grandi decisioni che scaturiscono dai tavoli della diplomazia.

“Ho scritto questo libro perché come spesso accade lo avevo in testa da moltissimi anni – ha spiegato il professor Panebianco nell’aula conferenze del Kursaal, davanti a un folto pubblico – e per due esigenze legate alla mia professione. Per anni ho tenuto corsi di geopolitica, trattando teorie che alcune volte non condividevo. Credo in un modo di intendere le relazioni sociali che differisce da diverse teorie di primo piano e che nasce dalla mia insoddisfazione per tutte quelle correnti che faticano a vedere ciò che sta dietro i fenomeni. La seconda ragione – ha sottolineato ancora l’ospite – sta nel fatto che se osservate il modo in cui i diplomatici trattano le relazioni internazionali, vi accorgerete che le persone ‘normali’ paiono assenti, in uno scenario dove sembra che contino soltanto i capi di stato, con le rispettive strategie e intenzioni”.

Ma è nei rapporti informali delle singole comunità che le idee prendono forma per poi muoversi attraverso le interazioni. La gente si unisce, commenta i fatti, si formano gruppi e si scrivono pagine di storia. Si assiste alle grandi rivoluzioni che in tanti casi, esaminando singole porzioni lungo la linea del tempo, sono partite proprio dal basso. La convivenza e il confronto tra gruppi di persone e istituzioni, in ambito locale e poi in senso più ampio, a livello nazionale e mondiale, hanno quindi permesso all’editorialista del Corriere, nel dialogo con il luinese Alessandro Franzetti, presente in veste di moderatore, di offrire ai presenti un’ampia panoramica sui contenuti e sulle finalità del libro.

Tanti i rappresentanti della associazioni cittadine che hanno preso posto in sala, a partire dal presidente degli “Amici del Liceo”, Nunzio Mancuso, che ha rinnovato pubblicamente l’impegno a promuovere la cultura a trecentosessanta gradi anche nella nuova casa di Vittorio Sereni e Piero Chiara: Rotary Club, Centro culturale S. Carlo, Aisu, Gruppo ciclistico Avis, Lions Luino (con il neo presidente Paolo Enrico).

Presenti per assistere alla lectio magistralis anche il professor Roberto Radice, la dirigente scolastica Maria Luisa Patrizi e a rappresentare l’amministrazione, il sindaco Andrea Pellicini e l’assessore Alessandra Miglio. “Sono contento che gli Amici del Liceo siano entrati da protagonisti in questo nuovo palazzo – ha affermato il primo cittadino- interpretando alla perfezione lo spirito del luogo, promuovendo fin da principio, dopo l’inaugurazione, eventi di grandi richiamo”.

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