Milano | 27 Giugno 2019

Caldo e disagi sui treni: i pendolari si lamentano, Regione chiede uno sforzo a Trenord

Lettera aperta dei comitati di pendolari della Lombardia, mentre Regione risponde alle critiche dell'opposizione sottolineando le mancanze dei governi precedenti

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Ho chiesto a Trenord di intervenire per tutelare i pendolari. Le temperature di questi giorni sono inusuali, ma la società deve mettere in campo ogni azione possibile per limitare i disagi. I disservizi vanno assolutamente contenuti e Trenord deve fare uno sforzo supplementare in questa direzione”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi, replicando ad alcuni consiglieri di opposizione.

“Va detto – ha aggiunto – che i malfunzionamenti degli impianti di condizionamento si verificano in particolare sui treni vecchi. E i treni vecchi sono eredità del centrosinistra, che quando era al governo e controllava le Fs non ha investito sul materiale rotabile in Lombardia. Ricordo che Trenord è una società al 50% tra Ferrovie Nord Milano (afferente a Regione Lombardia) e Trenitalia (Ferrovie dello Stato e quindi Stato e quindi Governo). Ebbene, negli ultimi dieci anni Regione Lombardia ha investito 3 miliardi in Trenord (uno su tutti l’acquisto di 176 nuovi treni per 1,6 miliardi di costo) mentre Trenitalia ha messo solo 170 milioni di euro. Mi riferisco agli anni appena passati. Quelli in cui le Ferrovie dello Stato sono state gestite da manager che si sono dimostrati indisponibili a investire sul servizio lombardo. Il risultato è che la flotta conferita da Trenitalia ha 32 anni (con punte di 45 anni!) di media, mentre quella conferita da Fnm – Regione Lombardia 9 anni. Basterebbe questo per descrivere il contesto in cui ci troviamo ad agire”.

Riconosco a Fs un cambio di passo: dalla collaborazione per la cessione di alcuni treni alla definizione del programma di investimenti sulla rete. Però è chiaro che il servizio ferroviario lombardo, pur in miglioramento, sconta un lungo periodo di mancati investimenti da parte dei precedenti Governi centrali. I treni nuovi – ha concluso Terzi – arriveranno progressivamente a partire da novembre 2019. E sarà solo grazie agli sforzi economici di Regione Lombardia, non certo di chi ora fa propaganda sulla pelle dei pendolari”.

Proprio sul tema dei disservizi e malfunzionamenti legati alla recente ondata di caldo, i Comitati di pendolari di Regione Lombardia hanno diramato la seguente comunicazione, sottolineando i problemi principali e l’attesa continua di risposte e soluzioni.

Appena le temperature arrivano sui 30 gradi, valore per nulla strano in estate, cominciamo i patimenti. Treni che non vanno e soprattutto carrozze invivibili.

Ora, sappiamo benissimo che parte della flotta è datata e in via di sostituzione, segnaliamo peraltro che non sono infrequenti i guasti di ogni genere e segnatamente all’impianto di aria condizionata anche al materiale rotabile più recente, ma non possiamo nascondere il sospetto che la causa principale della climatizzazione fuori uso sia una insufficiente manutenzione che controlli se gli impianti sono carichi, se i compressori funzionano o anche, semplicemente, se gli scarichi dell’acqua di condensa sono puliti per evitare che piova sulla testa dei viaggiatori. È troppo pretendere che all’avvicinarsi dell’estate vengano fatti i dovuti controlli e interventi?

Non vorremmo però che queste ripetute difficoltà sul materiale rotabile nascondessero un’altra importante situazione che non accenna a migliorare, anzi dà sensibili segni di peggioramento. Ci riferiamo alla circolazione dei treni dove la maggior responsabilità è del gestore dell’infrastruttura e segnatamente di RFI. Intanto registriamo il permanere di un elevato numero di guasti che anche più volte al giorno coinvolgono diverse tratte della rete determinando blocchi o rallentamenti della circolazione.

Passaggi a livello che si guastano, magari sempre gli stessi per mesi e mesi, o guasti agli impianti di stazioni nevralgiche per la circolazione dei treni. Inoltre notiamo che molto spesso la circolazione è penosamente rallentata, con lunghe tratte percorse a 30 Km/ora e anche meno. Frequenti soste all’ingresso dei nodi, spesso protratte per minuti, a volte per decine di minuti, come se ci fosse una strutturale incapacità a gestire un intenso traffico metropolitano e suburbano dove le occasioni di perditempo, se non risolte con opportuni interventi infrastrutturali e di gestione, si presentano frequentemente e continuamente nella circolazione.

Ci chiediamo quando passeremo dalle promesse delle slide a concreti risultati. La mole di lavori programmati in questi mesi, e segnatamente ad agosto 2019, sarà solo fonte di disagi o inizierà a prefigurare una ferrovia più moderna ed efficiente al passo con le crescenti esigenze del territorio?

Ce lo chiediamo da tempo, le risposte ancora non si vedono.

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