Mesenzana | 7 Maggio 2019

Mesenzana, appello per la pista ciclabile: “Dopo un anno dalle segnalazioni ancora degrado”

Un cittadino del borgo scrive alla redazione dodici mesi dopo la lettera a Comunità Montana. Lampioni rotti, erba alta, staccionata pericolante attorno ai parcheggi

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Ancora una segnalazione dalle aree verdi e ciclopedonali del territorio. Dopo la lamentela di un genitore, pubblicata alcuni giorni fa, circa lo stato a suo dire precario del percorso didattico tra Cuveglio e Rancio, poi in parte smentita dalla lettera di un’altra cittadina, la quale sempre tramite documentazione fotografica ha escluso che il tratto citato sia parte del tracciato noto come sentiero della Val Canasca, oggi è un lettore di Mesenzana a condividere una situazione analoga presente tra il piccolo borgo e Grantola.

Il riferimento nello specifico è all’ingresso della pista ciclabile collocato al confine tra i due comuni, e in questo secondo caso le immagini lasciano poco spazio alle interpretazioni. Come è possibile osservare negli scatti riportati in galleria, sono molteplici i punti all’ingresso della pista, che con la sua estensione chilometrica collega Luino e Cuveglio, nei quali è piuttosto evidente il segno lasciato dall’incuria e quasi sicuramente anche da comportamenti incivili di alcuni utenti.

I danni e il peso sulla zona di accesso di una mancata manutenzione, si concentrano tutti in poche decine di metri con staccionate pericolanti, una panchina divelta, cartelli sporchi, cestini stracolmi ed erba alta. A colpire è infine la presenza di lampioni danneggiati, rotti o comunque senza lampadina (uno si presenta fuori dalla sua sede di origine, appoggiato a terra).

L’ultimo dato rilevante, si apprende ancora dalla lettera inoltrata dal cittadino mesenzanese alla nostra redazione, è l’appello rivolto agli uffici di Comunità Montana Valli del Verbano. Risale al maggio dello scorso anno. Dodici mesi dopo l’ingresso della pista ciclabile rimane un biglietto da visita decisamente inadeguato per sportivi, escursionisti e residenti.

I cittadini non resteranno a guardare – afferma in conclusione l’autore della missiva – la gente non rimarrà distratta ma si prodigherà nel segnalare e difendere un patrimonio naturale tanto fragile quanto d’inestimabile valore, nelle sue infinite potenzialità, come la pista ciclabile della Valcuvia/Valtravaglia. Detto ciò, un invito per le prossime elezioni, cari amministratori: se passate dalla ciclabile, prima di cambiare marcia rallentate e soffermatevi. Perché i luoghi naturalistici della provincia che hanno bisogno di essere valorizzati, al contrario, versano sotto gli occhi di residenti e turisti in condizioni di degrado”.

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