Cuveglio | 2 Maggio 2019

Cuveglio, “Che degrado sul sentiero didattico della Val Canasca fino a Rancio”

Un amante della natura segnala le cattive condizioni del percorso, tra cartellonistica sbiadita e tratti impraticabili. "Sostenere belle idee con manutenzione costante"

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L’intento di passare in tranquillità, lontano dai luoghi affollati, una piacevole e calda giornata di festa, e la delusione nel constatare il progressivo abbandono di una strada totalmente immersa nella natura dove poter ammirare molte delle peculiarità del territorio.

A condividere con i lettori le impressioni raccolte ieri, durante una camminata in Valcuvia, è un amante della montagna e dei boschi locali, L.D.V., che ha scelto il sentiero didattico della Val Canasca (che collega Cuveglio a Rancio, passando per Cavona) come meta ideale per trascorrere con la figlia la giornata del primo maggio.

Il sentiero è stato realizzato nel 2013 dalla Comunità Montana, come lo stesso autore sottolinea nel messaggio, ma oggi le condizioni del percorso risultano inadeguate rispetto alle finalità per le quali è stato ideato. Non solo la cartellonistica si presenta ai passanti con indicazioni sbiadite o del tutto illeggibili, ma alcuni singoli tratti del sentiero non sono più praticabili e costringono gli escursionisti ad improvvisare deviazioni.

Quello che alleghiamo di seguito è il testo integrale della lettera.

Ieri, in occasione del Primo Maggio, ho deciso di evitare le folle che hanno preso d’assalto le piste ciclabili del territorio e ho accompagnato mia figlia di cinque anni e mezzo lungo il sentiero che da Cavona conduce a Rancio Valcuvia, facendo ritorno attraverso un percorso ricco di indicazioni naturalistiche e geologiche davvero interessanti.

Ho trovato bello questo itinerario didattico, ma non posso esimermi dal segnalare lo stato di degrado non solo di parte della cartellonistica (la muffa ha coperto molte scritte, alcuni pannelli parzialmente staccati o poco leggibili perché sbiaditi), ma dello stesso sentiero.

Il fondo è in totale dissesto e , si badi bene, lo dice uno abituato a frequentare i sentieri di montagna. Sassi, alberi abbattuti o caduti da tempo ad intralciare il passaggio ed erbacce troppo alte e folte per essere cresciute nelle ultime settimane: questo il quadro generale.

Il tratto che da Rancio fa ritorno a Cavona, poi, è difficilmente praticabile: il passaggio attraverso i ‘muretti’, una volta terminata la salita, non è davvero agevole come non lo è il tratto finale, una volta sbucati nel fondovalle. Bisogna necessariamente attraversare i prati e lasciare l’originale tracciato per poter giungere in fondo.

Mi domando, giacché il percorso didattico è rivolto principalmente ai più piccoli, come sia possibile che dopo soli sei anni versi in queste condizioni, che ripeto sono assolutamente difficili per un pubblico di ‘piccoli amanti della natura’.

So a quali altre problematiche la Comunità Montana ha dovuto far fronte, ma credo che le belle idee – perché tale è il sentiero didattico – vadano poi supportate, dopo la loro realizzazione, con un discorso manutentivo costante. Altrimenti si tratta dell’ennesima ‘cosa all’italiana’, e mi duole davvero pensarla così.

(Foto di copertina © Varese Guida)

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