Milano | 26 Aprile 2019

Accordo tra medici di base e Regione, “L’auspicio è che migliori il servizio ai cittadini”

Parla Emilio Didonè, segretario generale di Fnp Cisl Lombardia: “Positivo. Puntare a migliorare l’assistenza e la risposta di salute per i cittadini lombardi"

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Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl Lombardia, commenta l’accordo integrativo regionale firmato dai rappresentanti della direzione generale Welfare della Regione Lombardia e, al 23 aprile, dai rappresentanti sindacali di FIMMG e SNAMI.

L’accordo finalizza 32 milioni di euro previsti dalla Convenzione nazionale per i medici di Medicina Generale e i pediatri di libera scelta per il raggiungimento di obiettivi strategici del governo clinico che può valere fino a 4.700 euro annui per ogni medico.

Didonè ha dichiarato: “Positivo il finanziamento per i medici di base che lavorano in rete e hanno assunto collaboratori. Apprezziamo il finanziamento aggiuntivo di oltre 12 milioni di euro per ampliamento orario di studio e quota aggiuntiva per il sabato mattina. Adesso, l’auspicio è che finalmente migliori l’assistenza e la risposta di salute per i cittadini e pensionati lombardi”.

Secondo Didonè i passi da compiere sono molti, e dopo tanti annunci sarebbe ora di passare finalmente a fatti concreti: “I cittadini e pensionati lombardi sono sempre in attesa della vera presa in carico promessa dalla regione Lombardia, con gli appuntamenti di visite, controlli e esami presi dal servizio sanitario regionale, e non dell’assistito e/o della famiglia che vagano da uno sportello all’altro con tempi di attesa che talvolta vanno oltre alle stesse date fissate per i controlli periodici”.

Inoltre, continua Didonè, i cittadini e pensionati lombardi sono sempre in attesa delle dimissioni protette e della continuità assistenziale per i malati, ricoverati negli ospedali, che ne hanno bisogno nella fase di post acuzie. Quando questi malati sono dimessi, forse con troppa “appropriatezza da protocollo” dalle strutture sanitarie “pressate e preoccupate” di liberare letti per nuovi ricoveri, la situazione sanitaria e sociale dell’assistito dimesso – magari non autosufficiente – ricade interamente sulla famiglia – quando c’è – impreparata ad affrontare situazioni complesse, difficili e costose.

Infine, conclude Didonè, “Siamo sempre in attesa di un chiarimento regionale sulla gratuità dei certificati medici, in particolare per quello di invalidità civile”.

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